CRONACHE&COMMENTI
Chi utilizza singole mancanze per inficiare l’intera battaglia fa male a se stesso e agli altri
di Aldo Pirone
Nella battaglia contro il Covid 19 emerge sempre di più con evidenza che sarà una campagna lunga. Le continue mutazioni del virus stanno mettendo a dura prova lo spirito pubblico. I vaccini, se non vengono rapidamente estesi alle zone più povere del pianeta (Africa), non bloccheranno, o quanto meno non limiteranno fortemente, la circolazione virale e di conseguenza la selezione di nuove varianti. Le stesse vaccinazioni proteggono non in assoluto ma relativamente, poiché i vaccini tendono in un tempo relativamente breve a diminuire la copertura e non rendono i soggetti vaccinati completamente immuni per sé e per gli altri. Cosa che non si sapeva all’inizio ma che si è accertata nel corso di quest’anno. La scienza che si basa sulle evidenze scientifiche e non sulle superstizioni e le magie sciamaniche ha già fatto molto – per esempio la rapidità con cui ha sfornato i vaccini – e molto dovrà fare per cercare nuovi rimedi sempre più efficaci sia sotto il profilo della prevenzione che della cura.
L’esperienza di molti paesi ci dice che non basta affidarsi ai vaccini che vanno rinnovati, periodicamente, ma occorre mantenere in piedi tutte le precauzioni (mascherine, distanziamenti, misure igieniche ecc.). Chi non l’ha fatto ora ne paga le conseguenze come la Gran Bretagna. Inoltre, sul fronte vaccinazioni la campagna ha dovuto e deve via via superare gli ostacoli della contrarietà, dello scetticismo, della paura e della strumentalizzazione politica di tutto ciò da parte della destra, non solo in Italia ma in Europa, in America e in giro per il mondo. Ma non ci sono solo le strumentalizzazioni, ci sono anche, in ogni singolo paese europeo a Est (Romania, Bulgaria, Balcani) come a Ovest (Svezia, Germania, Olanda), questioni che attengono alla cultura nazionale, a tradizioni libertarie che si mescolano con superstizioni di origine medievale come, all’Est, in alcuni ambienti di religione cristiano-ortodossa.
Ovviamente in una campagna fatta di molteplici provvedimenti, cui dovrebbero seguire controlli efficaci e non sempre organizzativamente facili, gli errori di previsione, le contraddizioni, i buchi nelle misure predisposte sono inevitabili. Chi utilizza singole mancanze per inficiare l’intera battaglia e, soprattutto, l’utilità delle vaccinazioni – per esempio i “No vax” e i “No green pass” ideologici, cui danno bordone i virosofi rincitrulliti ammalati di esibizionismo televisivo – fa male a se stesso e agli altri. Chi, invece, lo fa per ragioni elettorali, come Giorgia Meloni, non solo è irresponsabile ma dimostra tutta la meschineria antipatriottica di una certa destra pronta a utilizzare tutto e il contrario di tutto pur di raccattare qualche voto in più. Risibile la pervicace opposizione allo stato di emergenza della “sorella” d’Italia, lei, che per molto meno reclamerebbe lo stato d’assedio. Poi c’è chi pur di criticare Draghi anche quando non sbaglia, come Travaglio, è ormai assalito dalla sindrome di Bartali – “gli è tutto sbagliato gli è tutto da rifare” – che lo porta, in fatto di vaccini e vaccinazioni, vicinissimo alle posizioni della “Verità” di Belpietro pur partendo da poli opposti. Il ragionare capzioso del direttore de “Il Fatto Quotidiano” l’ha liquidato con elegante ma gelida benevolenza qualche sera fa la professoressa Viola a “Otto e mezzo” della Gruber. “Marco Travaglio ha una dialettica eccezionale – ha detto – sarebbe in grado di vendermi un’auto che cade in pezzi e io la comprerei sicuramente”.
La metafora del venditore di auto mi ha fatto venire in mente Richard Nixon, il Presidente americano e repubblicano caduto per il Watergate, detto anche “Tricki Diky”, Dik l’imbroglione, quando, tanti decenni anni fa, i suoi oppositori scrivevano: “Comprereste un’auto usata da quest’uomo?” per significare, per nulla a torto, l’inaffidabilità del soggetto.
Ecco, sul tema pandemia e vaccini, io un’auto usata la comprerei a occhi chiusi dalla scienziata Viola, da Travaglio no.

Aldo Pirone, redattore di malacoda.it
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