
CRONACHE&COMMENTI
Come funziona la tassa di successione in Italia e in Europa secondo Economia&Finanze del giornale “Il Giorno”.
di Aldo Pirone
Come al solito Salvini e Meloni, renziani e berluscones, giornalisti al seguito e conduttori di talk show televisivi ignoranti e in malafede cercano di nascondere la verità sulla proposta di Letta di aumentare la tassazione sui patrimoni dell’1% più ricco in favore dei giovani. Strillano e gridano come se lorsignori fossero minacciati da un esproprio proletario. Per confondere le acque parlano di tassazione a gogò (Meloni e Salvini) su piccoli patrimoni, di risparmi sudati, di normali case da un milione di euro ecc.. Tutte bugie dietro cui nascondere la verità.
Secondo Economia&Finanze del giornale “Il Giorno” la proposta del segretario del Pd riguarda una revisione delle aliquote sull’imposta sulle successioni e donazioni, senza colpire i beni fino a un milione di valore, ma portando dal 4 al 20% l’aliquota massima di tassazione per le eredità e le donazioni tra genitori e figli superiori a 5 milioni di euro. Un’operazione che riguarderebbe l’1% degli italiani e consentirebbe di recuperare 2,8 miliardi.
Le aliquote
L’idea base è modificare la tassazione sulla successione in senso progressivo lasciando l’aliquota al 4% per le eredità e le donazioni di parenti in linea retta (figli, nipoti o genitori) eccedenti quote tra 1 e 5 milioni di euro e portandola al 20% per le eredità superiori a 5 milioni di euro per la parte eccedente tale soglia. Verrebbe inoltre mantenuta la franchigia prevista attualmente: continuerebbero quindi a non essere colpiti i beni fino a un milione di euro di valore per ciascun erede.
Come funziona oggi
Chi oggi riceve in successione o donazione beni immobili o diritti su beni immobili paga un’aliquota del 4% del valore netto se l’erede è il coniuge o un parente in linea retta, con una franchigia di un milione di euro; del 6% sul valore complessivo netto eccedente i 100.000 euro, se l’erede è fratello o sorella o senza alcuna franchigia se è parente fino al quarto grado; dell’8% in tutti gli altri casi senza applicazione di alcuna franchigia.
Italia tra le più basse d’Europa
L’aliquota di tassazione per eredità o donazioni, anche sopra i 5 milioni di euro, tra genitori e figli, in Italia, è attualmente tra le più basse d’Europa, appunto al 4%.
Le aliquote in Europa
In Germania è al 30%, in Spagna al 34%, in Gran Bretagna al 40% e in Francia al 45%. Secondo l’Osservatorio sui conti pubblici italiani, il gruppo di ricerca dell’Università Cattolica guidato da Carlo Cottarelli, il gettito dell’imposta è modesto e significativamente inferiore a quello degli altri principali paesi europei.
Il confronto
In base ai dati dell’Ocse, gli incassi sono stati pari a soli 820 milioni nel 2018, ovvero lo 0,05% del Pil (e lo 0,11% delle entrate totali). Si tratta di una cifra lontana da quanto raccolto negli altri principali Paesi europei. In Francia, per esempio, nel 2018 il gettito dell’imposta su successioni e donazioni è stato pari a 14,3 miliardi di euro, cioè lo 0,61% del Pil: in altre parole, quasi tredici volte il gettito italiano in rapporto al Pil. A quota 0,20-0,25% del Pil troviamo invece la Germania (6,8 miliardi), il Regno Unito (5,9 miliardi al cambio del 2018) e la Spagna (2,7 miliardi). Questo grazie a una struttura dell’imposta diversa da quella italiana: tutti e quattro i Paesi hanno infatti aliquote molto più elevate rispetto a quelle in vigore in Italia (anche superiori al 50% in Francia) e franchigie significativamente più basse.
Esempi pratici
Secondo l’Osservatorio, se si considera un’eredità del valore netto di 1 milione di euro lasciata da un genitore al proprio figlio, in Italia la franchigia di 1 milione è sufficiente a evitare completamente l’imposizione, mentre in Spagna l’imposta ammonterebbe a circa 335.000 euro, in Francia a 270.000, nel Regno Unito a 245.000 e in Germania a 115.000.
Questa è la verità e la realtà. Gli stridii della destra servono solo a ribadire che loro sono la “guardia nera” di lorsignori. Non possono usare il manganello, usano la disinformazione.
Come sempre.

Aldo Pirone, redattore di malacoda.it
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