CRONACHE&COMMENTI
La guerra fredda dei vaccini che sembra giocarsi sulla scacchiera della salute
di Nadeia De Gasperis
I deputati Nicola Fratoianni ed Erasmo Palazzotto di Sinistra Italiana, Doriana Sarli e Guia Termini, deputate del M5S, qualche giorno fa hanno depositato una risoluzione alla Camera per chiedere al governo italiano due cose semplici: sospendere i brevetti sui vaccini e rendere pubblici i contratti con le case farmaceutiche.
La stessa risoluzione, bocciata prima alla Camera dei deputati è stata presentata al Senato da Elena Fattori, Paola Nugnes e Virginia La Mura.
Nicola Fratoianni, sul discorso al Senato di Draghi, si era espresso in questi termini
“Draghi non mi è piaciuto, muto su brevetti vaccini. Una delle prime scelte che il nuovo governo ha fatto in sede Ue è stato proprio quello rallentare il meccanismo delle donazioni al sistema Covax per l’equo accesso ai vaccini”.
Già nei giorni scorsi i Paesi membri dell’Organizzazione mondiale del commercio (Omc/Wto) non avevvano raggiunto un accordo su una deroga sui brevetti per la produzione di vaccini contro il Covid-19 che, secondo alcuni Paesi, renderebbe più semplice la produzione dei sieri in regioni del mondo a basso reddito.
27 delegati governativi si sarebbero detti concordi con l’esecutivo di Bruxelles che sostiene l’opposizione della Commissione alle deroghe richieste da India e Sudafrica al Trattato internazionale che tutela la proprietà intellettuale (TRIPs).
La interrogazione parlamentare dei deputati SI/M5S chiedeva anche in merito alla risoluzione del WTO:
“Impegnare il governo italiano a farsi promotore nelle sedi opportune per rivalutare e sostenere la deroga temporanea prevista al TRIPS così come proposto dai governi di India e Sudafrica e consentire in questo modo un’efficiente pluralizzazione della produzione e distribuzione vaccinale”, si legge nella risoluzione.
Inoltre si chiedeva al governo di pubblicare i contratti stretti con le case farmaceutiche e di “farsi promotore presso le sedi della Ue affinchè tali contratti vengano rivisti nella parte delle sanzioni in caso di inadempienza nonché nella distribuzione dei rischi da eventi avversi che oggi ricadono in capo agli Stati membri”.
Mi chiedo quali ragioni riferibili a una platea di cittadine e cittadini consapevoli, possa aver spinto Il governo a non accettare una risoluzione che tutelasse i diritti essenziali dei cittadini?
Soprattutto all’indomani del caso Catelan e dei 29 milioni di vaccini prodotti e tenuti “nascosti” nell’azienda del frusinate, per non parlare della scellerata gestione della campagna di vaccinazione in alcune regioni, come in Piemonte, dove solo ieri è iniziata la vaccinazione del corpo docente o in Lombardia con la scellerata organizzazione di “Aria” che ha visto migliaia di persone in attesa del nulla e assembramenti di “passanti”. Gli stessi organizzatori avevano invitato infatti i sindaci a reclutare cittadine/i per scongiurare l’ipotesi di dover buttare al macero dosi di vaccino che erano destinati a quei pazienti previsti dalla griglia del programma di vaccinazione regionale ma mai contattai dall’azienda.
Abbiamo perso l’ennesima occasione per renderci indipendenti e per sottrarci alle dinamiche geopolitiche ed economiche che governano la guerra fredda dei vaccini e che sembra giocarsi sulla scacchiera della salute.
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