Croneche&Commenti
Fratoianni dalla parte dell’opposizione dice no al governo Draghi
Fratoianni, deputato di Sinistra Italiana, ha atteso la nomina dei ministri per decidere definitivamente di schierarsi dalla parte dell’opposizione contro un governo che sembra aver cercato semplicemente di accontentare tutti i partiti pur di ottenere la fiducia.
Il deputato di Sinistra Italiana apre il suo intervento alla camera con un chiaro no al governo Draghi, sottolineando che la sua non è una decisione individuale ma sorretta quasi da parte di tutto il partito. Per Nicola Fratoianni la caduta del governo Conte è stato un vero e proprio omicidio politico premeditato finalizzato ad impedire, all’ormai ex Presidente del Consiglio, di gestire la somma di 209 miliardi del Recovery Plan che aveva conquistato dopo una lunga battaglia in Europa.
Fratoianni, inoltre accusa il governo Draghi di essere tutto il contrario di tutto: per lui non possono certamente coesistere transizione ecologica e trivellazioni petrolifere, non possono stare insieme gli interessi della Confidustria di Bonomi che vuole sbloccare i licenziamenti, con gli interessi dei lavoratori e delle lavoratrici, e neanche pensare ad un generale abbassamento delle tasse senza ritenere necessaria un’imposta patrimoniale sulle grandissime ricchezze per redistribuire il denaro.
“Da domani faremo opposizione, pronti a dire sì ogni volta che sarà possibile, pronti a dire no ogni volta che sarà necessario” così il deputato di Sinistra Italiana conclude il suo intervento alla Camera.
Un’opposizione è dunque reale e possibile nonostante l’ampio consenso che il neo Presidente del Consiglio Draghi è riuscito ad ottenere. Un governo tecnico incaricato per gestire le imminenti emergenze, ma che poi è divenuto un governo politico a tutti gli effetti, un colpo di Stato vero e proprio che, a seguito della nomina dei vari ministri tra i quali Renato Brunetta, Mara Carfagna e la Gelmini, sembra aver riportato le lancette del Paese a più di quindici anni fa.
Un’opposizione che però non può essere lasciata unicamente nelle mani di una destra regressiva condotta da Giorgia Meloni, ma che deve ospitare visioni opposte tra loro per mantenere viva un’alternativa valida ed efficiente che altrimenti sarebbe stata sommersa da un’inevitabile accettazione del governo Draghi.
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