Comuni del Frusinate. Ceccano
Una discussione lunga e a tratti estremamente tesa
di Valentino Bettinelli
Seduta mattutina del consiglio comunale di Ceccano quella di sabato 30 gennaio 2021, ancora una volta a porte chiuse anche per l’informazione locale, nonostante si possa segnalare una conferenza stampa in presenza, prevista in sala consiliare nel pomeriggio della stessa giornata.
Un’assise che di fatto segna il termine dei primi cento giorni della rinnovata amministrazione Caligiore. Un traguardo che fa registrare qualche defezione tra i risultati promessi in campagna elettorale: mancano ancora all’appello l’approvazione del regolamento per i dehors delle attività commerciali, il rifacimento della pavimentazione di Piazza XXV Luglio e la messa in opera della rotatoria all’incrocio tra via Anime Sante e viale Fabrateria Vetus, per la quale il Sindaco si era impegnato a “riaprire il canale con la Regione Lazio per la realizzazione del progetto”.
Seduta piena di spunti, considerata la ricchezza dell’ordine del giorno. Argomenti principali la discussione di un’interrogazione presentata dalla minoranza sulla qualità del servizio idrico fornito da Acea Ato 5; il nuovo regolamento della biblioteca comunale e la proposta di istituzione di una giornata in memoria delle vittime delle marocchinate.
A sparigliare le carte, subito dopo l’appello di rito, la consigliera Emanuela Piroli (Il Coraggio di Cambiare), che prende la parola per fare delle dure comunicazioni in merito allo spiacevole qui pro quo avvenuto sulla convocazione mai notificata di una commissione sull’edilizia scolastica. Episodio che l’ha vista protagonista insieme alla consigliera De Santis (Nuova Vita). Le due, attaccate sui giornali in maniera pesante per non aver partecipato, hanno sempre preteso delle scuse ufficiali, mai arrivate dai protagonisti: Sindaco, Presidente del Consiglio Giovannone e Presidente della Commissione in questione, Giancarlo Santucci (Grande Ceccano). Una difesa raccogliticcia da parte degli interessati che non hanno perso occasione, spalleggiati dall’assessore Gizzi, per continuare con l’invettiva nei confronti delle due colleghe della minoranza.
Dopo il minuto di silenzio per la recente scomparsa del senatore Romano Misserville, proposto dal consigliere Corsi, si passa al primo punto all’ordine del giorno. Andrea Querqui (Il Coraggio di Cambiare) presenta un’interrogazione sulla qualità di erogazione del servizio da parte di Acea Ato 5, proposta insieme ai colleghi di minoranza, Piroli, Corsi, De Santis e Di Pofi. Un duro attacco alla maggioranza ed al Sindaco, paladino della battaglia contro Acea, accusato di aver abbandonato formalmente tale lotta, non ascoltando le istanze dei comitati per l’acqua pubblica, astenendosi anche sulla votazione in assemblea dei sindaci sugli oneri concessori. “Un vero e proprio condono in favore di Acea”, come lo ha definito Emanuela Piroli. Momenti accesi quando Querqui ha mostrato il manifesto del 2017 che pubblicizzava la “cacciata di Acea”. Marco Corsi, invece, ha portato in aula una bottiglia piena d’acqua dal colore marrone, facendo notare quale sia la qualità di quella che esce dai rubinetti dei cittadini.
Un sindaco Caligiore innervosito e palesemente alterato, ancora una volta costretto a cadute di stile, con attacchi personali nei confronti dei rappresentanti dell’opposizione e urla che, poco si confanno con il suo ruolo istituzionale. Una discussione lunga e a tratti estremamente tesa, che porta in consiglio comunale, luogo di massima espressione di rappresentanza per i cittadini, una problematica seria e che sta portando la comunità all’esasperazione. Una battaglia rilanciata dai cinque firmatari, che sicuramente non si è conclusa con il dibattito consiliare. Per la lunghezza della discussione, rimandata al prossimo consiglio utile la mozione della consigliera Mariangela De Santis sull’istituzione di un albo comunale degli operatori economici, in ottemperanza alle direttive dell’Anac.
A seguire, l’approvazione del nuovo regolamento della biblioteca comunale “Filippo Maria De Sanctis”, che consentirà al massimo istituto culturale fabraterno di accreditarsi in O.B.R. (Organizzazione Bibliotecaria Regionale), insieme alle altre biblioteche dei comuni consorziati nel Sistema Bibliotecario della Valle del Sacco. Documento portato in consiglio all’ultimo giorno utile, visto il termine per l’accreditamento fissato a lunedì 1 febbraio. Un ritardo segnalato dalla consigliera Piroli che ha rimarcato come questo atteggiamento dell’amministrazione ceccanese abbia “messo in serio rischio l’accreditamento per gli altri comuni consorziati nel sistema bibliotecario”.
Nel prosieguo della discussione, il consigliere Daniele Massa (FdI) ha presentato in aula la proposta dell’istituzione di una giornata in memoria delle vittime delle marocchinate e l’intitolazione di una strada, un parco o un monumento alle medesime vittime. Il consigliere Di Pofi (PSI), nell’esprimere la sua posizione favorevole, ha ricordato “l’impegno nel 2004 dell’allora sindaco Ciotoli nell’esercizio della memoria nei confronti di tali episodi e nel lavoro per il conferimento della medaglia d’argento alla nostra città, come riconoscimento per i sacrifici subiti dalla comunità”. Emanuela Piroli, anch’essa favorevole a nome del suo gruppo, ha ricordato le iniziative promosse nella città da associazioni, citando anche i lavori di approfondimento portati avanti da Angelino Loffredi e Lucia Fabi. Nel suo intervento una ulteriore precisazione riguardo la memoria: “segnalo una contraddizione nell’agire della maggioranza. Oggi si presenta questa bellissima e condivisibile iniziativa, ma in occasione della Giornata della Memoria del 27 gennaio vi siete astenuti dal promuovere iniziative istituzionali, anche con un semplice cenno sul sito del comune”. Segnalazione recepita dall’assessore Mario Sodani, che ha fatto ammenda per la “dimenticanza”. Nonostante tutto, la proposta passa con il voto unanime dell’aula.
Nel dibattito sul tema, da segnalare l’ennesimo grave scivolone dell’assessore Stefano Gizzi, che affida “ai popoli africani e del Marocco la consuetudine culturale dello stupro”. Una frase sicuramente deplorevole e dal tono qualunquista, che si aggiunge alle ultime sortite, non propriamente felici, dell’assessore alla cultura.
Un’assise che ha sfiorato nuovamente le quattro ore e che si è conclusa con una votazione, ancora una volta unanime, su un provvedimento tecnico concernente i canoni pubblicitari e di concessione di spazi demaniali.
Le polemiche sembrano non abbandonare le sedute del consiglio comunale di Ceccano, con un confronto tra maggioranza e opposizione più vivo che mai. Un contradditorio che, senza dubbio, continuerà ad infiammare la diatriba politica tra le parti.