PCI centanni
Dopo Livorno i comunisti si organizzano anche nel Frusinate
di Ermisio Mazzocchi
Il 7 e l’8 novembre del 1920, presente Giuseppe Berti per la Direzione socialista si svolge a Roccasecca il Congresso provinciale del Casertano, (ricordiamo che in questa epoca non esisteva la provincia di Frosinone, divisa tra la provincia di Roma in cui faceva parte il circondario di Frosinone e quella di Caserta con il circondario di Sora), disturbato da provocazioni fasciste che prendono a pretesto l’esposizione della bandiera rossa al balcone del Municipio, per la nomina dei delegati al congresso di Livorno e le varie tendenze interne al PSI di Terra del Lavoro misurano la propria consistenza numerica.
A Livorno, la “mozione Bordiga”, che sosteneva l’adesione ai “21punti di Mosca” ottiene 584 voti, mentre di poco superiore risulta la tendenza massimalista, 727 voti e solo 120 voti vanno alla corrente centrista. Le sezioni della Terra del Lavoro rappresentate a Livorno sono tutte favorevoli, caso unico in Italia, alla costituzione del Partito comunista, anche se questa posizione non troverà riscontro nella realtà della provincia di Caserta dove, come è evidenziato dai risultati del congresso provinciale, la maggioranza degli iscritti è orientata a rimanere nelle file del PSI.
Nel Frusinate la quasi totalità delle sezioni si schiera nel corso dei congressi sezionali con la frazione massimalista mentre in alcune, come a Frosinone e ad Anagni, si determina uno stato di estrema confusione, con la denuncia di irregolarità nelle convocazioni delle assemblee congressuali che avevano portato queste due sezioni a essere comprese, in un primo momento, fra le aderenti alla mozione comunista nel convegno per la costituzione del Comitato laziale comunista, svoltosi a Roma il 19 dicembre del 1920.
I comunisti delle due province organizzano, già prima del Congres¬so di Livorno, strutture autonome con la nomina di Comitati provinciali comunisti. Per la provincia di Caserta la sede del Comitato viene stabilita a Cassino e ne viene affidata la responsabilità a Luigi Selmi, mentre per il circondario di Frosinone vengono nominati responsabili Loreto Cugini di Anagni per la zona nord del circondario (Anagni, Sgurgola, Piglio e Acuto) e Giuseppe Minotti di Frosinone per tutti gli altri comuni.
Dopo il Congresso di Livorno, il Partito comunista d’Italia, ormai costituito il 2I gennaio del 1921 con l’assemblea del Teatro S. Marco, lavora a una definizione della sua organizzazione con i congressi provinciali di fondazione in preparazione del II Congresso nazionale fissato a Roma per il 20 marzo 1922 con circa 50.000 iscritti di cui 845 per la Federazione di Roma e 234 per quella di Caserta.
Il primo a tenersi nelle due province è il Congresso della Federazione del Pcd’I della Terra di Lavoro, ovvero della provincia di Caserta, che si svolge a Cassino il I4 marzo 1921 nella sede della Camera del lavoro. Promosso da Alessandro Assante di S. Apollinare, Ferdinando Cardarelli di Sora, Antonio Conte di Aquino, Maria Lombardi di Sessa Aurunca, Bernardo Nardone di Arce, Luigi Selmi di Cassino, al congresso partecipano le sezioni già costituite di Cassino, Aquino, S. Apollinare, Arce, Sora e quelle di Capua, Formia, Itri, Sessa Aurunca, Nocelleto, Casale, Falciano (queste ultime tre tutte frazioni di Carinola), SS. Cosma e Damiano, Castelforte, Piccilli. Presieduta dal rappresentante del Comitato centrale Ludovico Tarsia, l’assemblea elegge Luigi Selmi segretario della Federazione e fissa la sede a Cassino.
Il 17 aprile del 1921 si tiene il I Congresso provinciale di Roma. Presieduto da Egidio Gennari, vi partecipa per il circondario di Frosinone la sezione di Anagni, la sola ufficialmente costituita a quella data. Del Comitato federale romano vengono a far parte, in rappresentanza del circondario di Frosinone, Loreto Cugini della sezione di Anagni e Peppino Minotti della sezione di Frosinone. I primi mesi di vita del Pcd’I coincidono con l’agitata vigilia delle elezioni per il rinnovo della Camera dei deputati del 15 maggio 1921. In Ciociaria, come nel resto del paese, la campagna elettorale è segnata dall’esplodere della violenza fascista con l’uccisione e il ferimento di lavoratori e dirigenti politici e sindacali, assalti alle sedi socialiste e comuniste, saccheggi delle Camere del lavoro, delle cooperative e delle Leghe contadine, scorrerie degli squadristi contro i comuni amministrati dalla sinistra.
Una certa ripresa del partito in Terra del Lavoro, in preparazione del III Congresso nazionale che si terrà a Lione il 29 gennaio 1926, si segnala nel 1924 con un nuovo congresso provinciale al quale partecipa Umberto Terracini e in cui viene nominato segretario Corrado Graziadei, che è praticamente il promotore della ricostruzione delle Federazione di Caserta, la quale torna ad avere in quell’anno oltre 250 iscritti per la maggior parte concentrati a Cassino, Sora, Isola del Liri, Roccasecca, S. Donato Val Comino, oltre a vari altri centri del Casertano.
Nel circondario di Frosinone l’organizzazione del Pcd’I, peraltro molto debole, con lo scatenarsi della repressione fascista e la perdita dei contatti con i dirigenti della Federazione romana verso la fine del 1922 praticamente scompare.
I gruppi comunisti ancora presenti si riavvicinano alle sezioni socialiste (alle quali, pur tra tante difficoltà, è consentita ancora una certa attività legale) soprattutto in ragione del fatto che, in quell’anno, i socialisti del Frusinate e il loro dirigente Domenico Marzi sono tutti schierati con la cosiddetta frazione “terzinternazionalista” che propone l’immediata fusione con il Pcd’I. La confluenza ufficiale dei “terzini” nel Pcd’I avviene nell’estate del 1924, ma nel Frusinate molte sezioni socialiste, viste le titubanze della Direzione nazionale alla fusione, già nel corso del 1923 abbandonano il PSI e passano compatte nelle file del Pcd’I, come nel caso delle sezioni di Frosinone, Paliano, Ceccano, Priverno, Anagni, Sgurgola, Alatri, Morolo, Supino, Fiuggi. Il loro apporto sarà notevole, com’è confermato dall’esito sorprendente delle elezioni politiche del 6 aprile del 1924, quando il Pcd’I nel circondario di Frosinone, pur nel clima di pura farsa elettorale attuata dall’ormai con-solidato regime fascista, ottiene una percentuale di voti di circa 6% contro una media nazionale del 3 %.
Ancora maggiore è il risultato proprio laddove più forte è stata la presenza e l’attività della frazione “terzinternazionalista”, come a Frosinone dove il Pcd’I raggiunge il 15,5% dei voti, ad Alatri (6,7%), ad Anagni (6%), a Sgurgola (20%), a Supino e Ceccano (7,1%), a Priverno, comune nel quale il Pcd’I conquista addirittura il 36%.
Non altrettanto può dirsi del circondario di Sora dove perdura la crisi interna al partito e dove più pesante è stata la reazione fascista, che aveva costretto molti comunisti a prendere la via dell’emigrazione, in particolare verso la Francia. Il fascismo conduce infatti con molta durezza la sua iniziativa di repressione verso i comunisti. Nel 1923 a Cassino, dove da tempo operava un nucleo d’iscritti (poi interamente passati al Pcd’I), i fascisti saccheggiano e incendiano la sede della sezione comunista.
A Isola del Liri viene repressa la lotta dei cartai contro i licenziamenti in una azione congiunta padronato e squadre fasciste. Azioni di repressione si svolgono ad Aquino dove tre contadini vengono uccisi durante una manifestazione, e a Pico il Consiglio comunale, formato da elementi socialisti che rifiutano di iscriversi al partito fascista, viene sciolto. L’amministrazione socialista di Sora è costretta nel 1923 dopo diverse “pressioni” a lasciare il governo della città a un commissario.
Queste ragioni, insieme alla totale impossibilità per i comunisti di svolgere la minima attività propagandistica, giustificano l’esiguo risultato elettorale ottenuto nel Sorano, appena 200 voti con una percentuale dell’0,6%.
I comunisti frusinati, dopo lo scarso risultato nelle elezioni politiche del 1924, continuano nel 1925, la loro difficile opera di propaganda nelle campagne e nelle fabbriche, riallacciano i contatti con le rispettive Federazioni provinciali, partecipano a congressi e convegni per la ricostruzione delle organizzazioni comuniste, proseguono il lavoro di sostegno alla stampa comunista.
D’ora in poi per i successivi anni della dittatura fascista opereranno in condizioni di clandestinità, sino al giorno della Liberazione.
Il brano è tratto dal il libro “Lotte politiche e sociali nel Lazio Meridionale, Storia della Federazione del PCI di Frosinone (1921 . 1963)”, di Ermisio Mazzocchi. Editore Carocci, Roma 2003