Tutti i documenti inerenti il brigantaggio postunitario ad Arce
di Romeo Fraioli
L’idea di ricercare tutti i documenti che riguardassero atti inerenti il brigantaggio postunitario ad Arce, conservati appunto nei vari archivi di riferimento, rientra in pieno in quelli che sono gli intendimenti guida che si prefigge, fin dalla sua istituzione, il Centro studi Bernardo Nardone di Arce che già da diversi anni promuove e diffonde, attraverso la ricerca, lo studio e la documentazione della storia del movimento operaio e contadino nel Lazio meridionale con particolare riferimento al territorio dell’antica Terra di Lavoro.
Questo scritto è il frutto di una ricerca operata già da diversi anni dal Centro studi Bernardo Nardone, nelle pubblicazioni degli Archivi di Stato ad opera del Ministero per i Beni e le Attività Culturali ed in particolare nella Guida alle fonti per la storia del brigantaggio postunitario conservate negli Archivi di Stato, testi presenti nella biblioteca di storia contemporanea del Centro stesso.
Da questa pregevole pubblicazione a più tomi del 1999, frutto di un lavoro su una vasta mole di materiale che si deve all’impegno ed alla competenza dei diversi direttori degli Archivi di Stato meridionali ed alla qualificazione del personale che a tali lavori si è dedicato.
Nell’Archivio di Stato di Caserta, nel fondo Intendenza di Terra di Lavoro per l’anno 1861 sono conservati documenti riguardanti:
– un furto ai danni del ricevitore della Dogana di Collenoce commesso dalla banda Chiavone;
– un rapporto del 9 dicembre 1861 del Sottoprefetto di Sora sul brigantaggio nel circondario contenente, fra l’altro, notizie sulla persecuzione della banda Centrillo e sulla cattura della banda Borjes a cui in allegato è presente una copia di una lettera del «famoso» Achille Forte di Isoletta;
– notizie inerenti agguati tesi dal delegato p.s. di san Giovanni Incarico ai briganti, fermatisi in Isoletta e diretti a Ceprano;
– movimenti clandestini in località Mola Vecchia, in tenimento di Arce, di briganti in rapporto con altri di Rocca d’Arce, a loro volta in contatto con Chiavone.
Nel fondo Prefettura dello stesso Archivio è conservato:
– un documento del 1863 inerente lo stato degli oziosi, vagabondi e sospetti manutengoli esistenti nel mandamento di Arce;
– un documento del 1863 riguardante lo stato degli oziosi, vagabondi sospetti di brigantaggio del mandamento di Rocca d’Arce e Fontana Liri;
– un documento del 1866 inerente alcuni manutengoli di Arce disposti a catturare alcuni briganti;
– un rapporto dell’ufficio di p.s. di Sora sull’arresto del brigante Luigi Grosso d’Arce del 24 ott. 1866;
– un documento del 1867 su tal Cicchettino di Arce associato ai briganti e sulla sorveglianza da tenersi al padre Giuseppe per sospetta connivenza col figlio;
– un rapporto del 1862 dell’apparizione sul Matese di bande armate, compresa quella di Padresanto, che compiono furti ed aggressioni. Voci di consistenti rinforzi alla banda Chiavone e del radunarsi di forti nuclei di briganti alla frontiera per tentare un colpo su Sora, Isoletta e San Giovanni;
– la richiesta dei fratelli Lancia di Roccad’Arce, membri della banda Chiavone, rifugiatisi in Ceprano, di presentarsi alle autorità di Vairano nel 1862;
– ordini del Gabinetto del prefetto di inserire nel bollettino politico i combattimenti di San Giovanni Incarico ed Isoletta datato 5 agosto 1862;
– arresto di Ferdinando Corsetti del comune di Arce, in corrispondenza con i briganti dell’ottobre 1862;
– sorveglianza sui lavoratori della ferrovia Romana nel circondario di Sora, per impedire l’ingresso di briganti nello Stato.
Impianto di una delegazione di p.s. in Isoletta. 1862;
– arresto in Isoletta di Giuseppe Giarraffa di Palermo sospetto agente borbonico e dei briganti, già membro delle bande Cedrone e Guerra. 1866;
– carteggio della Commissione Provinciale per il brigantaggio e della Prefettura, con le Sottocommissioni mandamentali relativo alla formazione delle Sottocommissioni, la situazione del brigantaggio nei mandamenti, lo stato delle sottoscrizioni, la formazione delle squadriglie nel 1863. Tra le Sottocommissioni anche quella di Arce;
– informazioni ed elenchi informativi, sul conto degli oziosi, sospetti manutengoli dei briganti, dei comuni di Arce, Rocca d’Arce, Roccasecca, Colle San Magno, Palazzolo, Fontana, Pontecorvo. 1863-1864;
– informazioni ed elenchi informativi, concernenti oziosi, sospetti camorristi e manutengoli dei briganti dei mandamenti di Alvito, Pontecorvo, Arce. 1863-1864;
– indicazione, da parte della sottoprefettura di Sora, dei punti del Liri da sorvegliare, su cui passano i briganti. Autorizzazione della Prefettura a mobilizzare la Guardia Nazionale di Isoletta e Castelluccio. 1864;
– consegna, da parte dei Francesi, al Comando Militare di Isoletta, del brigante Donato Esposito, alias «Tocco-Tocco». 1864;
– informativa da Isoletta del 1864 sul brigante Vincenzo De Luca di Montalto, arrestato in Roma. 21 dicembre 1864;
– rapporti giornalieri del 1864 sul brigantaggio delle sottoprefetture, dei carabinieri, dei delegati di p.s. di Mignano e Isoletta, di altre autorità civili.
Nel fondo Gran Corte Criminale dello stesso Archivio si conservano documenti riguardanti:
– Folcarelli Tommaso, corrispondenza tenuta col nemico, contenente informazioni di carattere militare, nonché propaganda sovversiva; Arce 1860;
– Marino Antonio, corrispondenza col nemico e propaganda sovversiva; Arce 1860;
– Ignoti, associazione in banda armata con fini di devastazione e saccheggio nonché di eversione politica. Arce 1861;
– Ignoti, formazione di banda armata, scontro violento con la forza pubblica: Arce 1861;
– Pintomarmo Vincenzo, propaganda e trame contro il Governo di S.M.; Arce 1861;
– Mollicone Pietro ed altri, discorsi e trame contro il Governo di S.M.; Arce 1861;
Nel fondo Corte di Assise di S. Maria Capua Vetere ancora dello stesso Archivio si conservano documenti riguardanti:
– Achille Forte, tentata formazione di banda armata al fine di cambiare e distruggere la forma di governo mercé arruolamento in nome di Francesco II; Isoletta 1860;
– Bernardo Lancia, Antonio Lancia, Giuseppe Lancia, riunione sediziosa e ribellione contro la guardia nazionale di Rocca d’Arce; Rocca d’Arce 1861;
– Angelo Mangiati, tentata formazione di banda armata; Arce 1861;
Nell’Archivio di Stato di Frosinone, nel Fondo Delegazione Apostolica si conservano documenti riguardanti:
– Arresto in Ceprano di Francesco Forte di Rocca d’Arce e di Iuliano Felice di Roccapiemonte (Salerno) sbandati dell’esercito borbonico. Ottobre 1870.
Nel fondo Direzione di Polizia della Delegazione Apostolica – Rapporti politici dello stesso archivio si conservano documenti riguardanti:
– L’ex brigante turco scompare dal soggiorno obbligato a Velletri e sembrerebbe unitosi a una banda di briganti di Arce. Luglio 1870.
Nel fondo Malviventi, briganti e tutto ciò che é relativo dello stesso archivio si conservano documenti riguardanti:
– Il governatore di Ceprano informa che i carabinieri piemontesi avrebbero voluto consegnargli un tale di Arce colpevole di grassazione, ma non essendoci relazione tra i due governi, ha opposto rifiuto. 1861.
Nel fondo forza pubblica, truppe estere, squadriglieri dello stesso archivio si conservano documenti riguardanti:
– Individui tra i quali Giuseppe Di Mezzo, Francesco Cordiglio, Angelo Marzilli vengono arrestati come reazionari dai francesi nelle vicinanze del confine di Arce. 1862;
– Movimenti di chiavonisti ai confini e scontri con i piemontesi a Isoletta. 1861-1862;
– Il Governatore di Ceprano comunica al delegato apostolico che in Isoletta sarebbero giunti tremila piemontesi per la caccia ai briganti, come confermerebbe lo scontro nei pressi di Pastena. 17 marzo 1865;
– Il Governatore di Ceprano comunica che è stato violato il confine da parte di piemontesi fino al casotto dei finanzieri sul monte Liri. 1866.
Nel fondo Sottoprefettura di Sora dello stesso archivio si conservano documenti riguardanti:
– Arresti in Ceprano dei briganti Tommaso Forte di Casalattico, Giuseppe Di Mezzo di Arce e di Giuseppe Pellegrini di Sora. 1865V
– Arresto di Bernardo Pescosolido e di Luigi Polselli di Arce per essere colpevoli del passaggio clandestino della frontiera. 1 maggio 1866;
– Liberazione di un ricattato di Rocca d’Arce. 20 agosto 1866;
– Arresto di 8 manutengoli di Arce e Rocca d’Arce imputati di connivenza nel sequestro, da parte della banda Colamattei, del padre del capitano della guardia nazionale. 1867;
Nell’Archivio di Stato di Napoli: sono presenti 2 documenti mentre le carte della Commissione d’Inchiesta sul brigantaggio sono conservate presso l’Archivio Storico della Camera dei Deputati.
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