25 novembre 2020
Tutti gli uomini dalla parte delle donne senza eccezioni
di Valentino Bettinelli
Il 25 novembre è una delle due giornate, insieme all’8 marzo, in cui tutti, indistintamente, parlano delle donne. Dibattiti, ragionamenti e pensieri che, in realtà, dovrebbero essere una costante e non appartenere solamente a queste giornate dove istituzionalmente si riconosce il ruolo della donna.
Quello della violenza nei confronti delle donne è un fenomeno in costante aumento e che va limitato ed interrotto, attraverso campagne di sensibilizzazione mirate, soprattutto tra gli uomini e nelle più giovani generazioni. È proprio tra i ragazzi e i bambini che bisogna intervenire al fine di evitare che, crescendo, diventino dei potenziali violentatori o stupratori. I dati che periodicamente vengono diffusi dalle associazioni che si occupano di tutela delle donne sono inquietanti: una violenza che cresce e, oltretutto, si modifica anche con il tempo. Alle sevizie fisiche e lo stupro, infatti, si sta aggiungendo, in maniera sempre più presente, la modalità del revenge porn, ovvero la diffusione di immagini private al fine di screditare la figura della donna. Una violenza subdola. Uno stupro psicologico inaccettabile ed inqualificabile che, purtroppo, vede protagonisti tanti presunti uomini, che credono di poter ribadire in questo modo il loro ruolo di “sesso forte”.
Altro dato rilevato negli ultimi mesi, quello della crescita esponenziale delle violenze domestiche. Un periodo di isolamento e lockdown che ha portato ad un aumento di casi, troppo spesso non denunciati dalle donne vittime di tali violenze.
Quello della denuncia è un altro passo di civiltà che va fatto. È impensabile che una donna debba sentirsi in difficoltà nel denunciare atti di violenza e, soprattutto, non ascoltata dalle autorità e dallo stato. Non si possono lasciare sole le donne,
reiterando in questo modo le sevizie da loro subite. C’è bisogno di interventi seri e dialogo tra istituzioni penali e civili, affinché in pochissimo tempo si possano affrontare le situazioni di potenziale pericolo che una donna vive. Donna vittima, molto spesso, insieme ad altre vittime allo stesso modo innocenti, ovvero i figli. Questi troppe volte poco considerati nel fenomeno, ma costretti a vivere un’esistenza tra violenze fisiche e psicologiche. Bambine e bambini, ragazze e ragazzi, a cui viene negato il diritto all’infanzia, all’adolescenza. La negazione del diritto di crescere in ambienti sani, senza dover vivere situazioni che pongono loro stessi in estremo pericolo.
Oggi, come detto all’inizio, è la giornata internazionale contro la violenza sulle donne, ma il tema va trattato tutti i giorni, senza limitarsi alle occasioni universalmente riconosciute, ricordando anche il 1522, numero che può davvero salvare la vita di molte donne. In questa ottica, la stessa informazione ha un ruolo centrale, nella diffusione di messaggi costanti per la formazione e l’informazione di ogni cittadino. Non è accettabile, dunque, che si scada in articoli di dubbio gusto in cui la vittima viene definita “ingenua”, oppure dove si continui a parlare di presunti “abiti succinti” delle donne violentate.
Questa è una lotta per le donne e per la società tutta, per elevare la cultura generale in tema di diritti. Il diritto di esistere. Il diritto di essere se stesse. Il diritto di essere ascoltate. Il diritto di non essere lasciate sole; oggi 25 novembre, domani, sempre.
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