Cronache&Cronache. Intimidazioni
Enzo Infantino ai responsabili: non mi avete fatto niente
di Tania Castelli
“Mi sono battuto per tutta la vita per il riscatto delle classi subalterne, per i diritti dei popoli oppressi e degli esseri umani che fuggono da contesti di guerra e miseria. Ho difeso la mia terra dal cancro mafioso, dal malaffare e dalle ingiustizie, ed operato per ricordare vittime delle cosche come Rossella Casini. Ai criminali che sono abituati ad agire nel buio della notte rispondo con spirito sereno: non mi avete fatto niente”
È questo il messaggio affidato ai social da Enzo Infantino, Presidente della Fondazione Riace, dopo che la scorsa notte a Palmi (RC) mani vili hanno appiccato il fuoco alla sua auto a scopo intimidatorio, danneggiando parzialmente anche il garage. Ma, come è chiaro dalla sua reazione, i mandanti di questo gesto infame gli esecutori materiali ed i complici, non hanno minimamente scalfito la sua ferrea volontà di non voltarsi dall’altra parte, di non sottomettersi all’arroganza della violenza.
Enzo Infantino, pur restando sempre lontano dai riflettori ha un curriculum di tutto rispetto nella lotta all’illegalità, allo sfruttamento, al razzismo e all’esclusione sociale: in prima linea contro le cosche ndranghetiste a Rosarno e Riace, della cui omonima Fondazione è presidente; attivista di Recosol (Rete Comuni Solidali); presente nella lotta per i diritti degli invisibili, degli ultimi; presente in molte missioni umanitarie all’estero al fianco di quanti fuggono dagli orrori della guerra ed a Gaza.
Immediate le reazioni indignate e le manifestazioni di solidarietà giunte da tutta Italia, da parte di organizzazioni ed
associazioni, reti solidali, fondazioni, attivisti, volontari, comuni cittadini ed i tantissimi amici, tutti schierati al suo fianco. Di sicuro Enzo non è isolato e solo contro il cancro delinquenziale della sua e nostra terra. Lo dimostrano ad esempio le dichiarazioni del Consorzio Macramè o del movimento Rinascita Per Cinquefrondi che scrivono “Vogliamo stringerci affettuosamente attorno a lui e con forza vogliamo dirgli che non è solo”, oppure la reazione di Recosol “Bisogna che tutti sappiano che Enzo non è solo. Tutti noi siamo Enzo, colpire lui significa colpire ognuno di noi” .
Le redazioni di UNOeTRE.it e di CiesseMagazine si uniscono alla ferma condanna del vile gesto e manifestano la propria solidarietà: “Tutti noi siamo Enzo”.
Tania Castelli fa parte anche della redazione di CiesseMagazine
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