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Pittori

Intervista a Emanuela Serafino, in arte Æno

di Tania Castelli
Foto 1 350 minDell’arte che risorge dopo questo lungo periodo difficile mi piace raccontare ancora, stavolta parlando di una particolarissima artista dalla tecnica e dalle ispirazioni molto singolari.

La incontro nel salotto elegante della città, in un assolato pomeriggio subito prima del suo vernissage: Æno.

Cominciamo da questo nome in arte, così particolare: Æno.
Mi piace e mi diverte il dittongo latino Æ, mi piace il suo grafismo che troviamo nelle incisioni e nelle iscrizioni. È un po’ il mio monogramma, perché le mie opere le firmo proprio “ Æ”.
Ma la scelta è caduta su ÆNO anche in seguito a tutte le volte che qualcuno sbagliava il mio nome o la finale del cognome: Emanuela diventava Emanuele. Quindi unendo A, E e le finali del cognome è nato il nome in arte Æno. Capita anche talvolta che, leggendolo non si capisca se io sia uomo o donna. Così è cominciato il gioco con la “indefinitezza” di genere dell’arte e dell’artista.

Monogramma, è la tua opera manifesto. Raccontaci di questo piccolo grande quadro.
Io amo molto le arti orientali antiche, sia cinesi che giapponesi. Mi piacciono molto i monogrammi. “ Æ” è quasi come un monogramma orientale. Ho intitolato appunto questa opera “Monogramma” oppure Mappa illustrata di ÆNO” perché ho inserito tutti i miei temi pittorici. Si trovano la natura, i serpenti, i semi (o spermini) i pesci, gli uccelli, tutte le creature dei boschi e le figure umane di solito rappresentate quasi sempre attraverso figure medievali (monaci e così via) e comunque sono presenti scene erotiche o rimandi sessuali con la presenza di raffigurazioni femminili o maschili. In questo c’è una ispirazione orientale perché ritrovo in questa gestualità e minuziosità pittorica cinese e giapponese antica e al suo uso del bianco, nero e del rosso e dell’oro.

Foto 2 350 minEssere donna e artista in italia, oggi, è un’ardua impresa?
Posso portarti la mia esperienza, il mio modo di vedere che non può essere quello di tutti ma soltanto il mio punto di vista. Io credo che, come in tante situazioni di lavoro o per quanto riguarda anche gli aspetti giuridici, essere donne oggi è ancora tanto difficile nonostante le grandi battaglie vinte per i diritti femminili. Siamo abituati dalla storia a vedere carriere quasi prettamente maschili mentre il ruolo femminile è sempre stato legato alla cura familiare. Questo ha avvantaggiato gli uomini dando loro maggiore disponibilità di tempo da dedicare alla propria carriera. La stessa cosa è accaduta nel passato anche in ambito artistico: malgrado rare eccezioni di donne artiste, difficilmente ne troviamo nella storia dell’arte in quanto “ l’artista” era un mestiere da uomini. Le donne dovevano dedicarsi al matrimonio, alla prole, alla cura della famiglia e dell’ambiente domestico. Oggi, seppur tutti abbiamo la possibilità di essere artisti, uomini e donne, questa particolarità e differenza di genere comunque non ha annullato questa distanza perché se noi immaginiamo una donna che sia immersa nel suo studio di artista, tutto il giorno a dipingere di nuovo seguendo lo stereotipo di maschio/femmina, marito/moglie, padre/madre, vediamo che il ruolo del femminile è di nuovo il più penalizzante nell’essere artista in modo professionale. Credo ci sia anche un pregiudizio culturale rispetto a questo, forse ancora il femminile è legato a quelle caratteristiche artistiche molto naif, molto “graziose” e difficilmente si vede l’arte femminile come qualcosa di dirompente, forte, incisivo. Anche questo è uno dei motivi per cui ho giocato sul dittongo che non è rappresentativo di genere, Æno. All’inizio nei miei profili social non ho adottato un’immagine chiara del volto, che si capisse immediatamente. Le comunicazioni nei miei confronti sono nettamente cambiate quando le persone hanno scoperto che io ero una donna invece che un uomo.

 

Di Tania Castelli

Tania Castelli, 52 anni. Vive e lavora a Roma dove è nata. Lavora presso la Software House SoGeI. È attivista nel banco delle Sardine - in particolare delle Sardine Creative - nel movimento Stati Popolari e nella campagna di sensibilizzazione Italy Must Act per la liberazione dei campi profughi in Grecia e Turchia. Collabora anche con CiesseMagazine.wordpress.com

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