Beirut 370 min

Sarà una lunga notte per Beirut ed i suoi abitanti

Beirut 370 minTania Castelli – Beirut 4 agosto 2020: scene di un presente a cui mai avremmo voluto assistere.
Alle 17,00 circa – ora locale – esplode un deposito contenente un grosso carico di sostanze chimiche altamente infiammabili, pare, confiscato e stoccato in quel luogo da circa un anno.
L’incendio coinvolge anche un deposito di materiali esplodenti, forse materiale pirotecnico, e una seconda deflagrazione distrugge il centro cittadino sprigionando nel cielo un enorme fungo di fumo, gas tossici, detriti e polvere rossastra.
La deflagrazione viene udita fino a Cipro, a più di 200 km di distanza e viene registrata una vibrazione sulla crosta terrestre dai sismografi locali corrispondente ad un terremoto di medio-alta magnitudo.

Molti gli incendi divampati in diversi punti della città.
A causa delle esalazioni tossiche le autorità sanitarie rivolgono appelli alla popolazione perché restino al chiuso e se disponibili, indossino maschere.
I black-out elettrici si susseguono in tutta la città creando ulteriori difficoltà alla popolazione ed agli ospedali già in grave affanno.
Gravi danni all’aeroporto cittadino ed all’autostrada che costeggia il porto, tutta l’area portuale è devastata, così come molti edifici adibiti ad uffici e sedi politiche, alcune ambasciate e vari quartieri residenziali del centro.
Danneggiate anche alcune navi militari UNIFIL, la forza militare dell’ONU di Interposizione tra Libano e Israele, con alcuni feriti tra il contingente internazionale ed un militare italiano le cui condizioni non destano preoccupazione.

La Farnesina a Roma in contatto con l’ambasciata italiana in Libano attivano subito le ricerche per accertare la presenza di vittime italiane e mettono a disposizione la Sala Operativa dell’Unità di Crisi attiva tutti i giorni H24 al recapito telefonico +39 06 36225 presso cui acquisire informazioni su cittadini italiani attualmente a Beirut o comunque in Libano.

Manifestazioni di solidarietà giungono al governo libanese da tutto il mondo, mentre i video delle esplosioni che hanno distrutto mezza città diventano virali sui social media.

La doppia esplosione fa inizialmente sospettare la matrice terroristica, però gli organi di Stato libanesi ne dichiarano la natura accidentale malgrado il governo istituisca immediatamente una commissione d’inchiesta, dichiari lo stato di emergenza e convochi il Consiglio Militare di Sicurezza Nazionale.
Tutte le ipotesi, quindi, sono attualmente aperte inclusa quella, subito confutata dal governo israeliano, di un attacco ad un deposito di missili nel porto di Beirut.

Gli analisti politici di tutto il mondo osservano con attenzione, ora più che mai, l’evolversi della situazione in quel tormentatoBeirut 2 390 min quadrante, dove una grave crisi economica e l’antitesi tra sunniti e sciiti, ulteriormente acuita a tre giorni dalla sentenza attesa presso la Corte de L’Aja nei confronti di 4 sciiti affiliati Hezbollah accusati di aver ucciso nel 2005 in un attentato dinamitardo l’ex premier sunnita Rafīq al-Ḥarīrī insieme ad altre 21 vittime, potrebbe sicuramente precipitare anche in caso di un ennesimo contrasto con Israele compromettendo il delicatissimo equilibrio geopolitico di quel pezzetto di mondo non troppo lontano da noi.

Tra le vittime e i dispersi sono numerosi i vigili del fuoco intervenuti a prestare soccorso nell’incendio iniziale.
L’ultimo aggiornamento mente finisco di scrivere riporta oltre 73 morti e più di 3.700 feriti che le strutture sanitarie al collasso dirottano fuori città.
Bilancio purtroppo destinato a crescere.

Sarà una lunga notte per Beirut ed i suoi abitanti.

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Di Tania Castelli

Tania Castelli, 52 anni. Vive e lavora a Roma dove è nata. Lavora presso la Software House SoGeI. È attivista nel banco delle Sardine - in particolare delle Sardine Creative - nel movimento Stati Popolari e nella campagna di sensibilizzazione Italy Must Act per la liberazione dei campi profughi in Grecia e Turchia. Collabora anche con CiesseMagazine.wordpress.com

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