Nascita e vita del Centro studi “Bernardo Nardone” di Arce
di Romeo Fraioli – Da bambino abitava nel centro storico di Arce. Un giorno mentre si aggirava per i vicoli ebbe modo di vedere alcune vecchie, ingiallite fotografie. Fu così che nacque in lui la passione per l’arte dell’immagine, che poi, da grande, è diventato il suo hobby. Divenne operaio della Fiat, ma la catena di montaggio non faceva per lui: lasciava poco spazio alla sua creatività. Così, quando l’azienda di Piedimonte dette il via alle dimissioni incentivate, colse l’occasione al balzo e rinunziò al “posto fisso”. Col gruzzolo ricavato aprì un negozio di fotografia.
All’inaugurazione, quasi a voler dare una precisa connotazione alla sua incipiente attività, espose tutte le vecchie immagini di Arce che aveva raccolto fino a quel momento: era quello il primo, consistente nucleo di una collezione che si è successivamente di molto arricchita. Decise, poi, di farsi promotore dell’Istituto di studi storici dell’immagine locale in cui ha raccolto e riordinato tutte le vecchie immagini di cui disponeva. Ma nella sede dell’Istituto non solo si conservano immagini. Romeo Fraioli vi ha raccolto, per mettere a disposizione degli studiosi, numerose pubblicazioni di storia locale, di difficile reperimento. Mi raccontava in questo modo l’avvocato Ferdinando Corradini, grande cultore di storia patria, nel lontano 1997 in un suo articolo pubblicato su “Il Foglio d’Arce”. L’Istituto mosse effettivamente i suoi primi passi nei primi mesi del 1994 e rappresenta i primordi di quello che ben presto diventerà il Centro Studi Bernardo Nardone.
L’esigenza era di creare una struttura che si occupasse di ricerca storica, documentaria e visiva, relativa ad Arce e a quella dei paesi confinanti nell’ambito dell’antico “Regno di Napoli” (Roccad’Arce, Colfelice e Fontana Liri). Fu così che l’Istituto di studi storici dell’immagine locale divenne l’Istituto di studi storico-politici “Bernardo Nardone”, avvocato e sindacalista di Arce, particolarmente attivo in Terra di Lavoro dagli inizi del Novecento fino agli anni cruciali del «biennio rosso».
Nato come centro per le ricerche e gli studi sul movimento operaio e contadino nel Lazio meridionale, dal 2005 l’Istituto assume definitivamente la denominazione di Centro studi “Bernardo Nardone”. Coordinato dal sottoscritto e da Fabio Simonelli, archivista paleografo, si suddivide in tre sezioni: Biblioteca, Centro di documentazione e Archivio fotografico. La Biblioteca, con un patrimonio librario di oltre quattromila volumi, è distinta in sette settori: storia locale, storia del movimento operaio con particolare riferimento al Lazio meridionale, opere generali di storia contemporanea, riviste di storia contemporanea, inventari di fondi archivistici, reprint di giornali («L’Unità», «Avanti!», «Il Soviet», «L’Ordine Nuovo»), cataloghi fotografici.
Il Centro di documentazione raccoglie materiali relativi alla storia di Arce e dei paesi confinanti con particolare attenzione per i seguenti argomenti: storia dell’antica chiesa di S. Martino, della chiesa-santuario di S. Eleuterio e della Collegiata parrocchiale intitolata ai santi apostoli Pietro e Paolo (secoli XI-XVII); fonti cartografiche; storia del ducato Boncompagni; brigantaggio; storia delle agitazioni operaie e contadine nella provincia storica di Terra di Lavoro fino alla costituzione della nuova provincia di Frosinone (1927) e oltre. Il fondo fotografico si compone di immagini d’epoca di Arce e centri limitrofi a partire dal 1900, inclusa una sezione di foto provenienti dall’ «Imperial War Museum» di Londra sulla liberazione della città avvenuta il 28 maggio 1944.
Nel 2007, l’applicazione multimediale novecento italiano, realizzata dal Consorzio BAICR Sistema Cultura in collaborazione con la Direzione Generale per i Beni Librari e gli Istituti Culturali e l’Istituto Centrale per il Catalogo Unico delle Biblioteca Italiane e per le informazioni Bibliografiche del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, nella sezione “Itinerari turistico-culturali”, che consente la navigazione attraverso i principali itinerari novecenteschi del territorio regionale, nella Formazione culturale concernente la provincia di Frosinone, inserisce L’Istituto di studi storico-politici “Bernardo Nardone” di Arce accanto al Teatro Club di Frosinone, il Circolo politico-culturale Antonio Labriola a Frosinone, il Conservatorio di Frosinone e il Liceo Tulliano di Arpino.
Una intensa attività culturale ha caratterizzato questi venticinque anni di vita del Centro studi che per il raggiungimento dei suoi fini ha promosso convegni, conferenze, dibattiti, proiezioni e pubblicazioni degli studi e delle ricerche compiute che hanno contribuito alla diffusione della conoscenza della storia e delle tradizioni popolari del Lazio meridionale con particolare riferimento all’antica regione storica di Terra di Lavoro. Grazie alla precedente amministrazione comunale e a quella tutt’ora vigente, nei prossimi mesi il Centro studi “Bernardo Nardone” sarà trasferito nei locali comunali sicuramente più consoni e più accoglienti che ospitano già il Museo antropologico “Gente di Ciociaria” in piazza Umberto 1° ad Arce. Si garantirà in questo modo un organico rapporto di scambio e di collaborazione con il mondo della scuola e delle università, esplicando un servizio culturale di carattere operativo proprio tramite la gestione della biblioteca, il centro di documentazione archivistica e l’archivio fotografico di immagini storiche.
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