“Giornata mondiale della bicicletta” e “Giornata mondiale dell’ambiente”
Progettare una nuova normalità, a partire dalle Città, sostenibile e in armonia con l’ambiente.
di Elisa Tiberia – L’inizio di giugno, in cui ricorrono la “Giornata mondiale della bicicletta” e la “Giornata mondiale dell’ambiente” promosse dalle Nazioni Unite rispettivamente il 3 e il 5 giugno, è stato caratterizzato quest’anno dalla riapertura dei confini regionali che segue il periodo di lockdown dettato dall’emergenza pandemica in corso.
Stiamo imparando a convivere con le misure di contrasto al contagio e con i distanziamenti fisici ma la criticità che stiamo attraversando deve essere l’occasione di superare le disfunzionalità del modello di sviluppo rincorso negli ultimi decenni, altrimenti la normalità a cui rischiamo di tornare terrà dentro di sé le ragioni del disastro che abbiamo vissuto. 
Dobbiamo essere consapevoli delle fragilità del sistema e dell’ambiente che ci circonda per essere capaci di progettare una normalità diversa.
Un segnale importante arriva in questi giorni dal Parlamento che ha visto l’approvazione in Senato della mozione di maggioranza n.194, testo che impegna il Governo su 22 punti volti alla tutela dell’ambiente e alla riduzione dei fattori che contribuiscono all’emergenza climatica: Riduzione di emissione di anidride carbonica e la decarbonizzazione; interventi di mitigazione e prevenzione del dissesto idrogeologico; inserimento in Costituzione della tutela della natura, dell’ambiente e dello sviluppo sostenibile; piano nazionale integrato per energia e clima; ricognizione degli incentivi per l’efficientamento energetico; transizione verso il modello di economia circolare; la riduzione dei sussidi ambientali dannosi e le politiche del trasporto.
Il Parlamento italiano riconosce dunque la priorità degli interventi in materia ambientale quali imprescindibili per la ripresa economica. Il vecchio modello di sviluppo vorace e recessivo va superato lasciando spazio a modelli di crescita sostenibili e innovativi.
In questo contesto dobbiamo organizzare anche le interazioni e gli spazi delle Città del futuro, a partire dall’integrazione dei provvedimenti già in essere e sponsorizzando con azioni concrete anche nuovi stili di vita consapevoli e sostenibili; è ora di introdurre tutte le energie per tornare a vivere le Città in sintoni
a con la natura.
Il tema della mobilità sostenibile è centrale, dobbiamo dare più spazio alle biciclette e incentivare l’utilizzo del trasporto pubblico elettrico. La Regione Lazio ha appena stanziato un milione di euro per finanziare voucher destinati all’acquisto di biciclette normali e a pedalata assistita per i cittadini dei comuni al di sotto dei 50mila abitanti. La Città deve prepararsi per accogliere e promuovere l’utilizzo del mezzo di trasporto sostenibile, rimuovendo gli ostacoli che finora non ne hanno favorito la fruizione: aumentando il livello di sicurezza del traffico cittadino, rivedendo i limiti di velocità delle auto nel percorso urbano, incentivando la vigilanza sull’occupazione degli spazi che interferiscono con le carreggiate, in generale predisponendo tutte le misure adeguate di sicurezza stradale. Apposite rastrelliere dovranno essere installate in prossimità dei luoghi strategici come scuole, stazioni e fermate degli autobus extraurbani.
Il verde è un altro elemento fondamentale per l’equilibrio biologico, gli alberi producono ossigeno e assorbono quelle polveri sottili che avvelenano l’aria delle nostre città e rendono più fragili i nostri polmoni di fronte all’aggressione degli agenti patogeni, come i virus. Già dallo scorso autunno è attivo il “Progetto Ossigeno” regionale che, grazie a un investimento di 12 milioni di euro dal 2020 al 2022 per acquistare alberi e arbusti autoctoni certificati, si pone l’obiettivo di arrivare alla piantumazione di 6 milioni di alberi, uno per ogni abitante del Lazio, con la conseguente compensazione di 240 mila tonnellate annue di anidride carbonica. L’amministrazione ceccanese dovrà individuare aree comunali in cui piantare i nuovi alberi e farsi promotrice dell’iniziativa di sensibilizzazione per spingere anche le associazioni ambientaliste, le onlus e le aziende del territorio a farne richiesta. Sarebbe bello che si prefigga l’obiettivo ambizioso di arrivare alla piantumazione di 23mila alberi, uno per ogni ceccanese.
Gli amministratori devono aver
e ben chiara l’idea della società che intendono governare per disegnarne le dinamiche di interazione evolutive, ripensare gli spazi e la vita in Città. Governare una comunità non è assecondare le richieste dei gruppi di interesse né limitarsi all’accesso a finanziamenti o servizi predisposti dagli enti di governo dei livelli superiori.
I modelli di sviluppo non sono tutti uguali, e l’amministrazione ha il compito di elaborare strategie, individuando priorità e selezionando gli interventi, scelte che sono naturalmente politiche. Necessaria è dunque la visione per disegnare le scelte strategiche e di indirizzo anche del profilo amministrativo; visione che non può prescindere dalla Politica, non intesa come mera filiera favorevole ma Politica nuovamente capace di individuare e di scegliere i modelli di sviluppo che impattano direttamente la vita dei concittadini e di implementarli.
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