Interrogativi nel groviglio del centrosinistra di Ceccano
di Angelino Loffredi – In questo ultimo periodo vedo, il già sindaco Maurizio Cerroni, impegnato, attraverso il sito unoetre.it, a ricostruire gli anni del suo impegno amministrativo. Finora ha pubblicato 5 articoli riguardanti attività, clima politico e realizzazioni avvenute.
Il lavoro che sta disegnando rende giustizia non solo a chi con lui partecipò a quelle realizzazioni ma è anche utile alle nuove generazioni per conoscere un periodo che rischia di essere dimenticato.
Cerroni ha riservato il suo ultimo intervento alla penosa condizione in cui da tempo si trova la Biblioteca comunale, riportando anche momenti salienti legati alla sua realizzazione. Ha fatto bene, e ritengo giusto partecipare e sostenere con spirito critico questo impegno, ricordando che ebbi l’onore di inaugurarla l’8 dicembre 1981, alla presenza di un folto numero di cittadini, e accompagnata da altre iniziative ( Mostra del Ferro Battuto allestita dal maestro D’Ambrosi e concerto del maestro De Santis). Per completare le attenzioni riservate alla stessa mi permetto inoltre, di invitare, per far conoscere difficoltà, impegni e progetti, alla lettura di un articolo da me scritto alcuni anni più tardi, collegandosi a https://www.loffredi.it/biblioteca-comunale.html
L’articolo di Maurizio Cerroni non ha sollecitato solo la memoria di molti ma, involontariamente, ha messo di fronte anche il presente con la sua straripante confusione politica, non solo cittadina.
Una settimana fa anche Valentino Bettinelli ha scritto sulla incredibile condizione in cui versa la Biblioteca, e già nel mese di ottobre 2019 , aveva posto all’attenzione dei Ceccanesi l’amara questione, rilevando situazioni ed esternando considerazioni simili a quelle espresse ora da Cerroni. Conoscendo le idee di ambedue, sono sicuro che se allargassero il discorso sull’utilizzo degl’immobili comunali, della loro messa a sistema e sulla predisposizione di una piattaforma culturale, le loro posizioni potrebbero essere coincidenti.
Allora la domanda che mi pongo è: perché anche quando si pensa alla stessa maniera ci si ignora e si marcia divisi?
Ostinatamente seguito a pensare, e credo di non essere il solo, che non debbono essere le rivalità e ambizioni personali ma le idee ed i programmi a costituire la centralità dell’agire politico e lo strumento attraverso il quale si stabiliscono accordi politici ed alleanze elettorali fra formazioni politiche appartenenti alla stessa area.
Perché allora ignorarsi e non invece confrontarsi liberamente alla luce del sole?
Ceccano 11 giugno 2020
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