Due personaggi che rappresentano, volendo scegliere, la peste e il colera.

salvini meloni 390 mindi Aldo Pirone – Nella politica d’accatto del circo politico-mediatico italiano, accade che nel campo democratico qualcuno dentro di sé gioisca, incomprensibilmente, alla sondaggistica e virtuale crescita dei consensi di Giorgia Meloni a scapito di Salvini. Due personaggi che rappresentano, volendo scegliere, la peste e il colera.

La “sorella d’Italia” dà, quotidianamente, testimonianza del suo livello di statista. Sul fund da 750 mld del Next generation Eu, la Meloni, come Salvini, sta cambiando in corsa la sua posizione di radicale rigetto. I due sovranisti nazionalisti hanno capito che non è aria. La Meloni dice che se i soldi dell’Europa arrivassero subito, sarebbe “felicissima”, che lei è un’europeista confederalista che sta nel gruppo europarlamentare Ecr (conservatori e riformisti). E allora perché sulla proposta del Parlamento europeo votata il 15 maggio, sostenuta anche dall’Ecr, di un fund di ben 2.000 mld, FdI si è patriotticamente astenuta insieme alla Lega? E perché dimentica di dire che i tempi lunghi per l’arrivo degli aiuti, particolarmente cospicui per il nostro paese, dipendono proprio da quel confederalismo unanimistico tanto caro alla “sorella d’Italia” e ai suoi amici della destra europea arcignamente contrari ai nostri interessi nazionali? Proprio quel confederalismo che obbliga ad avere l’unanimità dei 27 paesi dell’Ue sulla proposta della von der Leyen.

Il perché non è difficile da capire. E’ che i nostri due statisti nazionalisti e sovranisti della destra vivono alla giornata, si nutrono di propaganda spicciola, si contraddicono continuamente, strepitano non parlano, sperano, in cuor loro, che tutto l’aiuto economico europeo si areni sui lidi sovranisti o s’infranga sugli scogli nazionalisti dei loro amici antieuropeisti sparsi per i paesi dell’Unione. Degli interessi dell’Italia e delle impellenti necessità degli italiani non gli è mai importato un fico secco.

Domani, festa della Repubblica, volevano portare una corona d’alloro all’Altare della Patria. Giustamente non gli è stato concesso. Quel luogo è riservato al Presidente della Repubblica unico e vero rappresentante istituzionale dell’unità dell’Italia. Persona, tra l’altro, assai più degna del duo nazional-sovranista.

Con la corona d’alloro, Salvini e Meloni bramavano far dimenticare che finora alla Patria hanno portato solo crisantemi.

 

 

 

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Di Aldo Pirone

Aldo Pirone. Vive a Roma

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