Ogni tanto qualcuno ci pova a coglierlo in fallo
di Aldo Pirone – Ieri c’era questo titolo sul sito online del “Messaggero”: “1 Maggio, Papa Francesco licenzia 5 lavoratori senza aspettare la fine del loro processo”. Detta così, potrebbe sembrare che Bergoglio sia uno spietato padrone dimentico di ogni umanità e, per giunta, della sacralità della Festa dei Lavoratori. Inoltre, il titolo gioca sul fatto che chiunque sia dipendente è considerato un lavoratore. Infatti, leggendolo, la prima cosa che viene in mente è che il Papa abbia messo alla porta 5 poveri cristi, che so, di operai, impiegati, operatori ecologici (spazzini), portieri, autisti, infermieri ecc. Invece, si tratta di due dirigenti della Segreteria di Stato, Vincenzo Mauriello e Fabrizio Tirabassi, di due alti dirigenti vaticani: don Maurizio Carlino, capo dell’Ufficio informazione e Documentazione, e il direttore dell’Agenzia di informazione finanziaria vaticana (Ai) Tommaso Di Ruzza. implicati in una vicenda di acquisto con i soldi dell’“Obolo di San Pietro” di un palazzo a Londra. La magistratura vaticana ha aperto un’inchiesta e sta ancora indagando. Il lungo articolo della Giansoldati illustra tutta la vicenda non risparmiando interrogativi sulla persona del Papa e sulla singolarità dei licenziamenti, a indagine del Tribunale ancora in corso, nella giornata celebrata da Bergoglio in nome di San Giuseppe falegname e lavoratore.
Non conoscendo a fondo la vicenda non posso esprimere un giudizio nel merito. Ma sul titolo sì. E’ fuorviante e capzioso, volto a sporcare la figura di Papa Bergoglio rappresentato implicitamente come uno che predica bene ma razzola male; e a fare una certa confusione sul concetto di lavoratori nel cui ambito storicamente determinato non rientrano alti dirigenti, manager, finanzieri anche se dipendenti. Non furono loro a lottare per le otto ore, per la libertà sindacale, per la contrattazione collettiva, per il diritto di sciopero, per la salute e la sicurezza in fabbrica, per i riposi retribuiti ecc. Lotte simboleggiate nella festa internazionale del Primo Maggio. Certo, ogni persona che viene pagata da un datore di lavoro può essere definita lavoratore dipendente. Ma quelli licenziati da Bergoglio non sembrano proprio appartenere al “Quarto stato” di Pelizza da Volpedo.
Sia detto con tutto il rispetto anche per il lavoro di dirigenti e manager quando è fatto con correttezza e per il bene comune. Cosa non proprio frequente.

Aldo Pirone, redattore di malacoda.it
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