Per meglio nascondere i soliti intenti revisionisti
di Aldo Pirone – Non ce n’era bisogno, ma per farsi meglio riconoscere e non dimenticare, anche quest’anno i neofascisti di FdI a guida Giorgia Meloni, cercano di obliterare il significato del 25 aprile.
Il luciferino La Russa, insieme a Isabella Rauti, figlia di Pino, vecchio bombarolo fascista, all’amazzone Santanchè e altri figuri simili, propone di sostituire la festa della Liberazione con un ricordo dei caduti di tutte le guerre.
Per meglio nascondere i soliti intenti revisionisti, questi signori propongono di includere anche le vittime del Covid 19 e, quindi, di sostituire “Bella ciao” con la “canzone del Piave”. Insomma, secondo loro, bisognerebbe unire nel ricordo vittime e carnefici. Nello specifico della seconda guerra mondiale ciò significherebbe equiparare politicamente partigiani e torturatori nazifascisti, ebrei sterminati ad Auschwitz, Dachau, Buchenwald ecc. e SS che li gasarono, i soldati Alleati e delle Nazioni unite caduti per la libertà e quelli, volontari e consapevoli, caduti per Hitler e Mussolini, i militari italiani del Corpo di Liberazione e i repubblichini e via dicendo.
Non c’è niente di nuovo sotto il cielo, perché questo è da 75 anni il solito modo dei fascisti, passati e presenti, di confondere le acque e la verità storica. Il solito modo, sempre usato, per nascondere la loro ignominia e le loro ascendenze repubblichine, quelle dei servi dello straniero che collaborarono entusiasticamente con i nazisti tedeschi invasori dell’Italia a massacrare gli italiani di ogni classe sociale e di ogni tendenza politica antifascista e anche italiani senza convinzioni politiche.
Purtroppo per loro, la storia non si cancella per quanti patetici e ridicoli sforzi essi continuino a fare. Il 25 aprile rimane il giorno della Liberazione dell’Italia dal terrore fascista e nazista, della riconquista della libertà, della pace e della dignità di Nazione di uomini e donne liberi.
Una festa nazionale di una giornata antifascista a tutto tondo. C’è solo da osservare, ancora una volta, che i fascisti rimangono fascisti dentro e fuori. Hanno approfittato e approfittano della democrazia nata dalla Resistenza, ma appena gli capita l’occasione son pronti a rigettarne e cancellarne origine e fondamenta.
Tanti anni fa Gianfranco Fini tentò di depurarli con l’acqua di Fiuggi, ma, com’era facile prevedere già allora, il liquame in cui hanno continuato a nuotare è rimasto nero.
Come la pece.
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