“Pro veritate”, da leggere insieme a “Mentana, giornalismo e libertà”
di Aldo Pirone – Giorgia Meloni non conosce vergogna. L’altro ieri ha accusato i ministri Gualtieri e Di Maio, nonché il Presidente del Consiglio Conte, di “alto tradimento”. L’accusa è specifica nei confronti del titolare dell’economia: “Il ministro Gualtieri ha firmato (all’Eurogruppo n.d.r.) per attivare il Mes”. Ovviamente la sua dichiarazione è stata data da tutta la stampa e anche dalle TV, compresa La7 di Mentana. Ma, come è consuetudine per ciò che dice la leader di FdI, non è vero niente.
Il cosiddetto Mes europeo non è stato “attivato”, è già attivo da almeno otto anni e nessun paese è obbligato a ricorrervi. All’eurogruppo, inoltre, hanno non deciso ma proposto. Infatti, le decisioni anche sugli altri strumenti discussi, Bei, Sure e nuovo strumento di aiuto collettivo per la ripresa economica europea, saranno prese dai capi di governo dei 27 paesi dell’Ue nei prossimi giorni. Semmai, riguardo al Mes, l’eurogruppo ne ha proposta una modifica: aiuto senza le condizioni iugulatorie applicate agli aiuti economici ai singoli stati (vedi il disastro Grecia).
L’aiuto per chi vorrà usufruirne – nessuno è obbligato – si riferisce solo alle spese mediche e sanitarie derivanti dall’epidemia del Coronavirus. L’Italia se ne facesse richiesta riceverebbe 37 miliardi, guarda caso la stessa cifra che in dieci anni è stata sottratta alla sanità pubblica dai governi di tutti i colori, meno l’ultimo.
Il giudizio complessivo sulle proposte dell’eurogruppo non lascia molto spazio all’entusiasmo, qualcosa si muove ma si è sempre e ancora prevalentemente nel recinto di vecchi strumenti e di una vecchia politica europea dominata dagli egoismi nazionali, dalle diffidenze più o meno giustificate, dalle furbizie, insomma non adeguata alla sfida che l’Ue è chiamata a fronteggiare superando se stessa e il suo metodo di governo fondato sulla confederalità micragnosa.
Ma la Meloni che di fronte al Mes light strilla al tradimento come si è comportata quando il 3 agosto del 2011 esso, e non era light, fu approvato dal governo Berlusconi di cui era ministra e di cui faceva parte organica anche la Lega? Acconsentì senza se e senza ma.
Il comunicato della Presidenza del Consiglio di quel giorno recita: “su proposta del Ministro degli affari esteri, Frattini: – due disegni di legge per la ratifica e l’esecuzione dei seguenti Atti internazionali: 1. Decisione del Consiglio europeo 2011/199/UE, che modifica l’articolo 136 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea relativamente ad un meccanismo di stabilità (ESM- European Stability Mechanism) nei Paesi la cui moneta è l’euro; obiettivo della Decisione è far sì che tutti gli Stati dell’Eurozona possano istituire, se necessario, un meccanismo che renderà possibile affrontare situazioni di rischio per la stabilità finanziaria dell’intera area dell’euro; 2. Statuto dell’Agenzia internazionale per le energie rinnovabili (IRENA)”.
La Meloni oggi cerca di giocare a nascondino dicendo che lei quando il Parlamento ratificò il provvedimento a luglio dell’anno dopo, ai tempi del governo Monti, non votò sebbene il suo partito di allora, il Pdl di Berlusconi, coerentemente lo approvasse. Lo fece in silenzio, senza clamore e senza rumore come quando approvò la riforma Fornero. Purtroppo a incoerentemente votarlo fu anche, a sinistra, il PD di Bersani; sì proprio di Bersani. Così come fu votato dal Pd l’inserimento in Costituzione del cosiddetto “pareggio di Bilancio”.
Ieri, Conte di fronte a sì grandi falsificazioni meloniane e salviniane è sbottato attaccando il duo sovranista, anche se con qualche imprecisione. Del resto l’accusa di “alto tradimento” è una cosa grave, anche se non seria, perché viene da chi fra i suoi divi ispiratori ha una bella schiera di traditori dell’Italia e collaborazionisti dei nazisti tedeschi. Il Direttore de La7 Mentana ha detto che se l’avesse saputo quella parte della conferenza di Conte non l’avrebbe trasmessa. Il che è sorprendente, perché presenta un’idea alquanto bizzarra dell’informazione, più simile al Minculpop che alla libertà di conoscere e sapere. Del resto la TV mentanesca aveva dato, correttamente, le dichiarazioni infuocate di Meloni e Salvini.
Ora si può anche avere un’opinione negativa della sede, – trasmissione istituzionale sui provvedimenti per il Coronavirus – in cui Conte ha risposto ai due figuri della destra italiana. Ma non si può dire che quella parte “non l’avrei trasmessa”. Anche perché se è questo il modus operandi de La7, uno potrebbe incominciare a interrogarsi su cosa quella TV trasmette, anzi non trasmette, e con quali criteri.
Per fortuna che a rallegrarci ha provveduto sempre il duo Salvini-Meloni. Ha accusato Conte di deriva autoritaria. “Roba da regime sudamericano” ha detto il “ganassa” milanese. Ma non c’era bisogno che andasse così lontano a cercare. Bastava fare riferimento al vicinissimo Orban di cui ha approvato entusiasticamente, insieme alla Meloni, pochi giorni fa l’eutanasia del Parlamento magiaro, dopo quella delle libertà civili, liberali e i diritti delle opposizioni.
Ma anche la geografia politica non è il loro forte.
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