mascherine coronavirus ans 350 min

Parlare di fuffa è abilità tutta italiana.

mascherine coronavirus ans 350 mindi Antonella Necci – Nella corsa all’ accaparramento delle tanto agognate mascherine protettive, ecco che in questi giorni, e dopo che molti inconsapevoli le hanno acquistate, dilaga il tutorial del medico bolognese che parla della sostanziale differenza tra mascherine egoiste, altruiste, chirurgiche.
Parlare di fuffa è abilità tutta italiana.

Se ci dovessero concedere prestito consistente nella scettica UE in base alla inconsistenza, noi saremmo i primi a guadagnare denari.
Guardo, anche io scettica e anche un po’ vergognosa, la mascherina che ho acquistato consapevolmente in farmacia. È egoista. Molto egoista. La decisione rapida che ha determinato la scelta è stata:i cinesi già ridono di noi, perché farli ridere ancora? I cinesi usano altre mascherine e nei treni, nelle strade, nei mercati, usano le mascherine che ho ordinato su Amazon, e che speriamo giungano presto, che posseggono filtri sostituibili e lavabili. Nessuno in Cina ha mai parlato di mascherine buone o cattive, ma di una protezione che non ci evita il virus. E non si hanno prove che una mascherina salvi la vita, considerando che il virus non attacca solo le vie respiratorie. Infine, in questo vortice di pensieri, giusti o sbagliati, pazienza, è entrato anche lo sgradevole ricordo di quel proprietario di un hotel anagnino che ospita spesso gente della destra locale e che, giorni fa, continuava, alla cassa del supermercato, ad avvicinarsi evitando il metro di distanza. Gli rivolsi la parola risentita pensando alla sua ignoranza.

Certi individui seguono a gregge i loro tutori. Allora quale soddisfazione migliore quella di essere chiamato untore da uno che segue gli insegnamenti di La Russa, Toti, Salvini, da sempre senza mascherina? Potrei anche ottenere la distanza di sicurezza da gente del genere.
” Mi dia la mascherina egoista”, dico al farmacista che mi guarda stranamente. Lui non sa degli strambi pensieri che si sono aggirati nella mia testa in quei due secondi di esitazione.

A casa, però, ho cominciato di nuovo a ragionare sul perché gli italiani siano così. L’unica metafora che mi è venuta in mente è stato il Titanic. Di certo tra i morti congelati in quei 108 fa, ci sarà stato un italiano che avrà pensato di non indossare il salvagente perché poco si abbinava ai colori del suo abito.
L’Italia affoga e inconsapevole continua a dibattere di quale mascherina indossare. L’Italia sta nei debiti e continua a cantare sul balcone o a correre sul lungomare.

Così ragionando, proprio due giorni fa mi è capitato di leggere una intervista ad un medico lombardo. Guarda caso si parlava di come scegliere e utilizzare la mascherina giusta per proteggersi dal Covid19.
Il medico intervistato è il professor Domenico Cavallo dell’Università degli Studi dell’Insubria.

“Le sigle le abbiamo imparate tutti, nemmeno fossimo dei superesperti di medicina del lavoro. Ffp2, Ffp3, e poi le chirurgiche, cioè le mascherine che tutti dovremmo indossare per affrontare il distanziamento sociale e contribuire a sconfiggere la pandemia da coronavirus . Non tutti sanno però che le mascherine si possono dividere anche in egoiste e altruiste. Proprio così, come se fosse dotate di un’ anima. La differenza sta tutta nel fatto che alcune proteggono se stessi ma non chi abbiamo di fronte e viceversa. A spiegarlo è il professor Domenico Cavallo , docente di Medicina del lavoro all’ università dell’ Insubria, sede di Como. E a sfatare il mito delle mascherine (introvabili o quasi) Ffp2 e Ffp3, perché se sono utilissime per gli operatori sanitari, per alcune caegorie di pazienti o per chi, in condizioni normali, cioè fuori da questa emergenza sanitaria, lavora per esempio per smantellare l’ amianto o in altre situazioni per le quali è importante proteggere le vie respiratorie, indossare la mascherina che è un dispositivo di protezione vero e proprio può essere addirittura pericoloso. «Bisogna saperle usare, agli addetti di aziende dove è indispensabile questa protezione vengono fatti dei corsi e per il comune cittadino, se ha problemi cardiovascolari o altre patologie, le Ffp2 e le Ffp3 possono mettere a rischio la salute del paziente e provocare crisi respiratore o cardiache». Il docente universitario spiega che una mascherina può rappresentare addiritttura un pericolo per la salute che va di pari passo con l’ efficienza stessa del dispositivo. Più impedisce il passaggio dell’ aria, più può essere pericolosa. La mascherina chirurgica, quella che tutti i lombardi dovrebbero indossare, protegge chi sta di fronte a noi. Se siamo portatori sani o abbiamo semplicemente un raffreddore, evitiamo la trasmissione del contagio. Ma la mascherina chirurgica non ci difende davvero dal virus. Si tratta dunque di una mascherina “altruista”: «serve a a prevenire la diffusione del contagio». È invece una mascherina egoista la Ffp2 (e la ancor più tecnica Ffp3): serve per proteggersi. Delle prime, esistono con o senza valvola. I filtri fermano i virus e batteri all’ esterno, ma fanno fuoriuscire l’ aria: quindi se siamo infetti contagiamo chi abbiamo di fronte. In teoria, dovremmo indossare due mascherine (senza soffocare, però): una per proteggerci e una per proteggere. Non basta indossare la mascherina, bisogna anche sapere come toglierla e come e quanto utilizzarla. «Va sempre tolta utilizzando l’ elastico o il laccetto e mai bisogna mettere le mani davanti alla mascherina: all’ esterno si deposita di tutto e se siamo venuti a contatto con una persona con il coronavirus, la mascherina può diventare veicolo dell’ infezione». Le mascherine sono ancora un bene prezioso e al di là dei problemi di distribuzione di queste ore, anche costoso. Quante volte si può utilizzare la chirurgica? «Se andiamo a fare la spesa e incontriamo molte persone, nonostante il distanziamento sociale, direi una volta sola. Se usciamo da soli a portare a passeggio il cane senza incontrare nessuno, anche più volte». Ai lombardi è stato detto che si possono utilizzare anche sciarpe o foulard, che cosa ne pensa? «Rispondo in dialetto lombardo: piutost che nient l’ è mei piutost».”

Ah si, dottor Domenico Cavallo? Ma allora, egoista o meno, se anche un foulard funziona, significa che i cinesi sono furbi, che noi possiamo continuare ad indossare le nostre mascherine casalinghe, che tanto non siamo né egoisti né altruisti.
Guardo nuovamente la mascherina egoista comprata in farmacia. Otto euro buttate. Decido di continuare ad indossare quella che mi sono confezionata da sola. Aspettando i cinesi.

Di Antonella Necci

Sono Antonella Necci nata a Roma vivo a Roma e insegno lingua e civiltà inglese in un liceo ad indirizzi classico e linguistico. Sono appassionata di storia e filosofia ma voglio provare ad iscrivermi nuovamente all'università. Ho intenzione di ricominciare a studiare per diventare medico, se mi riesce. È sempre stato il mio sogno ma per pigrizia non mi sono voluta misurare con il lavoro da affrontare con la facoltà di medicina.Cos'altro aggiungere? Non mi piace parlare di me!Ah una cosa però la voglio dire: il mio regista preferito è Ken Loach e spero tanto che vinca la Palma d'oro a Cannes visto che presenta un film di connotazione prometeutica!

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