Bertolaso, il prezzemolo delle calamità
di Carla Corsetti* – Bertolaso, il prezzemolo delle calamità, è nuovamente riemerso con la pandemia.
Chiamato da Fontana, il Presidente della Regione Lombardia, a gestire l’emergenza sanitaria con la costruzione di un padiglione di terapia intensiva alla Fiera di Milano, oggi ha rilasciato una dichiarazione che conferma come certi sodalizi, intesi nel senso originario del termine, ovvero associazioni religiose, sono indissolubili, tanto più se fondati attorno al comune dio denaro.
Berlusconi ha regalato 10 milioni alla Regione Lombardia per contribuire alla costruzione dei posti di terapia intensiva e Bertolaso ha rilasciato una dichiarazione ammirata: “Silvio scende in campo e dimostra, ancora una volta, di amare la sua città e il suo Paese”.
Non si sono fatti attendere gli elogi scontati da parte degli esponenti di Forza Italia e della stampa di regime, ma anche delle persone comuni a cui, in un momento di così grave smarrimento, non si può pretendere memoria e lucidità.
I soldi hanno odore e quelli di Berlusconi puzzano, soprattutto in tema di sanità.
Berlusconi è artefice della distruzione del Servizio Sanitario Nazionale e in Lombardia lo ha distrutto più che altrove.
Uno dei luoghi simbolo della sanità milanese è il San Raffaele, costruito da un truffatore incallito, don Luigi Verzè, un pluripregiudicato in tonaca, con la copertura vaticana, che utilizzava metodi mafiosi e spudorate pratiche clientelari e corruttive.
E siccome i simili si attraggono, il San Raffaele fu costruito proprio dalla Edilnord di Berlusconi.
Don Verzè è l’incarnazione della distruzione della sanità pubblica lombarda e Berlusconi di quella nazionale oltre che lombarda, e le lodi di Bertolaso alla donazione per costruire in fretta un reparto di terapia intensiva, sono stomachevoli.
10 milioni di euro non cancellano il disastro che abbiamo sotto gli occhi, non cancellano quello che l’intera nazione sta vivendo per colpa della privatizzazione della sanità che ha avuto in Berlusconi il suo autore più colpevole da quando nel 2004 ha abolito il Fondo Sanitario Nazionale mettendo la nostra salute nelle mani degli speculatori.
10 milioni non bastano per porre rimedio ad una pandemia di cui Berlusconi non è certo responsabile, ma è di certo responsabile, con la complicità del PD e della Lega, della assenza di strutture ospedaliere con le quali avremmo potuto fronteggiare l’emergenza sanitaria senza distruggere interamente il nostro tessuto economico.
10 milioni non bastano per ripagarci dei danni irreparabili.
10 milioni non compreranno il nostro perdono.
*Carla Corsetti, Segretario nazionale di Democrazia Atea, Coordinatrice nazionale di Potere al Popolo
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