Ceccano fogna a cielo aperto 350 260

Ceccano fogna a cielo aperto 350 260Dott.ssa Antonella Del Brocco – Fin dall’inizio del XX secolo, lo smaltimento e lo stoccaggio non corretto di rifiuti industriali hanno causato un inquinamento significativo e crescente in diverse aree del territorio italiano.
Ancora oggi, molte aree risultano impattate sia nel suolo che nelle acque, come quella della Valle del fiume Sacco di cui fa parte anche il territorio di Ceccano.

In questo territorio, oggetto della presente ricerca, è stata dimostrata la presenza di numerosi contaminanti in diverse matrici ambientali e alimentari; tra questi è stato rilevato il beta esaclorocicloesano, un prodotto di lavorazione del lindano, un potente insetticida ampiamente utilizzato negli anni ’70 classificato dallo IARC agente cancerogeno. L’uso del lindano oggi è proibito in più di 50 paesi, tra cui l’Italia.
Sono recenti gli studi che ipotizzano un legame tra beta-HCH e cancro nell’uomo (STAT3, a Hub Protein of Cellular Signaling Pathways, Is Triggered by β-Hexaclorocyclohexane (Rubini et al.,2018) e diversi gli studi epidemiologici che evidenziano l’associazione tra presenza di concentrazioni elevate di beta HCH nel sangue dei residenti della Valle del Sacco e diverse patologie. Alla luce di queste ed altre evidenze, risulta necessario ed urgente attuare una bonifica del territorio.

Essendo note le proprietà disimpattanti di alcune specie vegetali, abbiamo pensato che il fitorimedio potesse essere una valida soluzione per bonificare le nostre terre e nel 2015 La mia proposta diventa progetto che vede come referente scientifico la Professoressa Annalisa Romani, docentedell’Università di Firenze e responsabile scientifico del Laboratorio PHYTOLAB (Pharmaceutical, Cosmetic, Food supplement Technology and Analysis) Dipartimento di Statistica, Informatica, Applicazioni-DiSIAPolo Scientifico e Tecnologico Sesto Fiorentino Università degli Studi di Firenze e del Laboratorio di Qualità delle Merci e Affidabilità di Prodotto-PIN, Polo Universitario Città di Prato, che è stata coinvolta nella preparazione ed esecuzione di questo progetto sperimentale dalla Dott. Lola Fernandez della Società GLOBAL & LOCAL S.R.L.

Oltre ai ricercatori del gruppo di ricerca della prof. Romani e alla su citata GLOBAL & LOCAL S.R.L. rappresentata dalla Dott.ssa Fernandez, è stato coinvolto un team interdisciplinare in grado di affrontare, con professionalità e competenze agronomiche, tecnologiche, biomediche, analitiche e di valutazione di impatto ambientale, stili di vita e indici di benessere secondo i nuovi criteri europei, tutte le problematiche inerenti il progetto stesso secondo un modello di sensibilizzazione e sviluppo della cultura del territorio.

Il team interdisciplinare del progetto in fase di prefattibilità, coinvolge, insieme al Comune di Ceccano, le seguenti strutture:
CLUSTER CHICO – CLUSTER OF HEALTH INNOVATION AND COMMUNITY – DOTT.SSA SARA PISANO
LABORATORIO QUMAP (QUALITÀ DELLE MERCI E AFFIDABILITÀ DI PRODOTTO), PIN-POLO UNIVERSITARIO CITTA’ di PRATO, UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI FIRENZE – PROF.SSA ANNALISA ROMANI, DOTT. CHIARA VITA, DOTT. MANUELA CIANI SCARNICCI, DOTT. CLAUDIA MASCI
DIPARTIMENTO DI SCIENZE AGRARIE E FORESTALI (DAFNE), UNIVERSTA’ DEGLI STUDI DELLA TUSCIA – PROF.SSA ROBERTA BERNINI
AZIENDA SELF GARDEN – DOTT.SSA TIZIANA VONA
LABORATORIO AGRICOLO CIOCIARO (L.A.C.), SOCIETA’ COOPERATIVA AGRICOLA (CECCANO)
AIQUAV ASSOCIAZIONE ITALIANA PER GLI STUDI SULLA QUALITÀ DELLA VITA – PROF.SSA FILOMENA MAGGINO, DOTT. DEMETRIO MBOVA
DIPARTIMENTO DI MEDICINA DEI SISTEMI UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI ROMA TOR VERGATA – PROF. N. DI DANIELE, DOTT.SSA A NOCE, DOTT.SSA G. MARRONE
DIPARTIMENTO DI SCIENZE CHIMICHE E TECNOLOGIE, UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI ROMA TOR VERGATA – PROF. GIORGIO RICCI, PROF. ALESSIO BOCEDI
IZTL ISTITUTO ZOOPROFILATTICO TOSCANA LAZIO – DOTT.SSA TIZIANA ZOTTOLA
CONSULENTE GLOBAL & LOCAL – DOTT.SSA DOLORES FERNANDEZ

Il progetto dal titolo Salvaguardia della biodiversità e promozione della filiera fitorimedio per il rilancio della Valle del Sacco è stato presentato nell’ambito del PSR Lazio 2014-2020, Misura 16 “Cooperazione”, sottomisura 16.1 “Sostegno per la costituzione e la gestione dei Gruppi Operativi dei PEI in materia di produttività e sostenibilità dell’agricoltura« in cui oltre ai partners già citati c’è anche l’IBAF-CNR (Istituto di biologia agro-ambientale e forestale).
Lo stesso è stato considerato meritevole di finanziamento che ci permetterà di accedere alla fase successiva, misura 16.1 in cui è prevista la costituzione del Gruppo Operativo, di cui faranno parte anche diverse aziende del territorio. Attendiamo con urgenza i fondi Regionali necessari per proseguire nelle varie fasi.

Gli obiettivi del progetto:
-Riduzione dell’inquinamento mediante processi di fitorimedio
-Conversione di aree degradate della città a boschi permanenti
-Attivazione di una filiera produttiva non – food sulle aree agricole attualmente interdette con un ritorno dell’offerta lavoro.

Il progetto prende spunto anche da pregresse esperienze di fitorimedio, che usano sia pioppo che canapa non solo in territori diversi ma anche nel territorio di Ceccano. (Tesi di Laurea in Scienze Ambientali: “Determinazione gas-cromatografica degli isomeri dell’esaclorocicloesano in campioni di suolo della Valle del Fiume Sacco”, AA 2012/2013; tesi di dottorato di ricerca in Scienze Ambientali (XXVII ciclo): “Contaminazione da isomeri dell’esaclorocicloesano nella Valle del fiume Sacco: risultati e prospettive”, Università degli Studi della Tuscia).

Tale esperienza ha condotto anche alla messa a punto di una tecnica analitica non distruttiva in infrarosso applicabile direttamente sui tessuti dell’apparato radicale della pianta e su terreno (Bernini, R.; Pelosi, C.; Carastro, I.; Venanzi, R.; Di Filippo, A.; Piovesan, G.; Ronchi, B. Danieli, P. P. Dendrochemical investigation on hexachlorocyclohexane isomers (HCHs) in poplars by an integrated study of micro-Fourier transform infrared spectroscopy and gas chromatography. Trees – Structure and Function 2016, 1-9), tecnica che sarà associata allo screening analitico-strumentale GC e ad una tecnica non distruttiva spettrofluorimetrica, anch’essa non distruttiva e applicabile direttamente a campioni senza trattamento.

Grazie ad un pre-finanziamento del Comune di Ceccano ed al parziale autofinanziamento di ciascuna struttura coinvolta, è stato avviato uno studio di prefattibilità di disimpatto ambientale e di generazione e misurazione degli indicatori di benessere equo e sostenibile (BES) del territorio.

Lo studio di prefattibilità si pone i seguenti obiettivi di indagine:

-Lo studio dell’efficienza di tecniche integrate mirate alla riduzione dell’impatto ambientale indotto dal contaminante, attraverso un processo di fitorimedio che utilizza le specie vegetali di canapa e pioppo sfruttandone i processi biologici, chimici e fisici per l’assorbimento, la degradazione e la metabolizzazione dell’impattante, e mediante l’utilizzo di substrati attivi a base di principi vegetali con proprietà antiossidanti e antimicrobiche naturali per la riduzione dell’HCH;
-La progettazione e la stesura di parametri standard per la definizione di indici di Benessere Equo e Sostenibile (BES) e indici di benessere economico-sociale, economico-ambientale. La somministrazione di questionari mira a valutare lo stato dell’arte prima e dopo l’eventuale applicazione delle due tecnologie, concentrandosi su tre domini principali: ambiente, socio-economico e salute. Un innovativo approccio integrato che considera non solo il BES classico ma anche indici proxy personalizzati su territorio “locale”, finalizzato alla creazione di un database “municipale” che potrebbe portare il Comune di Ceccano a rappresentare un modello innovativo per la valutazione degli indici di benessere a livello “locale”. I dati demografici, ad oggi reperibili che possono essere estrapolati dalle varie banche dati, per il comune di Ceccano, o comunque per la Valle del Sacco in generale, non rappresentano e non evidenziano i problemi che investono tutt’oggi il territorio. Per tale ragione si rende necessaria una analisi mirata dei dati già presenti e la possibilità di trovarne di nuovi per poter analizzare le problematiche che l’inquinamento del territorio e delle falde acquifere ha creato e continua a creare a livello territoriale, economico e della salute umana. Quanto detto deve essere considerato anche in riguardo al fatto che il territorio era di prevalenza dedicato all’agroindustria; per tale ragione, l’inquinamento del terreno e delle falde acquifere ha creato dei danni all’intero tessuto economico-sociale.

Gli esperti hanno raccolto ed analizzato le risposte convertendole in dati statisticamente significativi dai quali è emersa una fotografia di Ceccano prima dell’applicazione delle metodologie di disimpatto ambientale previste dallo studio in questione: “I risultati di quest’indagine, prima della sperimentazione, hanno mostrato un territorio debole dal punto di vista ambientale, economico e culturale e innovativo mentre, sorprendentemente, la salute non risulta essere debole.

Tuttavia, la percezione della priorità di interventi nell’ambito della salute risultò molto alta facendo emergere una forte paura per le proprie condizioni in particolare collegate all’inquinamento ambientale, ambiente per il quale emerge un benessere estremamente basso o negativo dato dal degrado percepito dalla cittadinanza.
Dal punto di vista ambientale il margine di miglioramento del benessere per la popolazione è notevole e la riqualificazione dei terreni e l’eliminazione del degrado visibile e percepito può certamente avere risvolti molto positivi. Dal punto di vista sociale l’aumento dell’occupazione e la presenza di un progetto comune sembrano gli antidoti per il rilancio della comunità.” (ESTRATTO RELAZIONE DEGLI ESPERTI).

Nell’ambito della valutazione delle tecnologie integrate per la riduzione dell’impatto ambientale nel suolo e nelle acque invece , è stata avviata una sperimentazione preliminare in campo allo scopo di individuare le migliori condizioni sperimentali ed analitiche in termini di resa. I risultati ottenuti in questa fase ci permetteranno di ottenere un punteggio maggiore nelle fasi successive della misura 16.0.

Nello specifico, lo studio di prefattibilità prevede una sperimentazione PRELIMINARE in campo, su terreni opportunamente selezionati nel Comune di Ceccano e messi a disposizione gratuitamente dai proprietari, allo scopo di Valutare l’efficienza di tecniche integrate, come anche delle metodiche analitiche, mirate alla riduzione dell’impatto ambientale indotto dal contaminante, attraverso un processo di fitorimedio che utilizza: le specie vegetali di Canapa sfruttandone i processi biologici, chimici e fisici per l’assorbimento, la degradazione e la metabolizzazione dell’impattante e substrati attivi a base di principi vegetali con proprietà antiossidanti e antimicrobiche naturali per la riduzione dell’HCH.
In particolare, per i test preliminari di fitorimedio, è stata selezionata la specie vegetale di Cannabis sativa, varietà Futura 75, per la caratteristica crescita dell’apparato radicale in profondità nel terreno e utilizzato un substrato attivo costituito per l’80% da potatura verde, il 17% di fibra di castagno e il 3% di composti bioattivi naturali, principalmente tannini idrolizzabili (per il quale sono stati ottenuti i migliori risultati di efficacia).
La sperimentazione ha previsto la messa in coltura di circa 2.000 piante di canapa in due
diverse aree territoriali, sia in vaso che in campo, in condizioni diverse di terreno, contaminato e non, per successiva comparazione dei risultati. Gli studi analitici sono stati quindi condotti pre e post trattamento, sia sul terreno che sulle piante, in coltura in campo e in vaso, su terreno impattato e non allo scopo di valutare l’efficacia di fitodepurazione della specie vegetale appositamente selezionata come idonea ad una sensibile riduzione dei contaminanti sul suolo che, integrata con l’utilizzo di substrati attivi, potrebbe permettere un’azione di disimpatto sensibile e in tempi idonei ad un riutilizzo in sicurezza dei terreni per le attività produttive del settore agricolo.

Nelle aree selezionate, sono state applicate tecniche di monitoraggio spettrofotometrico digitale iperspettrale per verificare sia l’idoneità della tecnica di monitoraggio analitico e il controllo in loco, sia qualsiasi decremento delle molecole che incidono direttamente sul terreno.
I test analitici prevedono controlli sia su terreno contaminato che sull’apparato radicale delle piante utilizzate per il fitorimedio.
Campioni di terreno dall’area contaminata sono stati analizzati mediante GC/MS/MS con il metodo QuEChERS utilizzando lindano come standard interno analitico.
I tessuti vegetali delle piante, coltivate in campo e in vaso, sono stati campionati per verificare mediante analisi GC/MS/MS e GC/GC/TOF l’eventuale assorbimento di HCH nelle parti aeree e nelle radici.

I risultati dello studio preliminare mostrano una riduzione del beta-HCH del 30% dopo soli 3 mesi di trattamento e sono stati divulgati in occasione di due convegni nazionali e internazionali, in particolare il convegno IGWT tenutosi a Roma nel 2018 (Bernini R., Campo M., Ciani Scarnicci M., Masci C., Bova D.M., Maggino F., Romani A., Innovative use of Active Substrate and phytoremediation technologies for soil hydrocarbons environmental impact. XXI IGWT SYMPOSIUM – Sustainability, Quality and Innovation: A Global View of Commodity Sciences, September 2018, Roma) e il convegno AIQUAV, tenutosi a Firenze nel 2018 (Social and economic impact on an Italian territory considered to be a polluted environment and the possible remedies Ciani Scarnicci M., Bova, D. M., Maggino F., Romani A.)

Attualmente è ancora in corso l’ottimizzazione di “active compost” in collaborazione con aziende incluse nel progetto, il concetto di active è ottenuto utilizzando una miscela di compost vegetale addizionata di principi attivi naturali a carattere antiossidante e antimicrobico, da poter utilizzare in associazione e sinergia con estratti ottenuti attraverso specifiche biotecnologie idonee a selezionare microorganismi detossificanti per terreno e per acque.
La drammatica situazione ambientale causata dall’attuale sistema di produzione ha portato l’UE a fornire delle raccomandazioni per lo sviluppo di nuovi sistemi di produzione basati sul principio di sostenibilità e la filiera della canapa rappresenta un esempio di economia sostenibile .

La misura 16.2 del PSR Lazio prevede lo sviluppo di una filiera corta per il riutilizzo delle biomasse non contaminate, prodotte durante il processo di fitorimedio, per incentivare la ripresa delle coltivazioni autoctone (economia di prossimità) nel rispetto dell’ambiente e della salute dell’uomo ed il ritorno economico derivante dall’impiego di biomassa per la produzione di materiali innovativi a basso impatto ambientale (materiali in bioplastica e biocompositi).

La canapa, dunque, è una specie vegetale da cui sarebbe possibile ottenere innumerevoli derivati, sostituti perfetti di prodotti realizzati attualmente con elevato spreco di energia e risorse. In Italia sono moltissime le aziende che hanno deciso di investire nel potenziale della Canapa a dimostrazione del fatto che il progetto proposto potrebbe rappresentare una possibilità di rinascita per il nostro territorio.
Concludo dicendo che, un precedente studio, condotto su 500 volontari sani, che vivevano in prossimità della Valle del Sacco, ha evidenziato che tali soggetti presentavano valori di e-GST dal 18% al 44% più elevati rispetto a 400 volontari (gruppo di controllo) residenti nell’hinterland romano. Tale studio ha permesso all’Università degli Studi di Roma Tor Verie-GST), in grado di valutare lo stato di intossicazione dell’uomo e dell’animale, pertanto possibile biomarcatore precoce e sensibile di inquinamento ambientale. (Fabrini, R., Bocedi, A., Del Grosso, E., Morici, L., Federici, G., Palleschi, A., Ricci, G. Erythrocyte glutathione transferase: A novel biomarker to check environmental pollution hazardous for humans. Volume 426, Issue 1, 14 September 2012, Pages 71-75. Biochemical and Biophysical Research Communications).
Uno successivo studio preliminare condotto sui mammiferi, ha confermato gli stessi risultati evidenziati nell’uomo: le specie animali che vivevano in aree più inquinate, presentavano livelli di e-GST più elevati rispetto ai mammiferi che vivevano in aree più salubri (A Bocedi, R Fabrini, O Lai ,L Alfieri, C Roncoroni, A Noce, JZ Pedersen and G Ricci. Erythrocyte glutathione transferase: a general probe forchemical contaminations in mammals. Cell Death Discovery (2016)2, e16029; doi:10.1038/cddiscovery.2016.29).

I precedenti studi costituiscono la base per le attività progettate da realizzare sia sull’animale che sull’uomo, allo scopo di definire procedure e stili di vita idonei a monitorare e valutare sia lo stato di tossicità attribuibile ad impattanti ambientali, sia disegni sperimentali e protocolli per ridurre il grado di impatto stesso.

Il progetto è stato reso possibile solo grazie al supporto finanziario del Comune di Ceccano, a cui va il mio personale ringraziamento, per aver investito nella ricerca e sperimentazione attraverso fondi delle casse comunali che non derivano da finanziamenti Regionali o similari, e, nell’essersi prodigata, con l’impegno personale del Senatore Massimo Ruspandini, dell’ex Sindaco Roberto Caligiore, dell’ex assessore all’Ambiente e alle Politiche Europee Alessandro Savoni, del Delegato Nazionale di Fratelli d’Italia Tonino Pizzuti e della lista l’Altra Ceccano, nel coinvolgere insieme a me, oltre a tutta la struttura Comunale, anche ricercatori locali, operatori del settore e grandi ed autorevoli entità private, presenti in Ciociaria, necessari per uno sviluppo futuro del progetto. A questo va aggiunto anche l’autotassazione fatta dai vari enti e professionisti presenti per coprire le spese di tutto il progetto iniziale il cui valore non è di certo quantizzabile in solo 20.000 € (finanziamento dell’Amministrazione Comunale del comune di Ceccano) a cui va il mio e nostro ringraziamento per aver fatto si che tutto ciò avvenisse.

Di Dott.ssa Antonella Del Brocco

Autori che hanno concesso i loro articoli, Collaboratori occasionali

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