
di Antonella Necci – Dalle elementari fino al liceo la scuola è responsabile dell’educazione e dell’istruzione dei ragazzi. Forse non tutti i genitori si rendono conto della mole di lavoro di cui è responsabile un professore, dai compiti a casa fino alle esercitazioni in classe la lista di cose da fare è veramente lunga.
Purtroppo il lavoro non è facilitato dal comportamento degli adolescenti i quali, durante le ore di lezione sono spesso indisciplinati, maleducati e irrispettosi nei confronti dei professori.
In una operazione coraggiosa, una scuola portoghese ha scritto una lettera ai genitori per ricordare loro la responsabilità che hanno essi stessi come educatori.
La scuola è l’istituzione che da sempre si occupa dell’educazione e dell’istruzione dei giovani e ha il compito e l’obiettivo di formare ragazzi e ragazze per il loro futuro e per il loro successo. Purtroppo spesso gli insegnanti non possono svolgere correttamente il proprio lavoro per colpa di classi sovraffollate con ragazzini urlanti e in molti casi maleducati. Forse non tutti si rendono conto che i primi a dover insegnare le regole basilari dell’educazione sono proprio i genitori a casa, fin da quando i bambini iniziano ad avere coscienza.
È proprio questo quello che una scuola portoghese ha voluto ricordare con una lettera appesa per i corridoi della scuola e indirizzata ai genitori degli alunni.
«Cari genitori,
Vorremmo ricordarvi che quelle magiche parole come ciao, per favore, prego, mi dispiace e grazie iniziano a essere apprese a casa. È sempre a casa che i bambini imparano a essere onesti, diligenti, e a essere simpatici con gli amici così come mostrare il proprio rispetto per le persone più anziane e per gli insegnanti.
La casa è dove imparano a essere puliti, a non parlare con la bocca piena e imparano come/dove smaltire correttamente i rifiuti. La casa è anche dove imparano a essere organizzati, a prendersi cura delle proprie cose e imparano che non è cortese toccare gli altri.
Qui a scuola, d’altra parte, insegniamo matematica, lingua straniera, storia, geografia, fisica, scienze, arte, educazione fisica. Li educhiamo alla salute, alla legalità, al rispetto reciproco. Ma il nostro lavoro serve solo a rinforzare l’educazione che i bambini ricevono a casa dai genitori.»
Questi insegnanti esasperati hanno voluto mettere in chiaro le cose con i genitori degli alunni che non permettono il regolare svolgimento delle lezioni. Come si può d’altronde rispondere alle domande se decine di ragazzi fanno confusione? O come si può affrontare un nuovo argomento se i ragazzi vengono accompagnati dai genitori con 10-15 minuti di ritardo? Inoltre come si può pretendere rispetto se solo alla vista di un voto negativo sul registro elettronico l’insegnante si vede giungere, in tempo reale, il genitore inviperito ed esasperato con le fatidiche frasi stampate sulle labbra: “Come mai questo brutto voto? Perché? Quando lo può recuperare? Non sapevamo che lei avrebbe interrogato proprio oggi. Il registro elettronico non ha funzionato per giorni”
Ecco cari genitori, sono queste le frasi che ancora di più fanno capire la mancanza di rispetto verso la scuola e verso i suoi rappresentanti. Le parole che indicano come la scuola sia un semplice parcheggio di adolescenti in attesa del ritorno a casa dei propri familiari che poco sanno e poco vogliono sapere di istruzione, educazione, rispetto, legalità, regole, metodo di studio e molto altro ancora.
L’istruzione non è una biblioteca assemblata da tanti volumi messi insieme per colore, come le pile di maglioni di Louis Vuitton.
L’educazione non è aspettare la ricompensa di un voto positivo se si decide di fingere attenzione per due giorni di seguito, come quando si cerca di convincere la famiglia all’acquisto di un nuovo cellulare.
La scuola troppo spesso si sostituisce, tanto da formare una sorta di capro espiatorio, alle mancanze di genitori troppo spesso ostaggio o in balia di adolescenti viziati, poco abituati a socializzare, decisi a tutto pur di non maturare (vedi Baby e poi capisci).
L’educazione dei ragazzi spetta in prima istanza ai genitori piuttosto che alla scuola e questo al giorno d’oggi si sta sempre più dimenticando, come si sta sempre più dimenticando la sana distinzione dei ruoli.
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