di Gaetano Ambrosiano – Segretario Provinciale art.UNO Frosinone – La Casa delle Coscienze Comunicanti
Siamo un insieme di coscienze comunicanti un insieme di animali culturali ed è questo che ci rende capaci di creare un futuro atraverso la parola costruita all’interno dei nostri percorsi mentali.
Quello che in questi giorni si vive a Veroli è un passo indietro nel non comprendere cosa rende vivo e vitale una comunità, quella capacità associativa di organizzarsi all’interno di un pensiero. Veroli ha un bacino di associazioni che sviluppano un profondo radicamento nella cultura storica del paese con lo scopo di aumentare il senso di appartenenza e di comunità , dove per comunità si intende ” un’area di reciproco riconoscimento nello scambio e aiuto tra persone ” ed è per questo che dobbiamo valorizzare e fornire risorse alle associazioni per migliorare l’efficacia della loro azione
Ma al contrario come sta accadendo in questi giorni si cerca di privarle privarle di un luogo dove permetterne l’incontro ed il confronto un gravissimo errore. A quanto pare è in corso un processo di disgregamento di quello che è e rappresenta il contenitore di queste realtà “ La Casa della Consulta” perno focale di raccordo di attività spontanee di confronto sociale di un territorio, a favore di cosa e di chi?. Ora non capiamo cosa e chi muove l’azione di osteggiamento ma di certo la prima idea viene di guardare al comportamento della prima struttura di riferimento ed indirizzo politico che fa capo all’ufficio cultura con la delega di riferimento da cui aspettiamo ed attendiamo un chiarimento su quella che sarà la posizione nei prossimi passi su quello che rappresenta la disponibilità di fornire l’agibilità in spazi dove dare movimento al sano processo democratico nella vita della comunità Verolana. Quello che viene da porci nella domanda è perchè a tutt’oggi non esiste uno spazio dedicato che nella maggior parte dei casi viene indicato come “Casa delle Associazioni” – sono circa trenta le associazioni all’interno della Consulta.
Le associazioni rappresentano e restano le prime sentinelle, il collante e la linfa di quello che è il concetto Democratico di Bene Comune, le prime sentinelle nel comunicare i bisogni ed le esigenze nelle sfaccettature di un variegato e complesso territorio come il comune di Veroli.
In questi giorni abbiamo ascoltato imbarazzanti racconti su comportamenti di dirgenti comunali infastiditi su quello che è e rimane un diritto di voce e richiesta di un cittadino. Le strutture comunali sono preposte all’ascolto ed alla soluzione di problemi su quella che chiamiamo la vita quotidiana delle persone, un luogo dove essere ascoltati per le soluzioni del quotidiano e non un luogo dove ci si sente estranei.
Ora speriamo che arrivino risposte prive di qualsiasi sentimento di intolleranza che porti alla soluzione di uno spazio adeguato permanente dove le associazioni del territorio Verolano possano incontrarsi, confrontarsi e svolgere le loro attività organizzative di proposta fondamentali per uno dei comuni più vivi dal punto di vista sociale e culturale. Dagli elementi raccolti quello che manca è un raccordo progettuale tra amministrazione e comunità associativa un vuoto che va colmato al più presto possibile per non innescare quella perdita di fiducia tra istituzione politica e cittadino e dove l’indirizzo siano nella direzione del quotidiano dove la politica sia attenta nei bisogni di chi rappresenta e non nelle funzioni di qualche dirigente che sembri aver perso il senso di sostanza e ruolo amministrativo privo di qualsiasi autorità in quelle che sono le scelte di indirizzo in un governo di rappresentanza popolare.