di Antonella Necci – Amministrazione anagnina: vediamoci chiaro. Incontriamo il dott. Nello Di Giulio (consigliere comunale della lista Anagni cambia Anagni, ndr)* qualche giorno dopo il consiglio comunale del 29 luglio, durato dalla mattinata fino al primo pomeriggio e oggetto di “discordia”, tra maggioranza ed opposizione (tranne uno), nel delinearne il suo svolgimento.
Dal comunicato stringato della maggioranza sembra che tutto si sia svolto per il meglio. Nella realtà la seduta-fiume si è protratta fin nel pomeriggio. Ci può spiegare come sono andate le cose?
Grazie per questa domanda perché in politica ci si può dividere su tutto ma sui fondamentali della democrazia non si dovrebbe discutere. Invece quel comunicato stringato sul consiglio comunale, presumibilmente redatto nella segreteria del Sindaco, reinterpreta a piacimento sei ore di consiglio comunale, rendendosi finanche offensivo verso il ruolo della minoranza e dell’intera assise comunale. Uno sberleffo verso la democrazia ed il rispetto dei cittadini. Su nessun punto dell’o.d.g. c’è stata adesione della minoranza alle delibere di Giunta proposte in ratifica. Ciascun diverso punto di vista è stato articolato da ogni consigliere di minoranza presente in assise e su alcune variazioni i bilancio, come anche sulla proposta di esternalizzazione del servizio riscossione, la protesta della minoranza è stata -seppur educata- assai vibrante. Ed allora, non può questa amministrazione raccontare ai cittadini tutt’altro film contrario della realtà, non può “addomesticare” l’informazione a suo piacimento in stile “regime”.
Quando si parla di minoranza si intende anche il neo eletto consigliere Antonio Necci? Ci può dire perché Necci si trova sempre dalla parte sbagliata in consiglio comunale?
Ho grande rispetto per chi è portatore di idee diverse dalle mie. Unica richiesta, quando si occupa un medesimo ruolo pubblico, è che le idee siano chiare, comprensibili e, possibilmente, coerenti . Il dr Necci è subentrato in consiglio alle dimissioni del dr Daniele Tasca che, ricordo, è stato lo sfidante al turno elettorale di ballottaggio del corrente Sindaco. Ho trovato, pertanto, da subito incomprensibili le sue dichiarazioni di “indipendenza dalla minoranza” ma, soprattutto, trovo oggi insensata (nonché impraticabile) quella richiesta di separatezza del suo scranno (tavolo) di consiglio comunale rispetto al resto alla minoranza. Penso che Anagni abbia bisogno di energie sane ed idee chiare e sono assai confidente che il dr Necci ne possa dare di proprie, al pari degli altri colleghi di minoranza, superando questi ritorni di contraddittorietà.
Caso Urban Waste. Il sindaco Daniele Natalia, insieme al sindaco Antonio Corsi di Sgurgola, devono dimettersi?
Riterrei opportuno ricordare che stiamo trattando di un’indagine dei Carabinieri Forestali su una vera e propria rete di attività illegali nel settore “rifiuti” conclusasi, ad inizio luglio, con l’arresto (in reclusione o ai domiciliari) di otto indagati e l’emissione di ben 17 comunicazioni giudiziarie ad imprenditori, funzionari pubblici e politici tra cui il Sindaco di Anagni e quello di Sgurgola. Diversi i reati contestati che vanno dalla corruzione all’abuso d’ufficio, dal traffico di influenze illecite alle false attestazioni e certificazioni. Come rappresentante di “Anagni cambia Anagni” ho da subito espresso sconforto sottolineando che, quando il malaffare interessa o aggredisce la propria città, è doveroso esserne tutti preoccupati e pretendere dai pubblici amministratori coinvolti chiarezza in sede consiliare e verso tutti i cittadini. A distanza di un mese sono costretto ad aggiungere che, laddove continuasse a mancare tale livello di buonsenso per quanto addebitato nell’esercizio istituzionale, è bene che si faccia un chiaro passo indietro restituendo trasparenza e credibilità al ruolo di “Primo cittadino” e/o di Consigliere comunale.
Caso Marangoni Tyre. Ambiguità nella gestione di una delle industrie più inquinanti del territorio. Cosa si sta facendo per riconvertirla?
Quell’impianto in grado di bruciare fino a 48 tonnellate al giorno di PFU (pneumatici fuori uso) deve restare spento per sempre, senza se e senza ma. Anzi, sarebbe bene che venga smontato quanto prima perché tratta un processo di attività industriale non compatibile in un’area urbana come quella di “Località Quattro Strade” già interessata, peraltro, nel perimetro SIN (Sito d’Interesse Nazionale per il disinquinamento). Questo deve essere presupposto indiscutibile per ogni ipotesi di riconversione produttiva, anche compensativa, in chiave moderna e nel rispetto dei quegli equilibri ambientali per il cui recupero sono già impegnate decine di milioni di euro di risorse pubbliche.
Spettacoli in onore del Santo patrono. Come mai le scelte di cartellone non sono né culturali e nemmeno interessanti?
Le festività del Santo Patrono costituiscono un appuntamento storicamente importante per la comunità anagnina. Fino a qualche decennio addietro erano proprio le offerte dei cittadini a sostenere, in buona parte, il costo dei festeggiamenti. Oggi l’assessore con delega, anche attraverso comitati operativi, spende ben oltre un centinaio di migliaia di euro attingendo esclusivamente al bilancio comunale, salvo una limitata partecipazione regionale. Quando si trattano soldi pubblici è giusto attendersi un’attenta programmazione di qualità che, ad eccezione della rassegna del Festival Medievale, sembrerebbe aver lasciato il posto ad un’evidente estemporaneità quantitativa. Il settore della cultura dovrebbe significativamente contribuire allo sviluppo di una visione strategica della città che, invece, sembra essere in balia di una generalizzata improvvisazione amministrativa.
Rivalutazione del centro storico. Un caso disperato? Non sarà per colpa degli anagnini e non solo dell’amministrazione?
No, non sono convinto che gli anagnini siano persone meno sensibili di chi vive a Spoleto o a Foligno, come ad Orvieto o a Fumone. Si tratta, a parer mio, di un comodo alibi a cui si appella da anni l’ignoranza di amministratori incapaci a confrontarsi con la complessità storico – urbanistica, culturale, economica e sociale che attiene ad un centro storico di una città medievale importante come Anagni. Indispensabile, allora, rinunciare agli alibi e mettersi a lavorare con studio, impegno e capacità al servizio della città in una visione progettuale di sviluppo di medio termine.
Ci può fornire una sua interpretazione del perché corruzione e mancanza di libertà di stampa stiano di nuovo avvelenando Anagni e la provincia di Frosinone?
Argomento complesso, questo, che richiederebbe più pagine di analisi. In questa sede Le posso certamente affermare che le due cose, “corruzione” (malaffare) e “mancanza di libertà di stampa” (stampa amica), viaggiano assolutamente in parallelo tra loro. Si tratta, del resto, di due dei principali mali che affliggono l’Italia intera e nei quali Anagni sembra aver ripreso a scalare classifiche assolutamente nella direzione sbagliata. Il gruppo “Anagni cambia Anagni” lo ha denunciato a gran voce sin dalle prime battute dell’ultima campagna elettorale ed i fatti, a vari livelli, ci hanno dato, purtroppo, ragione. Sarebbe sbagliato ora ‘abbassare la guardia’ ed il nostro appello di attenzione rimane assolutamente plurale partendo dalla sensibilità civile delle tante persone “liberi e forti” che vivono la nostra città.
04/08/2019
*Dott. Nello Di Giulio. Dirigente-Manager nel settore bancario. Specializzazione In ambito commerciale e della gestione creditizia.
Il suo impegno, fare di Anagni “una Città attrattiva ed ospitale che migliori la qualità della vita dei cittadini e crei nuovo benessere economico.
Una città che, oltre le potenzialità del tessuto agricolo – industriale, individui e persegua nuove direttrici di sviluppo che, partendo dal suo patrimonio storico, culturale e monumentale, crei nuove opportunità di lavoro per l’attuale e per le future generazioni , nel pieno rispetto e valorizzazione del paesaggio e dell’ambiente”.
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