di Angelino Loffredi – Il pomeriggio del 25 gennaio 2019 vissuto con tanta passione presso la Sala Parrocchiale di Santa Maria a Fiume di Ceccano per contrastare l’inquinamento nella Valle del Sacco ha rappresentato e deve rappresentare un punto di partenza per mantenere aperta l’attenzione sul tema, ampliando l’approfondimento sulle cause e il dibattito scientifico connesso, la ricerca di strade da percorrere individuando ulteriori interlocutori ed obbiettivi da raggiungere, a breve e medio termine.
Tutto ciò al giornale unoetre.it è imposto dalla qualità del confronto al quale abbiamo assistito e dal clima rispettoso mantenuto per tutta la durata dell’iniziativa. Chiunque infatti può verificare quanto scritto collegandosi con il link https://youtu.be/NcoDFpnMEb8
Il giornale pertanto ha intenzione di mantenere alta l’attenzione sui fenomeni che dovessero nuovamente emergere, alzare il livello della conoscenza, divulgare, favorire e valorizzare iniziative di altri soggetti (ambientalisti, sindacali, politici, istituzionali). Il nostro obbiettivo, insomma è allargare l’area dell’impegno, di provare a non far disperdere le forze disponibili a dare un contributo contro la rassegnazione e indicare al contrario costruttive proposte. Per questo vogliamo dare continuità al nostro lavoro ricordando scadenze e impegni. Primo fra tutto quello annunciato dal dottor Berlenghi, rappresentante del Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare, quando avanti ai 19 sindaci della Valle e alle organizzazione ambientaliste, il 20 dicembre 2018, si impegnava a tornare entro il mese di gennaio 2019 per garantire la messa a conoscenza della bozza di programma degli otto siti da bonificare nella provincia di Frosinone: accordo di programma quadro prima che venga sottoscritta una ipotesi calata dall’alto e inadatta alla Valle.
Di cosa si tratta? Sulla base di disposizioni previste dal DM 321/2016, i comuni della provincia sin dal 2017 hanno inviato al Ministero, attraverso la Regione, proposte di bonifica nei propri territori. Dopo 18 mesi il Ministero ha messo a disposizione la somma di 53 milioni e individuato nella nostra provincia otto siti da bonificare: tre a Ceprano, uno a Frosinone, Ferentino e Anagni, 2 a Ceccano.
Per la precisione i siti riguardanti Ceccano sono l’ex discarica di via Anime Sante, per il quale il comune ha richiesto la somma di 760.000 euro e l’ex plesso industriale SNIA BPD di Bosco Faito per il quale è stata richiesto un intervento pari a 1.388.000.
E’ importante dunque tenere al più presto l’incontro promesso per gennaio e non ancora realizzato, anche perché bisogna conoscere tante cose a cominciare dalla gestione delle risorse. Inoltre mi sembra opportuno sollevare una questione non secondaria, ne marginale: degli otto siti solo tre sono su proprietà pubblica, gli altri 5 sono su proprietà privata. Ora mi sembra strano che non si definiscano, per questi ultimi, procedure e forme di garanzia. Non mi sembra giusto che il privato inquini creando pericoli, il pubblico impiega risorse e bonifica e poi il privato ricuperi il sito bonificato e valorizzato.
Oltre a quanto illustrato è necessario sapere che sono necessari anche provvedimenti di tipo sanitario quali il dimenticato Registro dei Tumori, importante per conoscere la connessione esistente fra la malattia e i luoghi di lavoro e di residenza; uno screening verso la popolazione giovanile considerate la pericolosità di alcuni materiali in grado di colpire gli organi genitali e le possibilità di riproduzione.
Inoltre non dobbiamo dimenticare che sono necessari interventi normativi nazionali perché il Reato Ambientale è vero che entrato nel Codice come reato penale ma accessorio e questa postilla da la possibilità agli inquinatori di essere sanzionati amministrativamente e non penalmente. Sempre sinteticamente mi sembra utile prima di terminare porre una necessaria domanda: chi sanziona nei comuni? Dal 2006 il Testo unico Enti Locali sta subendo una serie di modifiche e correzioni inventando in modo impreciso e incoerente una nuova figura: un Responsabile o un Dirigente che dopo un lungo giro di palleggiamenti amministrativi, accertamenti e placet dei tanti enti preposti emette la Sanzione. Indecisioni, sovrapposizioni, lungaggini portano inevitabilmente a rimpiangere in tali casi il ruolo del Sindaco, in grado di assicurare velocità ed efficacia e contrastare quella che mi sembra essere una Licenza di Inquinare.
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