19nov18 MinLav disoccupati 3 1 minValentino Bettinelli e Maria Giulia Cretaro (videointerviste – volanti)Cronaca di una vertenza, senza fine (?). Sindacati e Vertenza Frusinate a Roma, per la prima volta uniti. Scopo comune, trovare una soluzione alla delicata condizione dei lavoratori dell’area di crisi complessa ciociara.
Tre pullman messi a disposizione dalle sigle sindacali (CGIL, CISL, UIL e UGL), con circa 150 persone a bordo, hanno raggiunto il Ministero dello Sviluppo Economico, in attesa delle risposte ai quesiti del 28 febbraio.

Alla compagine partita da Frosinone, si è unito un gruppo di lavoratori nelle stesse condizioni, autonomamente organizzati. Classe politica assente a partire dai sette parlamentari eletti nel territorio, che in un’ultima chiamata hanno declinato l’invito alla rappresentanza.
Una sola voce per la Provincia, non proveniente dal Presidente Pompeo ma soltanto da Luigi Vacana, Presidente del Consiglio Provinciale. Discorso parallelo per i sindaci dei Comuni interessati, non coinvolti nella manifestazione.
L’aspettativa dei manifestanti era un colloquio fissato per le 10 del mattino. Già qui la prima delusione; nessun contatto precedente e nessuna riunione organizzata nei locali del MISE.

Appuntamento ottenuto su pressione della massiccia presenza dei disoccupati, con relativa convocazione per le 12 circa, sede, Ministero del Lavoro.
A ricevere la piccola delegazione il Sottosegretario al Lavoro Claudio Durigon: gruppo composto da sindacalisti, ed un solo rappresentante di Vertenza Frusinate, inizialmente escluso dall’incontro, Gino Rossi, grazie alla determinante pressione del Presidente della Provincia, Luigi Vacana. La volontà di tutto il gruppo era proprio di poter partecipare al tavolo con una delegazione più copiosa. Possibilità sfumata e limitata ad una ventina di disoccupati reatini, inglobati nella discussione attiva (?).
Le dichiarazioni del viceministro si sono assestate sulla verifica dei 117 milioni di fondi destinati alle aree di crisi complessa di tutta Italia, un ragguaglio a suo dire necessario per dar seguito ad altri interventi. Nei prossimi 10 giorni, il Dicastero dopo i congrui riscontri, passerà la palla nuovamente alla Regione, autorizzandola o meno allo sblocco dei 13 milioni necessari alle coperture per le 1200 famiglie interessate.

Un percorso ancora lungo che vede come protagonista unilaterale del dialogo la burocrazia all’italiana, fatta di tante parole e rimpalli di responsabilità. I lavoratori della Vertenza Frusinate, per bocca del portavoce Gino Rossi chiedono “il rispetto dell’accordo siglato il 28 febbraio”. Lo stesso Rossi precisa che “non ci sarà nessun passo indietro da parte di Vertenza Frusinate, la quale si opporrà in maniera ferma e compatta all’ipotesi di stralcio dell’accordo di febbraio. Non vogliamo alcun contentino, solo dignità per tutti”. Netta dunque, la posizione dei disoccupati ciociari, i quali sono esausti per la poca considerazione da parte delle autorità competenti e per la poca risoluzione avuta finora da parte dei sindacati stessi, anche se hanno apprezzato l’impegno odierno confidando che prosegua. L’incontro combinato doveva essere una svolta per la collaborazione, in realtà il senso di solitudine non ha abbandonato i disoccupati.

Vertenza Frusinate 19nov'18Il tavolo di discussione è terminato dopo circa un’ora. I rappresentanti sindacali, tornati in strada tra le fila dei disoccupati, hanno comunicato i risultati ottenuti. Prima parola al segretario CGIL Anselmo Briganti il quale si è detto, in primo luogo, “soddisfatto per l’apertura ottenuta da parte del governo, alla quale dovrà far seguito un impegno della Regione per consentire lo sblocco dei fondi previsti per la copertura dei pagamenti”. In seconda battuta Coppotelli, UIL, condividendo le parole del collega ha evidenziato che “Starà alla Regione comunicare con il Ministero, contando centesimo per centesimo le coperture per le domande già presentate. In più si apre il capitolo per il 2019, per il quale il Sottosegretario assicura un impegno nell’imminente finanziaria.”
Chiude la carrellata sindacale Valente per l’UGL, che chiarisce “la reale difficoltà che i soldi arrivino prima della fine dell’anno, in più va ripensato l’assetto del reinserimento non solo interventi tappabuchi”.

Alle parole ufficiali dei sindacati, fanno eco quelle dei tanti lavoratori presenti a Roma. Il grido unanime all’ascolto ha riempito via Vittorio Veneto, sede del MISE. Disoccupati che, però, oltre alla risposta retributiva, chiedono delle politiche attive che li aiutino a ritrovare la dignità quotidiana del lavoro. Disposti agli impieghi più disparati, anche diversi dal ruolo precedentemente ricoperto, pur di riacquistare un ruolo pratico nella società.
La trasferta romana non ha lasciato grande soddisfazione nei lavoratori i quali, ancora una volta, si trovano ad osservare impotenti le infinite trattative delle istituzioni.

A dieci mesi, ormai, da quel febbraio, ancora non c’è certezza sulla disponibilità economica di Ministero e Regione per finanziare gli ammortizzatori sociali destinati all’area di crisi complessa del frusinate. Non c’è nemmeno traccia, nel decreto milleproroghe e nel DEF, di ulteriori fondi Statali ad hoc per questa difficile situazione. Una delle poche risposte ottenute è stata quella di dover aspettare ancora gli scambi di carte tra Regione e MISE, per far sì che le cifre necessarie entrino nella prossima manovra economica, il tutto ad un mese di distanza dal termine ultimo per l’approvazione della stessa.
Un Natale di incertezze alle porte per queste famiglie, che chiudono un anno difficile con sempre meno risposte e più paure.

19 novembre 2018

 

Le video interviste di Maria Giulia Cretaro e Valentino Bettinelli

 

 

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Di Bettinelli-Cretaro

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