Donato Galeone* – A Roma la CGIL-CISL-UIL e la UGL del basso Lazio – oggi 19 novembre 2018 – chiede al Governo nazionale e alla Regione Lazio “non solo sussidi dovuti per l’area di crisi complessa riconosciuta ma investimenti nel basso Lazio per creare posti di lavoro”.
Lo confermano i Sindacati confederali dei lavoratori “uniti con punti di vista identici” – come dichiara il Segretario Generale della CISL frusinate, Enrico Coppotelli, mentre annuncia per il 27 novembre prossimo la convocazione unitaria delle rappresentanze sindacali dalle CGIL-CISL-UIL che discuterà ed elaborerà “proposte utili alla legge di Bilancio 2019”.
Io penso che partendo dalla manifestazione romana del 19 novembre sia possibile approfondire specifiche modalità e forme di azione, nei contenuti politici e pratici, con le rappresentanze sindacali unitarie convocate dalla CGIL-CISL-UIL il prossimo 27 novembre. Contenuti e forme propositive di azione sindacale unitaria all’oggi – aggiornate tra le più complesse questioni di sviluppo territoriale rispetto al recente passato – tutte mirate a fronteggiare gradualmente ma realmente la grave crisi sociale e del lavoro, mediante intendimenti propositivi circostanziati da raccogliere ed elaborare in un “Centro Operativo” della CGIL-CISL-UIL di Frosinone e Latina dimensionate nel contesto regionale laziale.
Si tratterrebbe, a mio avviso, di coinvolgere ed estendere – tra soci e non soci sindacalizzati – capaci economisti disponibili ed esperti del mondo del lavoro, per formulare aggiornate indicazioni culturalmente e tecnologicamente avanzate sul ”come”– nel terzo millennio – appare possibile incentivare l’accrescimento economico-sociale sostenibile mediante investimenti territoriali pubblici e privati, quantificabili, per creare posti veri di lavoro sia nelle aree di “crisi complessa” (37 Comuni area Frosinone-Anagni e 9 Comuni area metropolitana romana) e sia nelle aree di “crisi non complessa” (54 Comuni del sistema locale del lavoro area Cassino e area di Sora).
Perché se è urgente rispondere alle 1.100 persone ammesse al beneficio degli ammortizzatori di sostegno al reddito, quale priorità umana per sopravvivere – recuperando ritardi immotivati o nelle erogazioni degli importi indennizzabili nei tempi dovuti – appare altrettanto doveroso conoscere e il chiedere conto di altri ritardi nella esecuzione del cosiddetto PRRI (Progetto di Riqualificazione e Riconversione Industriale) – “approvato” – ma che si attende la “firma della Adp” (Accordo di Programma) per la 14^ Area riconosciuta di Frosinone con D.M. del 12.9.2016.
Era questa la notizia che abbiamo letto tutti dopo l’audizione in Senato di INVITALIA di quattro mesi fa – del 31 luglio 2018 – davanti alla Commissione Parlamentare Industria, Commercio e Turismo.
Sappiamo che “dalla firma degli accordi di programma” nelle aree di crisi riconosciuta – complessa o non complessa – tutta la Provincia di Frosinone in declino con i 37 Comuni (crisi complessa) e 54 Comuni (crisi non complessa) – potranno essere attivati gli “interventi agevolativi coordinati” cofinanziati dall’amministrazione centrale, regionale, enti locali e soggetti pubblici e privati, nonché, le modalità di esecuzione degli interventi e la verifica dello stato di attuazione ed il rispetto delle condizioni fissate, secondo normative vigenti.
Oltre ai ritardi denunciati dai Sindacati e agli impegni assunti e spesso disattesi verso persone che hanno perso il lavoro e che attendono il dovuto sostegno integrato al reddito mirato all’inserimento lavorativo, conseguenti e in attesa della esecuzione dei “Progetti di Riqualificazione e Riconversione Produttiva Territoriale” può farsi strada o la tradizione di impresa che fa fatica a riconvertirsi nel nuovo modo del produrre o di impresa che non si riconosce in una rete di programmi imprenditoriali lungimiranti territoriali di qualificazione produttiva per il mercato – pur senza regole mercantili – ma chiaramente dominato da una fase evolutiva tecnologica globale che se riduce o ritiene superati taluni posti di lavoro tende a creare – con la robotica e il digitale, la domanda di risorse umane e, certamente, l’offerta alla persona da ricollocare in altri nuovi e diversi posti di lavoro.
E qui, il Segretario della CISL frusinate, Enrico Coppotelli, negli accordi di programma conseguenti alla esecuzione delle progettazioni di riqualificazione e riconversione produttiva, nelle aree complesse e non complesse, pone alle imprese di ogni dimensione una scelta epocale che non è scelta neutra ma ragionevolmente mirata e determinata: “se in questo territorio non si riesce a riconvertire nell’intraprendere produttivo, saremo condannati ad essere semplici spettatori e non attori di questa transizione tecnologica epocale che potrà, comunque, creare nuovi posti di lavoro”.
Ecco, allora, che è negativa la presunzione egemonica della politica solitaria che presume di “pensare di risolvere i problemi complessi dell’epoca senza sentire nessuno” – compreso le parti sociali organizzate quali corpi intermedi di una società democratica, insostituibili, per fare ripartire l’Italia non ultima nella dimensione Europea.
La giornata del 19 novembre con la manifestazione sindacale romana dei lavoratori del basso Lazio, solidali con la generalità dei lavoratori laziali, mentre sollecitano il recupero dei ritardi negli interventi di rilancio della industrializzazione e ricollocazione dei lavoratori, alle oltre mille persone in attesa di ricollocazione a lavoro deve essere recuperato il ritardo ed erogato il sostegno al reddito dovuto.
19 novembre 2018
(*) già Segretario Provinciale di Frosinone e Regionale CISL del Lazio