Orban Salvini 350 260 min

Orban Salvini 350 260 mindi Valentino Bettinelli – Asse Salvini-Orban, obiettivo Europa.
L’istituzione comunitaria sotto il fuoco incrociato del duo italo-ungherese. Un attacco al cuore dell’Unione mosso dagli intenti condivisi da Matteo Salvini e il fronte di Visegrad.

L’incontro di Milano si profila come la ratifica di un accordo che fino a pochi giorni fa esisteva soltanto attraverso dichiarazioni a mezzo stampa. Un meeting che segna anche un momento storico di rottura dei protocolli governativi universalmente riconosciuti. Mai sino ad ora un ministro degli Interni aveva discusso di politica internazionale con un capo di governo straniero, in un colloquio privato, fuori dalle canoniche sedi istituzionali.

Ancora una volta il Vice Premier leghista fa la voce grossa apparendo come capo ombra della squadra dell’esecutivo giallo-verde, con il Primo Ministro Conte relegato al ruolo di semplice immagine di un governo sempre più trainato dal nuovo Carroccio di Salviniana ispirazione.
A poco meno di un anno dalla chiamata alle urne per i cittadini europei, si profila uno scenario politico pronto ad una rivoluzione trainata da entità di ultradestra, euroscettiche e sovraniste. Una deriva che sta creando preoccupazioni e imbarazzo anche tra le fila del PPE stesso.

Come non esaminare nello specifico la figura di Victor Orban, leader di un governo che continua a limitare la libertà di stampa e a delegittimare il potere della magistratura ungherese. Lo stesso Orban che contesta la richiesta italiana di redistribuzione dei migranti sul territorio dell’Unione.

Un paradosso politico e comunicativo che rischia di minare ulteriormente il debole equilibrio tra Lega e M5S. La partita europea potrebbe rappresentare il primo vero momento di frattura tra i due attori principali della scena politica italiana, con il clima di costante campagna elettorale ad alimentare un fuoco attualmente sopito. La mancata consapevolezza delle istituzioni potrebbe far ripartire una fiamma difficilmente contenibile.

La visita del premier magiaro nel capoluogo lombardo ha scatenato la reazione delle forze di opposizione che, per una volta, hanno trovato un punto di congiunzione a sinistra. Emblematica la manifestazione di piazza San Babila, in cui oltre 15000 persone hanno avuto modo di esplicitare un senso di pacifico dissenso nei confronti dei nuovi fascismi che intendono guidare le politiche continentali. Rivendicare il senso primario di Europa è infatti un dovere della sinistra, per vocazione popolare ed internazionalista.

Da Ventotene a Bruxelles, passando per Roma. L’Italia ha l’obbligo morale di ristabilire il suo ruolo fondamentale nella storia dell’Unione.

 

 

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Di Valentino Bettinelli

Valentino Bettinelli, nasce a Frosinone il 19/12/1992. Dottore in Scienze politiche. Vive a Ceccano dove ha svolto il servizio civile presso la Biblioteca comunale di questa città. E' anche responsabile dell'Ufficio stampa Ceccano Calcio

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