Dr. Antonio Colasanti – Gli occhi sono una parte del viso estremamente delicata. Talvolta essi e ciò che li proteggono possono essere oggetto di infezioni che seppure poco dolorose risultano estremamente fastidiose.
Una di queste e l’orzaiolo, fastidiosa ed antiestetica infezione palpebrale che si presenta come una sorta di foruncolo. nello specifico l’orzaiolo è una infiammazione acuta che colpisce una o piu ghiandole sebacee delle palpebre collocate alla radice delle ciglia.
Le palpebre contengono diversi tipi di ghiandole. Quelle di Meibomio (tedesco Heinrich Meibom) a secrezione sebacea. Quelle di Zeis (tedesco Eduard Zeis), sebacee in rapporto con i follicoli piliferi; quelle ciliari di Moll (olandese Jacob Anton Moll) sudoripare collocate nei follicoli delle ciglia.
L’orzaiolo si presenta come un ascesso localizzato a livello del margine palpebrale dovuto ad un ostruzione di una delle ghiandole sopracitate che producono sebo alla base delle ciglia. L’ostruzione del suo condotto di scarico con successiva suppurazione crea l’orzaiolo dove l’agente eziologico è nella maggior parte dei casi lo stafilococco.
Quando il batterio colpisce direttamente il follicolo e quindi la prima ghiandola di Zeiss si verifica un piccolo e superficiale ascesso e si parla di orzaiolo esterno; in questo caso si sviluppa un gonfiore lungo il bordo della palpebra che puo evolvere in foruncolo pieno di pus.
L’infezione da stafilococco di solito si contrae quando vengono toccati occhi e palpebre con le mani, infatti le dita sono veicoli di germi e a contatto con la pelle di quelle zone possono provocare un processo infiammatorio e quindi la formazione dell orzaiolo, non solo, ma tra le altre cause che possono provocare questo problema si ricorda la condivisione di asciugamani o di cosmetici, l’incuranza nel trattamento di congiuntiviti, ma anche la predisposizioni a infiammazioni oculari e a blefarite.
L’orzaiolo interno, chiamato calazio si verifica in seguito ad ostruzione o infezione di una ghiandola di Meibomio, determina una tumefazione della palpebra con processo cronico, rigonfiamento, bruciore, dolore, arrossamento, lacrimazione, con sensazione di corpo estraneo. L’infezione dura solitamente alcuni giorni con riassorbimento rapido e indolore.
La migliore arma di prevenzione è l’igiene palpebrale. Una corretta pulizia delle palpebre, delle ciglia, del contorno occhi aiuta a prevenire il disturbo.
Una serie di prodotti naturali possono accellerare la guarigione. Impacchi tiepidi di acqua borica, camomilla e malva riducono l’infiammazione e sgonfiano il foruncolo. La detersione deve essere delicata e seguire il verso delle ciglie per favorire il drenaggio delle ghiandole ed evitare che le ciglia cadano all interno dell occhio.
Un’altra pianta che riduce linfiammazione ed accellera la guarigione è la Bardana (Arctium lappa). Le sue radici e le foglie contengono sostanze dotate di attività antibatterica contro lo stafilococco.
Per questo i prodotti a base di bardana trovano applicazioni nei lavaggi delle affezioni cutanee e possono essere impiegati localmente per contrastare i problemi legati alla pelle.