acquarius nave h260 mindi Nadeia De Gasperis – Nel discorso di insediamento, il Presidente del Consiglio, a scanso di equivoci, ha tenuto a ribadire “non siamo razzisti”, al suo fianco, Salvini, prima che iniziasse le sue peregrinazioni di propaganda post elettorale, ha annuito ripetutamente, come a dire “è vero” o come a dire “sì che lo siamo”? perché, già investito del suo ruolo di Ministro degli Interni e di vice Presidente del Consiglio, si è prodigato nell’altalenante pratica di sciorinare frasi molto discutibili del tipo “è finita le pacchia”, “non possono decidere loro quando e dove finisce la crociera”, “sono fatti loro” riferito a più di seicento anime in pena che vagano nel limbo dello scarica barile tra i Paesi che dovrebbero accoglierli. Poi però fa di conto sui migranti per spiegare la sua riottosità ad accoglierli, fa il pugno duro con l’Europa, ma allo stesso tempo bullizza il sindaco di Riace, definendolo “uno zero”, a un uomo che con il suo modello di accoglienza ha fatto scuola al mondo intero, perché è stato in grado di rivitalizzare l’economia di un piccolo paese, unendo la voglia di riscatto e la sete di diritti dei più deboli a quella dei migranti a quella di altri disperati, condividendo un sogno di nuova umanità, libera dalle mafie, dal razzismo, dal fascismo e altre ingiustizie. Allora se il problema è di natura economica, ma potremmo ricordare a Salvini che i 5 miliardi di spesa per pattugliamento e salvataggi l’Europa ha permesso di scorporali dal bilancio del Paese e il denaro destinato all’accoglienza non avrebbe altra destinazione d’uso, semplicemente non esisterebbe. . intanto in tutta Europa l’orologio dei diritti sembra girare al contrario e puntare su tempi antecedenti alla acquisizione dei diritti fondamentali, la Francia rigetta sistematicamente al confine i migranti, soprattutto minori non accompagnati, violando la convenzione di Dublino, addirittura falsando le carte perché i bambini diventino improvvisamente maggiorenni. La convenzione di Dublino, bene, alla sua ratifica c’era il governo Berlusconi, e al suo fianco c’era anche la lega e quando è servito, in cambio di maggiore flessibilità sui nostri conti, ha fatto comodo anche al governo uscente.. E il Papa ci ricorda che “dalla ricca tavola di pochi, non possa piovere il benessere per tutti.”

Ma con tutto questo parlare di immigrazione non ci staranno forse distraendo da altri temi, per esempio quelli economici? Sempre nel discorso di insediamento, il Presidente tiene a sottolineare che si lavorerà nel perimetro della costituzione, ma c’è un art. il 53 che nel primo comma recita “il sistema tributario è informato a criteri di progressività”. Invece il governo ci spiega che sia più facile fare un giro molto lungo, aiutare i più ricchi e aspettare che tutto ciò ci ritorni con grande beneficio per tutti, allo stesso tempo continua la propaganda dell’assistenzialismo, ma non è forse più logico dare a tutti la possibilità di contribuire, ognuno secondo le proprie possibilità a costruire questa ricchezza, assicurando il lavoro per tutti e lasciando che siano quelli che guadagnano di più a pagare di più?

La speranza in un futuro migliore passa sempre dalla propria attività e intraprendenza, quindi dal proprio lavoro, e mai solamente dai mezzi materiali di cui si dispone. Non vi è infatti alcuna sicurezza economica, né alcuna forma di assistenzialismo, che possa assicurare pienezza di vita e realizzazione personale. Non si può essere felici senza la possibilità di offrire il proprio contributo, piccolo o grande che sia, alla costruzione del bene comune. Ogni persona può dare il suo apporto – anzi deve darlo! – così da non diventare passiva, o sentirsi estranea alla vita sociale.”
Non sono queste le parole dell’opposizione ma quelle di Papa Francesco, e vorrei ricordarle a chi giura sul Vangelo la sua buona fede.

Intanto C’è un uomo che vuole gettarsi in mare, piuttosto di tornare in un luogo dove la tortura è sistema e ci sono donne e bambini che aspettando che qualcuno perda questo braccio di ferro perché a invocare un po’ di umanità serve troppo fiato e ne è rimasto poco, troppo poco.

 

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Di Nadeia De Gasperis

Nadeia De Gasperis, nata a Sora (Fr) il 10 agosto del 1977. Dopo aver frequentato il liceo scientifico Leonardo Da Vinci di Sora, nel 1996, si iscrive alla facoltà di Scienze Ambientali presso l'Università degli studi dell'Aquila, dove lavora come borsista, presso la biblioteca della Facoltà di Scienze. Dopo gli studi, collabora come docente nel campo della formazione destinata ai professionisti. Dal 2009 inizia la collaborazione con la rivista di fotografia documentaristica Rearviewmirror, un magazine di reportage documentaristico edito da Postcart, dove collabora alla cura dei testi e dell'archivio. Normal 0 14 false false false IT X-NONE X-NONE Rearviewmirror

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