di Silvia Testani – Martedì 15 maggio la scuola media di Arnara ha ospitato Lucia Fabi ed Angelino Loffredi, autori del libro “L’infanzia salvata-Nord Sud un cuore solo”.
L’incontro è stato promosso ed organizzato dal Comitato dei genitori di Arnara, in collaborazione con i docenti, e fortemente voluto da me, Presidente Silvia Testani, rimasta colpita dalla vicenda dei “treni della solidarietà” trattato nel testo in questione.
Sono venuta a conoscenza solo recentemente dell’iniziativa organizzata dal PCI nell’immediato dopoguerra per cercare di arginare la condizione di indigenza e miseria che colpiva soprattutto l’infanzia del cassinate e di tutta la provincia di Frosinone ed ho sentito subito il bisogno di condividere questa bella storia di generosità con gli studenti della nostra scuola.
Una storia bella, sì, nonostante la distruzione, la disperazione, la fame e le conseguenze terribili dovute ai 7 mesi in cui il fronte di guerra si attestò lungo la famigerata linea Gustav: una condizione estremamente precaria, ai limiti del vivibile per la quale, grazie alla lungimiranza ed all’impegno dei comitati organizzativi, si mise in moto un flusso di solidarietà, di aiuti, di partecipazione che mostrarono una comunione d’intenti degna di un popolo, “eccezionale sussulto di unità nazionale” (cit.)
Oltre 3000 bambini ciociari, tra le resistenze dei genitori e del clero locale, raggiunsero in Umbria, Toscana, Lombardia, Emilia Romagna, Piemonte, famiglie semplici, che li accolsero, nutrirono, curarono e mandarono a scuola: 3000 e più storie di nuovi legami che spesso continuano tutt’oggi.
Beniamino dei ragazzi è diventato il sig.Marcello Micheli, testimone diretto di quegli eventi, partito da Ceccano nel marzo del 1946 ed ospitato da una famiglia di Lavezzola, frazione del comune di Conselice, in provincia di Ravenna.
Precisa e puntuale la ricostruzione dei fatti raccontata da Angelino, che inquadra la vicenda e ne delinea i tratti organizzativi e pratici.
È poi la volta di Lucia che esordisce con un appello all’importanza della lettura, di cui non si parla mai troppo ai giovani e che mi sta particolarmente a cuore, per poi passare ai suoi affettuosi racconti, alle spiegazioni nel trattare momenti di alto valore umano che l’hanno interessata come ricercatrice. In particolare sottolinea il ruolo chiave rivestito dalle donne in questa vicenda: il deciso intento delle mamme ciociare, che con fermezza e lungimiranza permisero ai loro figli di partire e il coraggio, l’umanità delle mamme del nord che si sobbarcarono altre bocche da sfamare, lavorando perché in famiglia non nascessero livori o gelosie.
Commossi e toccanti infine i ricordi di Marcello, che frequenta ancora annualmente i suoi “familiari acquisiti” ed al quale piace chiacchierare con i nostri ragazzi. Emblematico il suo racconto del primo regalo ricevuto dalla famiglia che lo ospitava, e cioè un pallone di cuoio che soppiantava il precario pallone fatto di pezze che usava a Ceccano ed emozionanti i suoi occhi lucidi, il groppo in gola mentre racconta il terrore di un bimbo di 6 anni, qual era allora, nell’abbandonare di notte la sua casa, in una Ceccano invasa dai tedeschi.
Tante e sentite le domande degli alunni, di cui palese era la difficoltà di calarsi in una situazione di questo genere, fortunatamente così lontana dalle loro attuali condizioni.
Un incontro che è stato un successo, adeguatamente preparato ed apprezzato dai docenti, in particolare dalla Prof.ssa Laura Cerrone, insegnante di italiano e storia, sensibile ai temi della memoria storica e collettiva: i ragazzi di oggi hanno bisogno non solo di conoscere, ma di attualizzare, concretizzare e sottrarre a quell’aria di fumoso, astratto e, oggi ormai anche virtuale, che ai loro occhi assumono le vicende del passato.
Il mio più affettuoso ringraziamento agli amici Lucia ed Angelino, che stimo profondamente perché persone attive in una società bisognosa di uscire da un segregante individualismo, bisognosa di condividere il passato ed il presente, persone impegnate e preziose, al servizio della cultura e dei giovani.
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