caffè espresso 400 min

caffè espresso 400 minDr. Antonio Colasanti – La pianta del caffe e un arbusto sempreverde coltivato nelle regioni equatoriali dell’Africa, dell’America e dell’Asia, il suo uso è cosi profondamente inserito nelle abitudini dell’uomo moderno da far parte dei riti quotidiani. Incerta è l’epoca in cui si bevve il primo caffe. In passato si riteneva che la bevanda ricostituente denominata -Bunc- dal grande medico arabo Ibn Sinā, detto Avicenna intorno all’anno 1000 fosse già caffè.
Nel 1554 a Costantinopoli vi erano numerosi negozi di caffè. Per molto tempo rimase per il mondo europeo una curiosità raccontata da mercanti navigatori. La sua diffusione in Europa venne ostacolata da abitudini storiche e non pochi tabù.
Successivamente i mercanti veneziani cominciarono ad importare insieme ai tessuti ed alle spezie anche il caffè.

La prima caffetteria venne aperta a Venezia nel 1676 in piazza S. Marco.
L’uso del caffe ha conquistato ogni ceto sociale sconfinando dalle assunzioni mattutine o alla fine dei pasti, a piu frequenti e ripetute consumazioni durante la giornata senza che da questa abitudine possano ricavarsi prove certe di danno sociale od individuale come è stato ampiamente documentato per fumo ed alcool.
Il caffè possiede un azione stimolante sul tono generale dell organismo.
In seguito ad assunzione di una tazzina di caffè si osserva generalmente un incremento delle capacita fisiche e psichiche, delle facolta mnemoniche e della capacita di attenzione. Tali effetti non si ottengono con la sola somministrazione di 20 mg di caffeina pura ed è evidente allora che per spiegare l’azione del caffè si deve prendere in considerazione la presenza di altre sostanze in particolare di quelle aromatiche quali: esteri, olii, forfuroli, acido clorogenico, trigonellina, che sono quelle che danno alla bevanda l’aroma ed il gusto caratteristico.

Molto studiati sono stati i rapporti tra caffè e coronaropatie.
La malattia coronarica rappresenta una controindicazione all’uso abbondante del caffe. Vi sono studi dove i forti bevitori – piu di 5 tazzine al dì – aumenta il rischio di cardiopatia ischemica, il tutto dovuto in larga misura all’aumento del colesterolo LDL -il cattivo- che provoca placche ateromatose (arteriosclerotiche).
E’ accertato che l’intossicazione cronica di caffeina può dar luogo a fenomeni di dipendenza segnata da effetti di astinenza. Del tutto infondata l’accusa rivolta al caffè di favorire il cancro al pancreas. L’unica controindicazione sicura all’uso di modiche quantità di caffè sono rappresentate da aumento dello stato ansioso da ipertiroidismo e da ulcere peptiche.

Ricordiamo un fatto storico suggestivo.
Nel 1770 il re Gustavo di Svezia firma una condanna a morte a due manigoldi e scelse come pena di morte la somministrazione di alte dosi di caffe a scopo letale.
Siccome le due persone sopravvivevano a queste alte dosi si stabilì di continuare fino a morte avvenuta.
Passarono molti anni. I condannati continuarono a bere i loro caffe e nel frattempo morirono le altre persone compreso il re. Si racconta che i condannati raggiunsero 85 anni. Fu da allora che l’umanita si convinse che poteva bere tranquillamente il caffe anche se con giudizio.

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Di Antonio Colasanti

Dottor Antonio Colasanti, medico-farmacista specializzato in fitoterapia, omeopatia, consulente della rivista: “Piu Sani Piu Belli”.   Per chi volesse approfondire argomenti trattati può prendere contatto con il dottor Colasanti ai seguenti recapiti: Email: dottorcolasanti@unoetre.it Tel. 347102038

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