UnitàCurePrimarie 350 260 minDr. Giuliano Fabi – Le unità di cure primarie sono aggregazioni a cui sono stati chiamati, con apposita disposizione regionale, tutti indistintamente i medici di base che in numero massimo di 10 operano in una sede unica, in modo tale da assicurare l’apertura dello studio per almeno 9 ore consecutive nella fascia diurna dalle otto alle venti.
Viene corrisposto per questo una indennità aggiuntiva per ogni assistito e le prestazioni extra vengono retribuite a notula. Nelle intenzioni regionali ciò doveva avvenire in locali, attrezzature e personale forniti dalle ASL.
La presenza di un medico in rete con gli altri colleghi e la possibilità per il paziente di accedere nello studio in una ampia fascia di orari e di usufruire di alcune prestazioni avrebbero dovuto ridurre gli accessi diurni ai pronto soccorso.
La nuova organizzazione del lavoro pur avendo creato vantaggi all’utenza, ha totalmente fallito l’obiettivo di ridurre gli accessi al pronto soccorso. Insomma soldi spesi senza produrre gli effetti desiderati.

La causa di tale fallimento è riconducibile ai seguenti motivi:

1) Le disposizioni non hanno imposto un minimo di dotazioni per poter eseguire le prestazioni richieste.

2) La propensione dei medici ad evitare prestazioni che richiedono comunque un impegno professionale e di tempo senza il supporto di un infermiere. (La convenzione prevede un tot per assistito per i medici che assumono l’infermiere, ma nessuno lo ha fatto, tanto più che non è stato chiarito in che termini dovrebbero farlo i medici in associazione).

3) La mancata informazione dell’utenza.

L’iniziale impostazione, peraltro concordata coi sindacati, che prevedeva locali, attrezzature e personale forniti dalla ASL, sarebbe stata la soluzione ideale, conferendo all’infermiere anche il compito di pubblicizzare, monitorare e relazionare sulle attività della Unita di Cure Primarie. Avrebbe dato anche un piccolo contributo alla occupazione e la Regione ha da tempo stanziato i fondi necessari, ma qualcosa, nel meccanismo di questa che è da ritenersi una idea avanzata di gestione della medicina generale e dei servizi sul territorio, si è inceppato nei meandri burocratici non consentendole di perseguire gli obiettivi prefissati.

Di Giuliano Fabi

Note professionali e anagrafiche del dott. Giuliano Fabi Nato a Giuliano di Roma il 29.01 1950  vive in Fontechiari provincia di Frosinone. 1969 diploma di maturità classica  presso il Liceo “ Turriziani” di Frosinone  1975 laurea in medicina e chirurgia presso I’Università La Sapienza di Roma !978 specializzazione in Igiene e medicina preventiva presso I’Università La Sapienza di Roma 1986 laure a in odontoiatria presso I’Università La Sapienza di Roma Medico condotto e ufficiale sanitario dal settembre 1977 al dicembre 1989. Idoneità apicale a  dirigente servizi di medicina di base 6.7.1987 Medico ci base dal 1976 esperienze come dirigente medico  di poliambulatorio ASR Frosinone 1985- 1995 consigliere comunale presso il comune di Fontechiari. Animatore delle Giornate FAI di Primavera in Fontechiari e Isola del Liri rispettivamente nel 2010 e nel  2012 e tutor FAI per i progetti alternanza scuola lavoro. Animatore di eventi storici  e di promozione della  conoscenza del territorio, ha al suo attivo ricerche e  pubblicazioni  di Storia Locale , sul mondo contadino ciociaro,sul dialetto, sull’ emigrazione e sul brigantaggio. Fontechiari 10.10.2017.

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