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disagisociali protesta mindi Anna Elisa De Santis – Aderisco al Manifesto-Appello per la democrazia e l’uguaglianza, assemblea provinciale di Frosinone ed esprimo le ragioni dell’adesione.

L’Appello ha nella sua premessa che l’Assemblea provinciale di Frosinone sarà in linea con i contenuti dell’Assemblea del Brancaccio, che si è tenuta a Roma il 18 giugno per promuovere la costituzione di un’Alleanza popolare per la democrazia e l’uguaglianza, di seguito ho potuto leggere i contenuti. Ho letto anche i dieci punti programmatici dal sito web che all’Assemblea di Roma sta dando seguito.

Quanto all’ambiente, che è tema a me caro, c’è un approccio diversificato nell’elaborazione, sintetica nell’Appello provinciale, articolata attorno a nodi strategici nell’Appello nazionale. La sinteticità dell’elaborato locale sul punto mi ha colpita, devo dirlo con franchezza, vista la preminenza del problema nella nostra zona. C’è il rischio della genericità, dell’opzione di principio che scivola sulla pelle del programma politico senza lasciare il segno. Un rischio, che come tale può essere evitato. Quanto all’elaborato nazionale io credo che dovrebbe contenere la focalizzazione del problema ambiente in un Punto specifico di programma. La questione ambientale, perché ormai di questo si tratta, è il discrimine su cui si definisce lo statuto degli enti politici che si vanno costruendo e sarà dirimente anche per la costruzione di alleanze in vista delle elezioni politiche e delle altre occasioni elettorali future.

La tutela del lavoro e l’idea stessa di diritto al lavoro, che non esclude ma completa quella del diritto a vivere dignitosamente per chi il lavoro non lo ha o lo ha incerto, come è drammaticamente nell’area frusinate, è connessa intimamente con quella ambientale. Sia la tutela del lavoro che la tutela ambientale hanno origine nella responsabilità che abbiamo verso l’ambiente e verso i lavoratori. La responsabilità nei confronti dei lavoratori è fondata sul nostro appartenere all’umanità secondo i principi e le regole conquistate attraverso lotte durissime, secondo pensieri di libertà prodotti nel vivo di immense fatiche intellettuali, difesi senza risparmio di sé da persone e popolazioni nella storia umana, fino alla contemporanea Resistenza antifascista e successivamente. La laicità è il perno su cui si costruisce il futuro, valore coinvolgente per credenti e non credenti, fedi diverse, non appannaggio di una parte migliore di altre, ma enzima della crescita culturale diffusa.

Esso è in particolare il cardine del processo di liberazione della donna, contraddetto nel frusinate da scelte di lungo periodo di svuotamento di strutture essenziali per l’empowerment femminile, come i consultori, dalla difficoltà nella mobilità pubblica o condivisa nelle città e nei paesi, dalla limitatezza dei servizi sociali e dalla contrazione delle opportunità di lavoro. Un insieme di fatti che richiedono l’urgente attivazione delle forme di promozione dei contenuti di autodeterminazione e libera scelta, nei processi produttivi e nella vita di relazione personale, per contrastare con più efficacia la violenza contro le donne. La responsabilità nei confronti del mondo che dovremo restituire alle generazioni future almeno come lo abbiamo abitato, è un impegno da molto tempo acquisito nei documenti internazionali fin dal Rapporto Brundtland della Commissione mondiale sull’ambiente e lo sviluppo del 1987. Dare seguito al Rapporto Brundtland nel frusinate, può significare oggi riconoscere il ritardo rispetto a quel documento, non rispetto ad una specifica norma o regolamento, ma al documento nel suo senso, perché troppo nel frusinate è stato invaso nel senso dell’irresponsabilità.

Poiché il soggetto di principale incidenza è quello d’impresa, la riappropriazione del Rapporto potrà avvenire a partire da esse, dalla loro partecipazione attiva ai progetti di attuazione del Rapporto, non ancillare rispetto ai programmi di crescita del profitto aziendale, che, per la perdurante instabilità dei risultati in zona, omogenea in tutta l’area, richiede ormai la presa di coscienza della necessità di un asse strategico sulla base della realtà territoriale, esito di inquinamenti reali e non solo percepiti. Territorio potente per risorse naturali e disponibilità onesta al lavoro, non solo per sé ma anche per le generazioni a venire. Questa, che è una tradizione, la famiglia ciociara, può diventare un valore di eccezionale forza lavorando per la liberazione della relazione d’amore da moduli rigidi, guardando alle possibilità da offrire alla tranquillità di relazioni d’amore nel contesto di iniziative per il recupero del territorio insieme alle imprese, ma senza confusione sui doveri d’impresa. Secondo un’etica rispettosa di uomo e ambiente, istituzioni, che ha ragioni vive nella Costituzione, in costante dinamicità come è per l’esperienza umana di ognuno, uomo o impresa che sia.

 

Parteciperò all’Assemblea volentieri, perché la realtà politica nazionale che si va creando con la spinta del movimento per l’Alleanza popolare per la democrazia e l’uguaglianza promosso da Anna Falcone e Tomaso Montanari, sia forte anche dei contenuti emergenti dalla realtà frusinate, tanto nella sostanza che nel metodo. Perché anche il metodo è importante. Un’Alleanza per la democrazia e l’uguaglianza deve avere metodi democratici nel suo vivere quotidiano e strategico. La democrazia di una formazione politica non è un lusso, ma la garanzia stessa di esistenza. Significa rispetto tra le persone, rispettarsi come parte di un impegno, con limpido dire e fare. Diversamente, sarebbe solo un progetto esclusivo ed escludente la popolazione che onestamente si incontra e si unisce per affrontare con più forza e tranquillità il proprio presente e cercare di far bene per il futuro. Di conseguenza, un punto fermo sarà la chiarezza delle parole, la lealtà delle parole e il rifiuto della violenza nel linguaggio, nel metodo, il rispetto della coscienza.

Anna Falcone e Tomaso Montanari hanno proposto con linguaggio chiaro un’idea di sinistra aperta al respiro inquieto, al sudore della fatica, della terra o del computer inesorabile sulla schiena di chi digita dati o quanto di altro possa essere digitato, per lo più da free tanto per dire. Una sinistra che è di conforto a chi vive la sofferenza della malattia, la difficoltà delle malattie lunghe, quelle con cui una parte sempre più ampia della popolazione deve “convivere”, così si dice con ineffabile leggerezza. Come, con quali mezzi, con quali strutture, in quale condizione nella modificata relazione nei contesti sociali? E in una provincia senza strutture di mobilità pubblica, dove finisce la dignità dei più fragili? Un abisso tra il nord e il sud del Paese, una frontiera tra le città e i paesi, le periferie, dove più schiacciante è il peso delle diseguaglianze. Il linguaggio di Anna e Tomaso è vicino a quello che si parla ogni giorno, ma non è sottoposto al senso comune, della cui pericolosità già Gramsci avvertiva. E’ agli antipodi del metodo usato nei confronti del Senatore Pietro Grasso dal PD.

La pressione pesante esercitata nei confronti del Presidente del Senato è propria della deviata concezione della preminenza della decisione di partito rispetto ai principi dello Stato, alle regole, alla coscienza, anche professionale. Dunque, è bene non aspettare ancora, se un metodo di tal fatta ha potuto trovare applicazione nei confronti della seconda carica dello Stato. Per la democrazia anche nel metodo, è un obiettivo a cui cercherò di dare l’impegno che posso, e per l’uguaglianza, consapevole che l’uguaglianza non accetta schemi perché tante sono le forme possibili della disuguaglianza, della discriminazione. Anche nel territorio di Frosinone, dove la vita sa essere durissima quando il profilo della democrazia sfuma in lontananza. Anna Elisa De Santis

 
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Di Anna Elisa De Santis

Anna Elisa De Santis. Avvocata. Vive a Ceccano, impegnata in ricerche della giurisprudenza dell'ambiente e della coerenza dell'attività imprenditoriali con l'Art 41 della Costituzione italiana. Ama scrivere poesie e favole.

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