Articolo 1 Movimento Democratico e Progressista 350 260

Articolo 1 Movimento Democratico e Progressista 350 260di Valerio ASscenzi – Comunicato. Articolo 1 – Movimento democratico e progressista, si sta strutturando anche ad Anagni e nel territorio dell’area nord di Frosinone. Obiettivo: creare punti di riferimento a coloro i quali hanno sempre concepito un centrosinistra plurale, ma che da qualche anno sembrano esser rimasti orfani di una casa dove poter esporre e analizzare i problemi della società e della comunità.

 

Per uscire dalla crisi culturale e politica di questa società, ci vuole l’impegno dei dirigenti di partito, ma senza un impegno delle migliori forze della società, il processo di sfaldamento politico e culturale, al quale assistiamo, continuerà ad avanzare inesorabile. Siamo convinti che in un periodo come questo, le intelligenze non siano più all’interno di quelli che si definiscono ancora partiti organizzati: si preferisce percorrere altre strade, nei partiti ci si sente imbrigliati in logiche ormai obsolete che non permettono una completa espressione dell’individuo. Siamo certi che un partito e i suoi vertici non possono pensare anche per gli iscritti e per la base, annullando quello che è il senso critico individuale. Finora è accaduto tutto questo, ed è per questo motivo che le politiche, sui territori sono state portate avanti in linea con una visione generale, nazionale, spesso miope e mai calata sui territori, andando contro le esigenze dei cittadini. Noi però vogliamo invertire la rotta, riportando la discussione nei luoghi previsti dall’art. 49 della Costituzione Italiana, che garantisce a tutti i cittadini il diritto di associarsi liberamente in partiti, per concorrere con metodo democratico a determinare la politica del Paese. In questo periodo non è solo un diritto, ma un diritto – dovere. Gramsci sosteneva che quel che accade, non avviene solo per volontà di qualcuno che ha un disegno occulto, ma spesso perché le masse abdicano alla loro volontà, lasciando fare chi non dovrebbe cimentarsi negli ambiti che riguardano la vita dell’intera società, poiché rischiano di comprometterne la sana esistenza. Questa indifferenza crea condizioni che solo la forza poi potrà sconfiggere. Ecco, siamo in un momento storico in cui possiamo ancora dare una sterzata ed evitare il peggio. Ma è necessario partecipare, ognuno con le proprie forze e competenze, ognuno con le proprie capacità e volontà, perseguendo obbiettivi comuni.

Art-1 Mdp si propone sul nostro territorio di ricreare momenti di aggregazione di tutte quelle forze positive che vogliono contribuire alla crescita culturale e politica delle comunità locali, portare avanti politiche alternative a quelle del Pd, che di centrosinistra non ha più nulla. Sul territorio di Anagni abbiamo intenzione di dar voce a chi non si sente necessariamente appiattito sulle posizioni del Pd locale, ormai quasi totalmente acritico nei confronti di chi amministra, nel momento in cui andrebbe fatta una analisi obiettiva delle scelte – in materia politica, ambientale, culturale in senso stretto – o su posizioni di una vecchia sinistra troppo intransigente. Sono in molti a chiederci una posizione politica imparziale, realistica e non da “tifoseria da stadio”. Intendiamo riempire uno spazio politico lasciato libero dieci anni fa dalla nascita del Pd, ma intendiamo includere tutte le forze e le intelligenze che non aderirono né ai Democratici di Sinistra né al Pd. Quando parliamo di forze positive da coinvolgere, intendiamo dire che vogliamo ascoltare sia i singoli che gli associazionismi che finora hanno portato avanti battaglie importanti sui territori, lì dove la politica ha vacillato e dimenticato di avere un ruolo di sostegno alle società.

Nell’area di Anagni l’obiettivo è quello di ricominciare a dialogare con il territorio su questioni quali ambiente, sanità, lavoro ed economie alternative, senza scadere nelle banali critiche a priori nei confronti di chi governa, ma analizzando obbiettivamente l’operato di tutti gli amministratori, sia locali che regionali, avanzando proposte concrete, attuabili, ove se ne riscontri la necessità. L’obiettivo è quello di iniziare a creare un circolo per ogni comune, coinvolgendo uomini e donne che hanno a cuore la propria comunità, che vogliono partecipare senza secondi fini: la politica nel centrosinistra, deve tornare al suo ruolo originario e cioè quello di stare dalla parte degli ultimi della società, i deboli, di essere a servizio della cosa pubblica. Per questo Art. 1 – Mdp, creerà momenti di partecipazione per, e con, quelle forze e quelle intelligenze che non hanno in mente una politica carrieristica, e coloro i quali mostrano di avere reali competenze in determinati ambiti e settori. Abbiamo in mente un partito in cui chi aderisce, sceglie di farlo seguendo una linea politica chiara, netta, non ambigua o ambivalente. Ad oggi il movimento accetta le adesioni di chi è fermamente convinto che a sinistra del Pd ci sia un enorme spazio politico libero, ma da riconquistare con l’impegno di uomini e donne provenienti da tutte le aree politiche e ideologiche che guardano alla salvaguardia della Costituzione, a temi come i diritti, il lavoro, il welfare, l’inclusione, l’ambiente e la sanità non tralasciando la salute dei cittadini.

Come abbiamo già chiarito: a livello nazionale, il movimento è tra i promotori della creazione di un unico partito della sinistra in Italia, con politiche decisamente alternative a quelle del Pd, che sappia raccogliere le istanze dal basso e proporre soluzioni. Entrare ora a far parte di Mdp significa sapere, fin da ora, che si parteciperà ad una fase organizzata di transizione, che vedrà tra non molto un momento democratico per l’organizzazione del movimento, ma viaggerà sempre di più verso un partito unico di sinistra.

 

*Valerio Ascenzi, Coordinamento Provniciale Art. 1 – Mdp Frosinone

 
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Di Valerio Ascenzi

Sono nato ad Anagni il 25 giugno del 1977. Dal 1998 seguo la cronaca locale e provinciale. Dal 2001 sono iscritto all'ordine dei Giornalisti, elenco pubblicisti. Ho iniziato a lavorare per Ciociaria Oggi, per poi passare a Il Messaggero (cronaca di Frosinone), il Tempo (sempre di Frosinone) e poi al Quotidiano di Frosinone, giornale che ha avuto vita brevissima, esperienza a tratti positiva, ma conclusasi male a causa del fallimento del giornale. In ambito giornalistico e comunicativo ho lavorato in alcune iniziative editoriali romane e nazionali, accostandomi anche al mondo del foto-giornalismo.Ho alle spalle un percorso di studi lungo, poiché "travagliato". Era il 1997. I primi due anni di università li ho trascorsi nella facoltà di Farmacia presso La Sapienza. Già dopo il primo anno ho avvertito l'esigenza di cambiare. L'ho fatto poi iscrivendomi a Scienze della Comunicazione, sempre alla Sapienza, facoltà in cui avevo trovato la mia dimensione. Ma dovendo lavorare contemporaneamente – supplenze nella scuola pubblica e incarichi presso il Convitto Principe di Piemonte di Anagni - ho rallentato gli studi e li ho interrotti un paio di volte. Studiando e lavorando ho preparato due concorsi di abilitazione all'insegnamento – vinti entrambi. Oggi insegno nella scuola primaria, in provincia di Roma. Dopo aver preso il ruolo nel 2007, ho deciso di concludere il percorso universitario. Ho una laurea magistrale in Teorie e tecniche della comunicazione e dell'informazione, conseguita nel 2013 con una tesi in semiotica narrativa e storytelling: un lavoro meticoloso portato avanti per circa diciotto mesi, iniziato (e lasciato aperto) per garantire a me stesso una sorta di riqualificazione in un diverso settore della scrittura (la narrativa e lo screenwriting: la sceneggiatura). Del resto il giornalismo in questa provincia non dà più da mangiare a nessuno. In questi ultimi anni ho compreso che una formazione superiore non basta. Non basta neanche una laurea. Per questo ho ripreso a studiare di nuovo, iscrivendomi ad un master e non so se mi fermerò dopo.Scrivo per passione e da più di dieci anni faccio politica per passione. Dopo aver preso la tessera dei Democratici di Sinistra, sono divenuto per un paio di anni segretario di Anagni. Un traghettatore: nel 2007 siamo entrai nella fase costituente del PD. Avendo aderito alla mozione critica promossa da Gavino Angius, all'ultimo congresso dei DS, per restare coerente con la nostra linea (quella di lavorare per un PD iscritto al PSE) sono uscito con tutto il gruppo, dopo la totale indifferenza per le nostre proposte da parte dell'allora maggioranza guidata da Fassino. Il percorso politico da allora è stato sempre più difficile. Un'area politica, socialista democratica, realmente di sinistra, in Italia non è ancora nata. Nel 2008 ho seguito Angius nella costituente del PSI. Sono stato candidato alle elezioni politiche lo stesso anno. Il PSI non raggiunse neanche l'1%. L'esperienza con i socialisti non è stata positiva, non ne conservo un buon ricordo, soprattutto per il fatto che la struttura di quel partito non aveva nulla a che fare con la nostra cultura politica, fatta di partecipazione, discussione, analisi dei problemi e condivisione delle idee. Siamo rientrati a metà del 2009, insieme a Gavino Angius nel PD. Essendo noi una voce critica, ma piccola piccola, ci siamo resi conto del fatto che nel frattempo quel partito, i DS, non c'era più ed era stato sostituito da qualcosa che ancora oggi non sembra essere un partito. Gavino Angius rientrò con la volontà di lavorare per l'adesione al PSE. Ma ben presto si è capito che il PD andava in una direzione diversa. Nonostante tutto oggi il PD è un partito del socialismo europeo. Ma solo sull'etichetta. Di fatto, le sue politiche non sono di impronta socialista.Molti problemi annunciati dall'allora mozione Angius, sono ancora nodi da sciogliere nel PD nazionale e, a caduta, in quello regionale e provinciale. I circoli cittadini poi, lasciamoli perdere.Ho raccolto l'invito di Ignazio Mazzoli e di unoetre.it per cercare di coniugare la passione per la scrittura, per il giornalismo e per la politica. Per questo cerco di scrivere e commentare, sempre cercando di essere obiettivo, e allo stesso tempo critico, trattando i fatti della politica provinciale nell'area nord della provincia di Frosinone, in particolare ad Anagni.

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