FestaSI Anagni 2 350 260 mindi Valerio Ascenzi – La due giorni anagnina di Sinistra Italiana, festa provinciale del partito guidato da Nicola Fratoianni, ha riportato il dibattito politico nella città dei Papi, dove la discussione e la capacità di affrontare dei temi sembrano essere ormai eresie.
Non è un caso che la festa di Si, abbia avuto luogo proprio ad Anagni, centro nevralgico di quel che sono gli ultimi sviluppi, purtroppo negativi, per quel che riguarda l’ambiente.

Sono stati affrontati numerosi temi a livello politico. In linea con quel che sta accadendo a livello nazionale, nelle varie comunità, i rappresentanti delle forze politiche invitati sui territori, hanno espresso un solo pensiero: unità a sinistra. Marco Maddalena, segretario provinciale di Si, ha espresso parere favorevole alla presentazione di una lista unica nazionale della sinistra, in linea con quello che è l’appello di Alleanza popolare per la democrazia e l’uguaglianza, noto a molti come appello del Brancaccio, che prevede l’inclusione anche delle realtà associative sui territori. Hanno condiviso il concetto di unità a sinistra anche gli esponenti di Possibile, Armando Mirabella, e l’inviato di Art. 1 – Mdp Angelo Di Bello.

A nostro avviso però, nonostante la strada del coinvolgimento delle forze associative sul territorio, la realizzazione di un’unica lista, a scopo elettorale non basta. Il popolo della sinistra ha bisogno, lo chiede a gran voce, non solo di una sola lista, ma di un punto di riferimento unico, politico, ad ogni livello, di sinistra, capace di dialogare con i cittadini e capace di interpretare le esigenze della società. La spinta propulsiva a questo processo c’è, e viene dai luoghi in cui la politica, nel senso più nobile del suo significato, ha cessato di esistere, di analizzare, di proporre.

Mai come oggi, l’astensionismo è tra i disillusi di sinistra: vanno recuperate quelle persone e non vanno viste come semplici voti da raccogliere, ma come forze e intelligenze da coinvolgere in un processo di cambiamento del Paese. Persone reali, con competenze accertate in vari settori. È ora di iniziare a concepire la politica inFestaSI Anagni 350 260 min maniera diversa: chi è competente su questioni scolastiche, non darà il proprio contributo in questioni, ad esempio, urbanistiche. Inoltre non basterà più dichiarare di avere determinate competenze, sarà necessario dimostrare di averne. Di uomini e donne che complicano la vita al Paese, nei vari settori, di pressapochisti e “faciloni” abbiamo riempito il parlamento, i consigli regionali e ogni luogo della politica fino alle comunità montane.
Come dicevamo non è un caso che la festa provinciale di SI, abbia avuto spazio ad Anagni, la città in cui la Regione Lazio ha autorizzato la riaccensione dell’inceneritore della Marangoni; la città in cui viene autorizzata sperimentazione produttiva di mattonelle usando come materia prima le ceneri degli inceneritori.

Maddalena è stato categorico: gli inceneritori vanno aboliti. Sperimentazione o no, quella di Saxa Gres, l’azienda che dovrebbe produrre mattonelle con le ceneri, non è tollerabile in un territorio come questo, inserito nel Sito di interesse nazionale per la bonifica ambientale. Maddalena ha attribuito pubblicamente le responsabilità, a vari livelli, al Pd: “Stanno svendendo il questo territorio”. Inoltre ha definito ambivalente l’atteggiamento della Regione Lazio, che parla di compatibilità ambientale delle attività produttive ma poi autorizza su Anagni la riaccensione di un inceneritore, che di sicuro non è stato come l’aerosol per i cittadini delle aree limitrofe.
Si è trattato sicuramente di un momento di confronto tra le forze politiche della sinistra che si apprestano a vivere una stagione importante per quel che riguarda la politica che guarda agli ultimi della società, al lavoro, ai diritti e alla salute dei cittadini.

 
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Di Valerio Ascenzi

Sono nato ad Anagni il 25 giugno del 1977. Dal 1998 seguo la cronaca locale e provinciale. Dal 2001 sono iscritto all'ordine dei Giornalisti, elenco pubblicisti. Ho iniziato a lavorare per Ciociaria Oggi, per poi passare a Il Messaggero (cronaca di Frosinone), il Tempo (sempre di Frosinone) e poi al Quotidiano di Frosinone, giornale che ha avuto vita brevissima, esperienza a tratti positiva, ma conclusasi male a causa del fallimento del giornale. In ambito giornalistico e comunicativo ho lavorato in alcune iniziative editoriali romane e nazionali, accostandomi anche al mondo del foto-giornalismo.Ho alle spalle un percorso di studi lungo, poiché "travagliato". Era il 1997. I primi due anni di università li ho trascorsi nella facoltà di Farmacia presso La Sapienza. Già dopo il primo anno ho avvertito l'esigenza di cambiare. L'ho fatto poi iscrivendomi a Scienze della Comunicazione, sempre alla Sapienza, facoltà in cui avevo trovato la mia dimensione. Ma dovendo lavorare contemporaneamente – supplenze nella scuola pubblica e incarichi presso il Convitto Principe di Piemonte di Anagni - ho rallentato gli studi e li ho interrotti un paio di volte. Studiando e lavorando ho preparato due concorsi di abilitazione all'insegnamento – vinti entrambi. Oggi insegno nella scuola primaria, in provincia di Roma. Dopo aver preso il ruolo nel 2007, ho deciso di concludere il percorso universitario. Ho una laurea magistrale in Teorie e tecniche della comunicazione e dell'informazione, conseguita nel 2013 con una tesi in semiotica narrativa e storytelling: un lavoro meticoloso portato avanti per circa diciotto mesi, iniziato (e lasciato aperto) per garantire a me stesso una sorta di riqualificazione in un diverso settore della scrittura (la narrativa e lo screenwriting: la sceneggiatura). Del resto il giornalismo in questa provincia non dà più da mangiare a nessuno. In questi ultimi anni ho compreso che una formazione superiore non basta. Non basta neanche una laurea. Per questo ho ripreso a studiare di nuovo, iscrivendomi ad un master e non so se mi fermerò dopo.Scrivo per passione e da più di dieci anni faccio politica per passione. Dopo aver preso la tessera dei Democratici di Sinistra, sono divenuto per un paio di anni segretario di Anagni. Un traghettatore: nel 2007 siamo entrai nella fase costituente del PD. Avendo aderito alla mozione critica promossa da Gavino Angius, all'ultimo congresso dei DS, per restare coerente con la nostra linea (quella di lavorare per un PD iscritto al PSE) sono uscito con tutto il gruppo, dopo la totale indifferenza per le nostre proposte da parte dell'allora maggioranza guidata da Fassino. Il percorso politico da allora è stato sempre più difficile. Un'area politica, socialista democratica, realmente di sinistra, in Italia non è ancora nata. Nel 2008 ho seguito Angius nella costituente del PSI. Sono stato candidato alle elezioni politiche lo stesso anno. Il PSI non raggiunse neanche l'1%. L'esperienza con i socialisti non è stata positiva, non ne conservo un buon ricordo, soprattutto per il fatto che la struttura di quel partito non aveva nulla a che fare con la nostra cultura politica, fatta di partecipazione, discussione, analisi dei problemi e condivisione delle idee. Siamo rientrati a metà del 2009, insieme a Gavino Angius nel PD. Essendo noi una voce critica, ma piccola piccola, ci siamo resi conto del fatto che nel frattempo quel partito, i DS, non c'era più ed era stato sostituito da qualcosa che ancora oggi non sembra essere un partito. Gavino Angius rientrò con la volontà di lavorare per l'adesione al PSE. Ma ben presto si è capito che il PD andava in una direzione diversa. Nonostante tutto oggi il PD è un partito del socialismo europeo. Ma solo sull'etichetta. Di fatto, le sue politiche non sono di impronta socialista.Molti problemi annunciati dall'allora mozione Angius, sono ancora nodi da sciogliere nel PD nazionale e, a caduta, in quello regionale e provinciale. I circoli cittadini poi, lasciamoli perdere.Ho raccolto l'invito di Ignazio Mazzoli e di unoetre.it per cercare di coniugare la passione per la scrittura, per il giornalismo e per la politica. Per questo cerco di scrivere e commentare, sempre cercando di essere obiettivo, e allo stesso tempo critico, trattando i fatti della politica provinciale nell'area nord della provincia di Frosinone, in particolare ad Anagni.

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