
Dr. Antonio Colasanti – Siamo intorno al 1910, un giovane aristocratico inglese stava per annegare nelle acque di un lago dove stava facendo il bagno. Un giovane figlio di pastori che casualmente si trovava nei paraggi si getta nelle acque e riesce a portarlo in salvo.
Malgrado le differenze di posizione sociale, tra i due giovani si stabiliscono legami di forte amicizia, anzi è la famiglia dell’aristocratico a provvedere al sostentamento economico affinche il giovane proseguisse gli studi data la sua spiccata intelligenza ed una speciale attitudine agli studi scientifici.
Ebbene il figlio del pastore era Alexander Fleming, benemerito dellumanità, scopritore della penicellina l’aristocratico era Winston Churchill, il grande statista inglese.
Ma il destino dei due uomini non finiva li. Molti anni dopo Churchill durante un viaggio in America si ammala di polmonite e fu ancora Fleming a salvarlo avendo lui stesso provvisto a portargli via aerea un farmaco sperimentale che doveva guarirlo: la penicellina.
Per quanto riguarda quest’ultima, la scoperta fu insignita con il premio Nobel nel 1945 a Fleming.
Gli stregoni del popolo Maya dell’America centrale in tempi remoti, prima di Colombo, guarivano malattie batteriche ed anche la tubercolosi con un prodotto chiamato “cuxum” ottenuto da grani di frumento che venivano lasciati fermentare fino a farli ricoprire da una muffa rossastra.
Da questa muffa miscelata con altre piante si otteneva il prodigioso rimedio.
Questo è quanto, ma lasciamo la paternità della scoperta a Fleming ed al suo amico Churchill senza il quale non avrebbe avuto la possibilita di divenire uno scienziato.