Concorso docenti 2016 360 260

Concorso docenti 2016 360 260L’articolo di Paola Bucciarelli – che segue – esprime di fatto lo stato di incertezza e di preoccupazione che deriva dalla fumosità del Decreto legislativo 59/17 che entrerà in vigore il 31 maggio 2017, relativo alla formazione iniziale e al reclutamento dei docenti della scuola secondaria. Infatti, anche se mancano ancora numerosi decreti attuativi ed esplicativi, il nuovo sistema è già delineato sia per la fase a regime che per la cosiddetta quella transitoria.
l’articolo della Bucciarelli, docente precaria, si sofferma specificamente sulla “fase transitoria” evidenziandone la indeterminatezza e perciò lo stato di incertezza in cui lascia i docenti precari nel loro arduo e lunghissimo periodo appunto di transizione fra il concorso, anche esso pieno di punti poco chiari, e l’effettiva entrata in ruolo, semmai ci potrà davvero essere. il decreto in questione mette i futuri docenti dentro un orizzonte vago, senza alcuna certezza, dispendioso di tempo, energie, denaro. e verso cosa propriamente? le speranze reali di lavoro nella scuola sono debolissime. La Bucciarelli si chiede infatti se per tutti loro, docenti precari, non si ponga la domanda, direi esistenziale oltre che lavorativa, di abbandonare la speranza di insegnare. Ma il tragico nella domanda sta nel fatto che, mentre entri nel percorso che potrebbe portarti all’insegnamento, e quindi sei quasi a tutti gli effetti entro l’orizzonte lavorativo scuola, passano gli anni, anche molti, e poi ci si ritroverebbe a porsi l’interrogativo, se abbandonare o meno la scuola, quando però si avrebbero già oltre 35 anni. E poi?

La fase transitoria

di Paola Bucciarelli – Martedì 16 maggio 2017 finalmente sono usciti i testi delle deleghe della legge 107 che entreranno in vigore il 30 maggio prossimo.
Io mi esprimo solo in merito alla delega su reclutamento e formazione iniziale ed in particolare sulla fase cosiddetta transitoria (art.17)
La lettura del testo ufficiale non cambia l’impressione che avevo avuto leggendo le bozze di lavoro.
Si profila in generale un percorso molto lungo,farraginoso ,poco chiaro,inquietante.
Il percorso di concorso + corso triennale (fit) e’ lungo perché se tutto va bene,secondo regola,ci vogliono 8/9 per accedere ad un posto di ruolo a 1300 euro al mese.
Il percorso è farraginoso e poco chiaro perché non sono ben distinti i ruoli delle università e delle scuole, perché non si capisce come si acquisiscano i 24 cfu relativi all’area psico,demo antropologica .
Il percorso è inquietante perché nel testo e’ scritto che i concorsi verranno banditi solo nel momento in cui ci sarà l’effettiva necessita’ di coprire i posti,tradotto:ciò vuol dire che si blocca l’accesso all’insegnamento per tutte quelle persone che si laureano in discipline in cui ci sono già enormi esuberi a livello nazionale.
Quest’ultimo punto riguarda da vicino coloro che rientrano nella fase transitoria perché, se e’ vero che si è raggiunto una vittoria importante,per nulla scontata fino a qualche mese fa,cioè la stabilizzazione dei docenti già abilitati, purtroppo bisogna evidenziare come per migliaia e migliaia di docenti ciò è una vittoria di Pirro.
Il sistema transitorio prevede, infatti, che tutti questi docenti siano immessi in una graduatoria regionale senza possibilità di aggiornamenti e/o di mobilità a seguito di una prova orale ,che darà un punteggio, che sommato ai titoli e servizio permetterà una graduazione per poi assegnare il ruolo.

 

Quest’’ultimo e’ il punto nevralgico perché la chiamata in ruolo ci sarà solo se ci saranno posti liberi da coprire,in caso contrario si rimane lì ad aspettare per “ x” tempo.
“X” tempo che per molte classi di concorso soprattutto della secondaria superiore potrebbe voler dire 10/15 anni.
Infatti per alcune classi di concorso ci sono già esuberi a livello nazionale inoltre,coloro che sono in questa graduatoria regionale avranno davanti coloro che sono in gae e coloro che hanno vinto il concorso 2016 che verranno assunti già a partire da quest’anno e che avranno priorità fino a che i loro elenchi non saranno esauriti.
Ora è mai possibile una attesa di questo genere per persone che in media hanno già più di 35 anni?
A mio avviso no, e perciò penso sia necessario,fondamentale, cercare di premere per una seria riforma delle cdc che guardi alle specificità dei titoli abilitativi e non ai numeri assoluti delle persone che le compongono,tanto più che la stessa delega all’art 4 ne parla,anche se in maniera contraddittoria,nello specifico :
“Articolo 4 (Classi di concorso)
Al fine di assicurare la coerenza tra gli insegnamenti impartiti, le classi disciplinari di titolarità dei docenti e le classi dei corsi di laurea, dei corsi di laurea magistrale e dei corsi di diploma di l e di II livello dell’alta formazione artistica, musicale e coreutica, nonché di consentire cosi un più adeguato utilizzo professionale del personale docente in relazione alle innovazioni sugli insegnamenti introdotte dalla legge 13 luglio 2015, n. 107, con decreto’ del Ministro dell’istruzione, dell’università e della ricerca sono riordinate e periodicamente aggiornate, in base a principi di semplificazione e flessibilità, le classi di concorso dei docenti e degli insegnanti tecnico~pratici di scuola secondaria ed eventualmente le classi dei corsi di laurea, di laurea magistrale e di diploma di I e di II livello.”
Ora visto che si parla di “assicurare la coerenza tra gli insegnamenti impartiti,le cdc e le classi dei corsi di laurea e di consentire un adeguato utilizzo professionale dei docenti”, io penso che noi dobbiamo avanzare questa richiesta con forza e fermezza in tutte le sedi,in tutte le interlocuzioni, altrimenti mi sento di dire che bisogna cercarsi un altro lavoro e ,visto che non siamo più propriamente giovani, che abbiamo speso anni di studio e soldi per cui abbandonare un lavoro non è facile, e visto che in Italia la disoccupazione e’ galoppante l’unica strada e’ quella di impegnarsi per il riconoscimento della nostra specificità .Con un gruppo di colleghi ci stiamo provando,ma c’e’ bisogno dell’impegno di tutti, per far capire che non è una rivendicazione velleitaria di pochi ma l’esigenza vitale di molti.
Infine,aggiungo che coloro che verranno inseriti in questa graduatoria regionale, a seconda del possesso dei 36 mesi di servizio , saranno obbligati a seguire un o due anni di corso (fit) e relative prove per poter accedere al ruolo alla fine del terzo anno previo superamento del cosiddetto anno di prova.

 
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Di Paola Bucciarelli

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