1maggio lavoro

1maggio lavorodi Daniela Mastracci – Oggi festeggiamo il Primo Maggio: festa dei lavoratori!!!
Una Festa! Bello! Bellissimo! Siamo felici di partecipare! Di presiedere! Di esserci tutti accanto ai lavoratori!
E poi, dopo aver scritto queste insulse frasi a effetto, mi sento ridicola e amareggiata. Cosa festeggiamo? Per che cosa dovremmo essere felici? Accanto a chi? Ecco, la faccio breve e semplice: oggi c’è da scegliere da che parte stare! Mai come oggi. Anzi sì: c’è il 25 aprile, che è ancora, e sempre sarà, il giorno in cui scegliere da che parte stare!
Non so come facciano a resistere tutti coloro che hanno perso il lavoro. Davvero non lo so. E poi, quando mi dicono che non sanno come vivere la loro giornata, se alzarsi dal letto la mattina, con quale obiettivo da raggiungere, che non sia il mero, solo, vivere sopravvivendo, io ancora di più mi chiedo come facciano. E poi però quando incontro Tiziano, Gino, e tutti gli altri che ho conosciuto in questi mesi, e vedo in loro tanto coraggio e determinazione, vedo che resistono e devono resistere doppio, perché serve la resistenza da infondere agli altri, in chi sta perdendo fiducia, speranza… io vedo dei combattenti: determinati, pacati, fermi sulle loro gambe, ma con lo sguardo triste, con la consapevolezza di una vita sospesa, di figli cui non si riesce a rispondere. Sono prigionieri del vuoto che la mancanza di lavoro lascia nelle loro ore, troppe ore, vissute così, soltanto andando avanti. Ma, nonostante il vuoto che potrebbe risucchiarli in ogni momento, loro riescono a scrivere, a organizzare assemblee, incontri, tavoli, vanno e vengono per la provincia, per la regione. Chiamano, aspettano…ecco soprattutto aspettano
Ad oggi ancora aspettano e sono più di tre anni. Ce l’avrei fatta io? Ce la farei anche solo per qualche giorno, settimana? Non lo so. Ma quello che so è che oggi loro staranno a Isola del Liri e io starò là con loro. Perché ho scelto di provarci. Ho scelto di provare a dare una mano. Con quali prospettive? Fino a qualche giorno fa non avrei saputo dirlo, ma adesso si sono concretizzate due grandi cose nuove, e allora mi pare di poter dire “eppur si muove!” Qualcosa è cambiato, e possiamo dire che è successo, non che forse succederà: abbiamo costituito un Comitato promotore per la presentazione della Legge di Iniziativa Popolare Regionale sul “Reddito Minimo Garantito fra un lavoro ed un altro”; in più ci siamo stretti intorno a questo comitato come partiti, infatti abbiamo comunicato alla stampa che Sinistra Italiana, Possibile, PRC, PCI, garantiscono pieno sostegno alla presentazione della proposta di iniziativa popolare per una legge regionale di reddito minimo garantito, sostegno necessario per la raccolta delle firme e tutte le altre iniziative che riterremo opportune.

Le sinistre si riprendono le proprie battaglie

Allora le novità sono due: comitato e 4 partiti insieme. Mica poco, credo! E’ tanto, invece: la Sinistra unita si riprende le battaglie della Sinistra, finalmente!
E allora, se aggiungiamo che il 2 maggio Vertenza Frusinate incontra i Sindacati; che il 9 ci sarà finalmente l’agognato tavolo con il sottosegretario Biondelli (etc etc), allora mi torna un po’ di spirito combattente anche a me, e mi dico che domani in fondo possiamo festeggiare: festeggiamo l’unione di persone, di energie, di volontà, donne e uomini forse pessimisti con la ragione, ma magari ottimisti nella volontà. E quando cade l’ottantesimo dalla morte di Gramsci, non mi pare poco. È vero che lui diceva che la storia insegna ma non ha scolari, ma noi adesso vogliamo fare i suoi scolari.
E vogliamo fare gli scolari di una Carta, che lui non ha potuto scrivere, ma che ha ispirato in tantissime sue parti, chissà forse tutte: parlo della Costituzione, che articolo dopo articolo ci dice quanto è fondamentale il Lavoro (art. 1), che il Lavoro è un Diritto (art. 4) e non una merce; quanto è fondamentale la sua giusta retribuzione, e quanto è necessario che lo Stato si faccia carico delle difficoltà di chi non lavora, tipo quella “disoccupazione involontaria” di cui recita l’articolo 38; o di quella cosa che si chiama dignità di cui recita l’articolo 36.
E non dimentichiamo che, se siamo andati nella direzione delle privatizzazioni e del profitto di pochi, la Costituzione ci ammonirebbe tutti, se potesse: mettiamoci davanti a lei, come ha fatto Socrate davanti alle Leggi, e ascoltiamola, misà che ci direbbe che abbiamo sbagliato un sacco di cose. Immagino che ad esempio ci potrebbe tirare le orecchie, e ricordarci l’articolo 41: “L’iniziativa economica privata è libera. Non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana. La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l’attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali”. Come anche il 43: “A fini di utilità generale la legge può riservare originariamente o trasferire, mediante espropriazione e salvo indennizzo, allo Stato, ad enti pubblici o a comunità di lavoratori o di utenti determinate imprese o categorie di imprese, che si riferiscano a servizi pubblici essenziali o a fonti di energia o a situazioni di monopolio ed abbiano carattere di preminente interesse generale.”
Si parla di socialità, di interesse universale, di beni comuni, di fini collettivi. Credo che la Costituzione ci direbbe chiaro e tondo che l’abbiamo dimenticata. Però se la rileggiamo tutti insieme, facciamo in tempo a tirare il freno e a cambiare strada, e ad andare nella direzione che Essa ci ha indicato 70 anni fa.

 
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Di Daniela Mastracci

Daniela Mastracci.Sono nata l'11 marzo del 1970 e insegno nel Liceo Scientifico del mio Comune, Ceccano. Sono Prof e Mamma di due figli che mi crescono intorno mentre scopro che mi piace scrivere.

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