17febbraio 2 350 260

17febbraio17_disoccupatidi Ignazio Mazzoli – Ai disoccupati che venerdì 17 scorso erano presenti con Vertenza Frusinate nell’aula consigliare della Provincia di Frosinone risulta sempre più senza senso quella riunione a cui hanno partecipato. “doveva essere forse una giornata di svolta, una giornata in cui ci sarebbero dovute arrivare risposte concrete a domande già fatte e rifatte nel tempo” – scrive Tiziano Ziroli – “e non abbiamo avuto risposte”.
A distanza di una settimana la delusione si trasforma in malinconici e, a tratti, rabbiosi interrogativi. Appena rasserenati, gli interssati, dall’approvazione del Milleproroghe alla Camera dei deputati che ha sancito la temporanea prosecuzione degli ammortizzatori sociali anche per chi li perderà nel 2017, rimangono in piedi altre questioni non secondarie, anzi.

Assunzioni trasparenti senza se e senza ma

La prima è innescata da un documento regionale dell’Assessorato al lavoro che riepiloga gli “Interventi per la Provincia di Frosinone”. Il Consigliere regionale Marino Fardelli ne consegnò una copia a Vertenza Frusinate che attentamente l’ha esaminata e in attesa che diventino operativi gli interventi lì indicati ha concentrato la sua attenzione in un riquadro che conclude le due pagine del documento e riassume alcuni dati relativi al Bonus occupazionale per le province di Rieti e di Frosinone. Ricordiamo per chi l’avesse dimenticato che questo bonus è finanziato con 4 milioni di euro da destinare a quegli imprenditori che abbiano fatto assunzioni a tempo indeterminato a decorrere dal 15 giugno 2016 al 15 giugno 2017. Le domande di erogazione si potevano presentare dalle ore 9 del 20 settembre 2016. Che è avvenuto?
Alla data del 17 gennaio 2017 sono pervenute solo 185 domande su 500 (400 per Frosinone e 100 per Rieti) che avrebbero potuto essere presentate. Così suddivise: 46 per Rieti e 139 per Frosinone che avrebbero prodotto 251 posti di lavoro (177 donne) di cui 65 nel reatino e 189 nel frusinate. Già la senatrice Spilabotte aveva dichiarato, il 17, che l’idea del bonus – incentivo di 8 mila euro a regime ha dato risultati mediocri. Bene è meglio di niente. Tuttavia piccoli numeri difronte al disastro regionale di oltre 350.000 disoccupati, ma in ogni caso non insignificanti: è bene ripeterlo.
Cosa muove gli interrogativi dei disoccupati: a) Dove sono verificabili queste assunzioni? b) in quali aziende si è assunto? c) con quali criteri è avvenuta l’assunzione? Può mai essere che in una situazione drammatica, tutto quello che riguarda l’occupazione nuova in una realtà piagata, non passi davanti agli occhi di tutti? Perché gli interventi non si realizzano alla luce del sole in condizioni di trasparenza assoluta? Perché non si rendono note le liste da cui si assume e con quali criteri di selezione e di valutazione? Chi è senza lavoro si sente indifeso in questo buio modo di operare e come fa a non pensare che ci siano discrezionali ed impropri “uffici di collocamento clientelare” che pateticamente si nascondono dietro all’argomento che l’imprenditore sceglie da sé. Tutti sanno che questo non è vero, o certamente non è del tutto vero.

Comuni e disoccupati insieme per i lavori di pubblica utilità

La seconda questione che tormenta i disoccupati è la mancanza di ogni misura di emergenza. Hanno detto e ripetuto che non vogliono sussistenza gratuita, ma vogliono lavorare. Hanno proposto insieme ai sindaci (in un documento firmato da 74 di loro) di voler far porte di quel piccolo esercito che può costituire mano d’opera per i lavori di pubblica utilità nei comuni risolvendo problemi che hanno tutte le 91 amministrazioni di questo territorio perché prive del personale necessario. I tal senso si espresse il Presidente Nicola Zingaretti a marzo 2016 in un incontro presso la prefettura di Frosinone. Allora che si aspetta?
Perché non mettere in condizione i comuni di impegnare i disoccupati nei servizi di cui necessitano? Vertenza Frusinate propone quattro passaggi iniziali: 1) la Provincia raccolga urgentemente tutte le esigenze dei 92 comuni; 2) quantificare rapidamente le esigenze economiche; 3) organizzare un piano di richieste per la Regione, come promesso da Zingaretti a marzo 2016 in Prefettura a Frosinone; 4) la Provincia (e chi altri se no?) coordini tutti questi compiti per dotare ogni amministrazione dei fondi necessari a far svolgere lavori di pubblica utilità impegnando i disoccupati.
Tutto ciò sarebbe un evidente atto di volontà politica ad affrontare l’emergenza in qualche misura e comincerebbe a dare un senso tangibile alla definizione di Area di Crisi Complessa.

Legiferare davvero per il Reddito di sopravvivenza

Per ultimo Vertenza Frusinate Disoccupati uniti ricorda che dal 25 settembre 2015 la richiese alla regione Lazio in un incontro svolto alla Pisana di predisporre uno strumento regionale per garantire reddito di sopravvivenza nelle more di ricerca di nuovo lavoro, non certo solo a beneficio dei disoccupati ciociari. Si disse allora che in pochi giorni sarebbe stato pronto un testo da portare subito in Consiglio Reginale. Dov’è nel 2017? Ancora lo stanno studiando? I disoccupati di Vertenza Frusinate con l’aiuto di collaboratori esperti di leggi e di proposte di legge hanno studiato; hanno pronto un testo da mettere a disposizione di chi vuole farsene promotore. Perché non provare a leggerlo? Lo presenteranno in una conferenza stampa. È troppo tempo che aspetta, non si sa bene chi, in un cassetto.

23 febbraio 2017

 
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17febbraio17_disoccupatidi Ignazio Mazzoli – Ai disoccupati che venerdì 17 scorso erano presenti con Vertenza Frusinate nell’aula consigliare della Provincia di Frosinone risulta sempre più senza senso quella riunione a cui hanno partecipato. “doveva essere forse una giornata di svolta, una giornata in cui ci sarebbero dovute arrivare risposte concrete a domande già fatte e rifatte nel tempo” – scrive Tiziano Ziroli – “e non abbiamo avuto risposte”.
A distanza di una settimana la delusione si trasforma in malinconici e, a tratti, rabbiosi interrogativi. Appena rasserenati, gli interssati, dall’approvazione del Milleproroghe alla Camera dei deputati che ha sancito la temporanea prosecuzione degli ammortizzatori sociali anche per chi li perderà nel 2017, rimangono in piedi altre questioni non secondarie, anzi.

Assunzioni trasparenti senza se e senza ma

La prima è innescata da un documento regionale dell’Assessorato al lavoro che riepiloga gli “Interventi per la Provincia di Frosinone”. Il Consigliere regionale Marino Fardelli ne consegnò una copia a Vertenza Frusinate che attentamente l’ha esaminata e in attesa che diventino operativi gli interventi lì indicati ha concentrato la sua attenzione in un riquadro che conclude le due pagine del documento e riassume alcuni dati relativi al Bonus occupazionale per le province di Rieti e di Frosinone. Ricordiamo per chi l’avesse dimenticato che questo bonus è finanziato con 4 milioni di euro da destinare a quegli imprenditori che abbiano fatto assunzioni a tempo indeterminato a decorrere dal 15 giugno 2016 al 15 giugno 2017. Le domande di erogazione si potevano presentare dalle ore 9 del 20 settembre 2016. Che è avvenuto?
Alla data del 17 gennaio 2017 sono pervenute solo 185 domande su 500 (400 per Frosinone e 100 per Rieti) che avrebbero potuto essere presentate. Così suddivise: 46 per Rieti e 139 per Frosinone che avrebbero prodotto 251 posti di lavoro (177 donne) di cui 65 nel reatino e 189 nel frusinate. Già la senatrice Spilabotte aveva dichiarato, il 17, che l’idea del bonus – incentivo di 8 mila euro a regime ha dato risultati mediocri. Bene è meglio di niente. Tuttavia piccoli numeri difronte al disastro regionale di oltre 350.000 disoccupati, ma in ogni caso non insignificanti: è bene ripeterlo.
Cosa muove gli interrogativi dei disoccupati: a) Dove sono verificabili queste assunzioni? b) in quali aziende si è assunto? c) con quali criteri è avvenuta l’assunzione? Può mai essere che in una situazione drammatica, tutto quello che riguarda l’occupazione nuova in una realtà piagata, non passi davanti agli occhi di tutti? Perché gli interventi non si realizzano alla luce del sole in condizioni di trasparenza assoluta? Perché non si rendono note le liste da cui si assume e con quali criteri di selezione e di valutazione? Chi è senza lavoro si sente indifeso in questo buio modo di operare e come fa a non pensare che ci siano discrezionali ed impropri “uffici di collocamento clientelare” che pateticamente si nascondono dietro all’argomento che l’imprenditore sceglie da sé. Tutti sanno che questo non è vero, o certamente non è del tutto vero.

Comuni e disoccupati insieme per i lavori di pubblica utilità

La seconda questione che tormenta i disoccupati è la mancanza di ogni misura di emergenza. Hanno detto e ripetuto che non vogliono sussistenza gratuita, ma vogliono lavorare. Hanno proposto insieme ai sindaci (in un documento firmato da 74 di loro) di voler far porte di quel piccolo esercito che può costituire mano d’opera per i lavori di pubblica utilità nei comuni risolvendo problemi che hanno tutte le 91 amministrazioni di questo territorio perché prive del personale necessario. I tal senso si espresse il Presidente Nicola Zingaretti a marzo 2016 in un incontro presso la prefettura di Frosinone. Allora che si aspetta?
Perché non mettere in condizione i comuni di impegnare i disoccupati nei servizi di cui necessitano? Vertenza Frusinate propone quattro passaggi iniziali: 1) la Provincia raccolga urgentemente tutte le esigenze dei 92 comuni; 2) quantificare rapidamente le esigenze economiche; 3) organizzare un piano di richieste per la Regione, come promesso da Zingaretti a marzo 2016 in Prefettura a Frosinone; 4) la Provincia (e chi altri se no?) coordini tutti questi compiti per dotare ogni amministrazione dei fondi necessari a far svolgere lavori di pubblica utilità impegnando i disoccupati.
Tutto ciò sarebbe un evidente atto di volontà politica ad affrontare l’emergenza in qualche misura e comincerebbe a dare un senso tangibile alla definizione di Area di Crisi Complessa.

Legiferare davvero per il Reddito di sopravvivenza

Per ultimo Vertenza Frusinate Disoccupati uniti ricorda che dal 25 settembre 2015 la richiese alla regione Lazio in un incontro svolto alla Pisana di predisporre uno strumento regionale per garantire reddito di sopravvivenza nelle more di ricerca di nuovo lavoro, non certo solo a beneficio dei disoccupati ciociari. Si disse allora che in pochi giorni sarebbe stato pronto un testo da portare subito in Consiglio Reginale. Dov’è nel 2017? Ancora lo stanno studiando? I disoccupati di Vertenza Frusinate con l’aiuto di collaboratori esperti di leggi e di proposte di legge hanno studiato; hanno pronto un testo da mettere a disposizione di chi vuole farsene promotore. Perché non provare a leggerlo? Lo presenteranno in una conferenza stampa. È troppo tempo che aspetta, non si sa bene chi, in un cassetto.

23 febbraio 2017

 
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