di Tiziano Ziroli – Un mio pensiero ad alta voce… Sono in salone e guardo Sanremo e vedo tanto sfarzo luci, lucine, immagino i cachet che i vari ospiti e i presentatori hanno preso per fare il programma ed all’improvviso mi vengono in mente le parole scritte qualche giorno fa da una mia amica e collega di redazione di unoetre, Fausta Dumano…
Le copio e le incollo. …
«Racconto numero tre, alla stazione di Frosinone mi sento chiamare “professorè mi riconosci ??” Faccio fatica, lui mi aiuta… “ai geometri” ah faccio io “che fai di bello?” domanda imbecille, dall’ aspetto dovevo capire che qualcosa non andava … vive alla stazione, gli sono morti entrambi i genitori, pensavo mi chiedesse una sigaretta, invece un panino. Gli ho dato 5 euro, professorè aspetta al market costa 2 euro. I suoi occhi mi hanno strappato il cuore».
“Bisogna sentire nel profondo qualsiasi ingiustizia commessa contro chiunque…”
Improvvisamente quelle luci e quelle lucine sfarzose e lussuose, i signori ben vestiti le signore ben ingioiellate che vedo alla tv mi sembrano troppo…non riesco nella mia mente a pensare che in una città italiana, in un paese civilizzato, in un paese democratico, in paese in cui abbiamo una carta costituzionale che dovrebbe tutelare i diritti di tutti, abbiamo uno sfarzo esagerato in televisione ed un cittadino “italiano” di soli 30 anni che vive seduto sulle panchine della stazione ferroviaria di Frosinone, immagino come le stia passando lui queste serate.
Forse è seduto al freddo di una panchina, forse spero che abbia trovato un posto caldo dove potersi riparare.
Però penso anche, ma noi cosa stiamo facendo per far sì che simili disuguaglianze non ci siano?
Sento in questi giorni partiti che fanno calcoli su future coalizioni, con chi devono o non devono dialogare per fare accordi elettorali, ma forse penso sempre ad alta voce, non sarà il caso di dialogare per primo con quel ragazzo che a 30 anni si ritrova a vivere alla stazione?
Forse non è il caso che il dialogo bisogna averlo prima con chi non ce la fa…e già vive da molto tempo in chi sa quali situazioni?
Forse il mio e solo un pensiero a voce alta, ma penso che tutti, compreso me, dobbiamo andare a parlare con chi è dietro a noi, con chi non ce la fa, con chi forse non ha neanche più la forza di chiedere o forse non ha neanche il coraggio di chiedere.
C’era un grande rivoluzionario che diceva “bisogna sentire nel profondo qualsiasi ingiustizia commessa contro chiunque e in qualunque parte del mondo”. Era Ernesto Che Guevara. Sono parole di estrema attualità per dichiararsi di sinistra, per dichiararsi di essere uno che si preoccupa dei più deboli deve tener presente quelle parole e farle sue tutti i giorni.
Il ragazzo della stazione, Michele il ragazzo che si e ucciso a 30 anni, e tutti i poveri hanno bisogno di qualcuno che parli con loro, che li ascolti, che si prenda carico dei loro problemi.
La povertà è come un bombardamento, solo che non distrugge le case, è un bombardamento sordo invisibile che distrugge le persone, distrugge la loro personalità, la loro dignità, come dopo un bombardamento si ricostruisce, c’è bisogno di qualcuno che si prenda la responsabilità di ricostruire l’animo di queste persone.
Sanremo va avanti, la gara canora va avanti, come va avanti la serata di chi si starà chiedendo cosa farà domani, come sfamerà la sua famiglia, come farà a pagare la scuola ai figli, come pagherà l’affitto o il mutuo della casa.
A Sanremo ci sarà un vincitore di cui si parlerà per settimane, ma nella vita reale c’è invece chi spera in futuro migliore, ma di cui nessuno parla, ma peggio ancora, nessuno parla con chi vuole un futuro migliore.
Sanremo va avanti…..