di Antonella Necci – Stavolta il signor Alessio Porcu non ha controllato bene “la buca delle email”.
Da sabato 4 febbraio giace, inevasa, una educata risposta del sindaco Fausto Bassetta all’articolo scritto, il 3 febbraio, dal giornalista Franco Ducato ed intitolato a Lenin e ad una possibile sovrapposizione o emulazione da parte del sindaco Bassetta.
Ora, la domanda nasce spontanea: “Che fare?”
E si, stavolta “Che fare?” Lo chiedo io.
“Che si vuole fare quando il sindaco Bassetta vi risponde puntualizzando le illazioni sul suo presunto leninismo, sul suo modo di fare democristiano, sulla sua appartenenza all’Arma dei Carabinieri? “
Se una figura istituzionalmente importante chiede di essere ascoltata, perché non farlo?
Qualcuno ha paura di rispondere, tanto da ignorarne il gentile richiamo al dialogo e alla obiettività? Qualcuno teme che si voglia una mediazione?
E’ un esercizio nobile in politica,se fatta per progredire, ma nessuno la pretende fra un giornale e un Sindaco, anche se quest’ultimo può ricordare un democristiano: del resto in politica tutti debbono saper trovare soluzioni intelligenti, per far sviluppare le situazioni. Ma qui non di questo si tratta: si chiede il garbo di un dialogo. Rispondere è un bel segno di civiltà, soprattutto se il nostro interlocutore è garbato e colto come in genere lo è un dottore in legge.
Ci pensi signor Porcu. Ci pensi se vale sempre la pena di stare solo dalla parte degli avversari del sindaco Bassetta. L’ obiettività dei fatti non paga così un prezzo?
A volte le buone maniere e la ricerca di franchezza nel mondo politico sono come il fresco venticello di brezza che si respira in riva al mare in una mite mattina di maggio.
E allora, signor Porcu, ci permetta, anche a suo nome, di pubblicare, qui di seguito, quanto il Sindaco Fausto Bassetta le aveva inviato e che lei, distrattamente, si è dimenticato di pubblicare.
Le due lettere rimaste senza risposta
Gentilissimo direttore,
non potendola avere qui con noi ad Anagni, rispettando il suo desiderio di non venire, e prendendo atto dei suoi “ordini” impartiti al suo attento e acuto collaboratore di non incontrarci e non svelarsi, le scrivo nuovamente sperando di non essere tedioso. Nessuna replica, per carità; apprezzo molto il suo lavoro e quello dei suoi collaboratori, perché cerca di tenere vivo e possibilmente “alto” un dibattito politico non sempre edificante. La prego solo, nel riferirsi al sindaco di Anagni, di lasciare da parte l’Arma dei carabinieri e, soprattutto, il suo personale. Non tanto per rispetto del sottoscritto, ma quanto per la dignità e la considerazione che meritano decine di migliaia di donne e uomini che ogni giorno svolgono un servizio, delicato e impegnativo, a favore di tutti noi, mettendo anche a rischio la propria incolumità personale. Non banalizziamo le procedure e le regole di una grande Istituzione, azzardando analogie senza senso. Franco Ducato ha affermato con il giusto orgoglio che “continueremo a scrivere di Anagni con la consapevolezza che dire le cose come stanno possa aiutare anche Lei a portare avanti la sua azione amministrativa”.
Carissimo Franco, mi permetta un umile suggerimento per il suo di lavoro; oltre ai rumors, alle chat e alle rivelazioni pre e post riunioni politiche di maggioranza di tanti consiglieri, di cui lei sa registrare le insoddisfazioni, se non proprio le delusioni e le insofferenze, inviti tutti i consiglieri (ma proprio tutti, anche coloro che non si vogliono confessare dai missionari) a esprimere pubblicamente il proprio punto di vista sull’amministrazione, che comunque sostengono, e sull’azione politica di questa maggioranza. Forse riusciremo non tanto ad aiutare me e la mia azione amministrativa (e la ringrazio sinceramente per le sue intenzioni), ma soprattutto riusciremo ad aiutare gli Anagnini a capire e a valutare l’azione politico-amministrativa dei loro rappresentanti, proprio di coloro che hanno voluto portare in consiglio comunale e che devono rendere conto al proprio elettorato. E’ il tempo di abbandonare bisbigli, sussurri e sospiri e parlare chiaro, altrimenti tutti questi rumors o sono una sua invenzione o sono inutili provocazioni (e le assicuro che lo dico senza alcun nervosismo). Con molta cordialità.
Le due lettera firmate dal Sindaco di Anagni Fausto Bassetta sono state fornite alla nostra redattrice Antonella Necci dal loro autore (ndr)
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