da Officine utopia sinistra italiana in progress – Abbiamo iniziato il percorso di Sinistra Italiana, considerandolo la prova generale di un percorso che avrebbe dovuto aprirsi, includere, indagare curioso il mondo che ci circonda, generare passione, incrociare esperienze, reti, associazioni, senza chiudersi mai.
Oggi prendiamo atto dell’involuzione – repentina, dolorosa e per molti versi inspiegabile – di questo tentativo che ha rapidamente bruciato se stesso, nei mille e uno errori commessi, nel vuoto assoluto degli spazi di discussione, confronto ed elaborazione, nella predeterminazione degli assetti interni.
Non volevamo essere un partitino, lo siamo diventati. Non vogliamo ripetere esperienze già viste ma ci stiamo arrivando, consumando – giorno dopo giorno – le speranze che eravamo riusciti ad alimentare, da Human Factor al Teatro Quirino, da CiSiamo a Cosmopolitica.
La nuova fase apertasi dopo il voto del 4 dicembre, la caduta di Renzi, l’apertura del confronto sulla legge elettorale, il ragionamento di Giuliano Pisapia sul cosiddetto Campo progressista…nel momento in cui Massimo D’Alema apre un enorme faglia nel Pd un passaggio fondamentale in una fase cosi delicata, ci consegna il dovere di una generosità, in sostegno di una generazione nascente che ha meno responsabilità alle spalle, investendo in maniera coerente sul rinnovamento, che oltre che essere cosa fisiologica è cosa giusta, utile e necessaria per riconquistare credibilità.
La proposizione di un ragionamento su lotta alle disuguaglianze, agenda sociale e su un nuovo centrosinistra che recuperi la sua vocazione di e per una società più giusta.
La Sinistra è una grande vocazione popolare con una capacità di penetrazione nel senso comune, che per farlo vivere e crescere quel punto di vista occorre impegno sacrificio e determinazione, altrimenti resta solo: sterile, igienico ed isolato. Il quarto polo cosi definito nella sua acclamazione ha il suo fine in un misero 2% un partitino che non rimane altro che una astrazione politicista ritagliata sul presente e totalmente inefficace nella sua proposta. Esistono sempre e solo tre poli, che si manifestano e si articolano diversamente a seconda delle fasi e delle condizioni: la destra, la sinistra, il centro. A questo punto qualche problema dovremmo porcelo anche noi, circa il rischio che corre la Democrazia e la necessità di perseguire una strada che non ci isoli, che non guardi solamente all’elezione di un manipolo di parlamentari radicalizzati in un utopia e alienata dicotomica sinistra.
Dobbiamo sforzarci allora nel creare una formazione politica capace di osare, di alimentarsi (?) in un pensiero nuovo, di riappropriarsi di relazioni dense e solidali, di costruire comunità. Lo sogniamo perché vediamo nella società una grande potenzialità inespressa, una grande ricchezza dispersa, di giovani, reti sociali, amministratori comunali, esperienze territoriali, associazioni di frontiera. Chi oggi si sente nel vuoto della sinistra chiede protagonismo, ascolto e vuole contare nelle decisioni, non affidarsi a gruppi dirigenti autoproclamati.
La maniera che si è scelta per dar vita a Sinistra Italiana è invece quella di un congresso tradizionale, burocratico, povero di idee, con un esito già scritto e indiscutibile, pena accuse di tradimento. Ecco perché insieme a tanti altri tesserati sparsi in tutta Italia,come ad un ampia parte del gruppo parlamentare alla Camera, amministratori comunali e tanti dirigenti che in questi anni hanno lavorato duramente a mantenere in piedi una prospettiva per la Sinistra in Italia, abbiamo deciso di non partecipare al Congresso.
Abbiamo profondo rispetto e stima per tutti i compagni, con alcuni di essi una amicizia che dura da tanti anni e momenti entusiasmanti vissuti fianco a fianco. Ma non riusciamo a non dire ciò che pensiamo, sentiamo e vediamo come in quella che è stata l’assemblea da Officine Utopia. E vorremo dire che siamo ancora in tempo per fermarci e rilanciare tutti insieme una costruzione più ampia e attrattiva.
Non è diserzione né l’ennesima scissione, vogliamo essere chiari, ma un impegno più profondo ed ancora maggiore semmai. Perché Sinistra innanzitutto è altruismo, autonomia di pensiero, autodeterminazione e rispetto dei Compagni. E qui ci sentiamo di appartenere in questo viaggio, un campo disseminato di errori e confusione ma anche di una enorme passione per il futuro e per le umane genti.
A firma delle rappresentanze territoriali di:
Frosinone – Ferentino – Patrica – Supino – Serrone – Ceccano – Ceprano – Monte San Giovanni Campano – Arpino – Isola del Liri – Sora – San Donato – Gallinaro – Atina – Colfelice – Roccasecca – Castro dei Volsci – Boville – Cassino – San Vittore – Coreno Ausonio
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