Anagni Piazza Cavour 350

Anagni Piazza Cavour 350di Antonella Necci – Che pozzo di scienza questo Franco Ducato. Da quando leggo i suoi articoli ho saputo cose che io, come umana, non avrei mai immaginato.
E tutte su Anagni, la sua giunta, la sua maggioranza, la sua esigua minoranza, di cui ignoravo i nomi, a parte quello di Daniele Natalia, e che ora si arricchisce di un nuovo elemento come Simone Ambrosetti.
Come faccia il giornalista Ducato ad intrufolarsi nei gruppi della maggioranza, a parlare con un elemento femminile della giunta, visto che c’era poteva anche dire il suo nome, a sapere che la maggioranza si WhatsAppa convulsamente quando il sindaco Bassetta non risponde ai messaggi, è uno dei misteri anagnini. Secondo solo ai segreti di Fatima.

A parte la naturale propensione a mettere zizzania, non avendo altri sistemi per divertirsi, non si capisce perché un giornalista scriva di così tanti gossip su un blog che si definisce seriamente coinvolto negli affari politici della provincia di Frosinone. Tanto da far capo, anche, all’unica emittente locale della provincia.

Alla faccia. Questa politica fatta di un convulso messaggiare sembra più uno scambio di pensieri tra diciottenni alle prime uscite con il grande amore.

Da quello che dice il giornalista Franco Ducato, nell’articolo pubblicato ieri, sabato 21 gennaio attorno alle ore 13.30 e dal titolo “Gli equivoci sul silenzio del sindaco per lo smog”, tutti noi abbiamo capito che, sia i rappresentanti della giunta,sia quelli della maggioranza, senza un messaggio del sindaco Bassetta sono persi, come tanti burattini senza chi tira i loro fili.
Pertanto, se così fosse, al sindaco di Anagni Fausto Bassetta, non solo si dovrebbero riconoscere doti taumaturgiche notevoli, tali da sovrastare i capogruppo delle singole correnti che hanno i propri rappresentanti nella maggioranza e in giunta, ma si dovrebbe riconoscere un carisma che lo farebbe circondare da masse adoranti.
Ma così non è. Perchè pochi passi più avanti, il suindicato giornalista ci tiene a precisare che il sindaco Bassetta è ” sempre più solo.” E giù con la tiritera del galantuomo prestato alla politica. Del colonnello che ragiona da colonnello. E via con tutti i luoghi comuni sul sindaco Bassetta, reo, secondo me, di non mandare certe persone, in modo diretto,” a fare quello che devono fare, giù verso il loro paese”.

 Papa Francesco può twittare, la Giunta di Anagni non può?

Ma non solo. E lo ribadisco. Il giornalista Ducato Franco scrive in altri luoghi che il compito del giornalista è di accompagnare al risveglio alla verità tutti i lettori.
Ora io vorrei capire: sapere che la maggioranza si messaggia o si consulta inter nos, è di importanza rilevante al fine di una comprensione della politica anagnina?. Se la risposta è SÌ, allora non credo di essere sulla medesima lunghezza d’onda.
Quello che fanno tutti i politici in ogni angolo del mondo, non si può fare ad Anagni? E chi lo avrebbe deciso? Se Papa Francesco tweetta, ad Anagni è proibito? Esiste una legge che lo vieta?

Ma soprattutto a che scopo?
Se è per mettere scompiglio nella maggioranza e la maggioranza si fa suggestionare, allora, implicitamente, il giornalista Franco Ducato, sta dicendo agli anagnini che sono tutti stupidi, senza speranza. E dunque non sta educando a capire. Sta solo cercando di imporre le sue teorie coercitive.

In questo ultimo articolo, però, il giornalista in questione ha voluto strafare.

Ha aggiunto particolari facendo credere una sua amicizia con un elemento femminile della giunta e poi, invece di andare avanti, parlando della conferenza del 19 gennaio, e dell’incontro Bassetta- commercianti, lo scrivente ha avuto un guizzo ed è passato a parlare di Simone Ambrosetti (?). perdendo di vista il punto focale del suo articolo, che avrebbe dovuto riguardare i provvedimenti a favore del centro storico, l’abolizione delle targhe alterne, le iniziative per animare il centro storico, e via dicendo.

Poichè dell’addio di Simone Ambrosetti alla maggioranza e della conferenza di addio, Franco Ducato ne aveva già parlato ampiamente in altri due articoli, non si capisce, perchè di punto in bianco, egli si sia convinto ad aggiungerne un altro, scritto da Paolo Carnevale sul Messaggero e trattante il medesimo argomento.
L’incongruenza sta nel fatto che se io, ora, impazzisco e decido di aggiungere, qui di seguito, un articolo di giardinaggio, voi potreste tranquillamente replicare ” Che ci azzecca?”

E l’articolo di Paolo Carnevale, non è che contenesse chissà che dichiarazioni, chissà che novità tali da sconvolgere l’opinione pubblica. Dunque mi chiedo quale ne sia stato lo scopo recondito nell’aver deciso di applicare questo “posticcio” a qualcosa che trattava di tutt’altro.

I misteri anagnini, secondo me, non sono misteri della fede, ma tortuose strade mentali.

22/01/2017

 
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Di Antonella Necci

Sono Antonella Necci nata a Roma vivo a Roma e insegno lingua e civiltà inglese in un liceo ad indirizzi classico e linguistico. Sono appassionata di storia e filosofia ma voglio provare ad iscrivermi nuovamente all'università. Ho intenzione di ricominciare a studiare per diventare medico, se mi riesce. È sempre stato il mio sogno ma per pigrizia non mi sono voluta misurare con il lavoro da affrontare con la facoltà di medicina.Cos'altro aggiungere? Non mi piace parlare di me!Ah una cosa però la voglio dire: il mio regista preferito è Ken Loach e spero tanto che vinca la Palma d'oro a Cannes visto che presenta un film di connotazione prometeutica!

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