darlin lymombv 350di Antonella Necci – Questa volta la cartina parla chiaro: che lo si voglia o no, l’Italia è un paese limpido e i cui stereotipi sono saldamente consolidati. È chiaro, dalla lingua usata, che la cartina proviene da paesi anglofoni, i quali da sempre amano soggiornare in Italia nonostante le sarcastiche critiche a cui la sottopongono una volta ritornati nella madre patria.

Noi italiani, del resto, conosciamo i nostri difetti secolari. Non abbiamo bisogno di chi ce li ricordi. Così sappiamo bene che esistono diverse forme di mafia, sappiamo che alcune regioni hanno meno visibilità di altre, che quelli del Nord-Est non si considerano italiani, perché Salvini ce lo ricorda ogni giorno. Lui, più nero di un arabo e con un look prettamente siciliano.
Ecco. Infatti sappiamo bene che la coerenza non è il nostro mestiere.
Ma siamo semplici. Chiunque ci capisce al volo. Netti e decisi nel nostro immobilismo. Pigri e indolenti sia al Nord che al Sud e ancora di più al Centro.

Sappiamo bene che da secoli e secoli nulla è cambiato in noi. Ecco perché siamo così facilmente individuabili. Immaginate se l’Italia fosse un paese in continua evoluzione.
A parte lo stupore che genererebbe nei paesi europei limitrofi, gli stessi italiani avrebbero profonde crisi di identità.
Io stessa avrei profondi problemi nel vedere certi fannulloni iniziare a lavorare alacremente.
Senza considerare che se dall’oggi al domani la mafia non fosse più parte della nostra società, quante famiglie sarebbero ridotte sul lastrico? Quanti dovrebbero vendere quel Maserati nuovo nuovo? Quanti, in una valle di lacrime, dovrebbero andare ad elemosinare ai semafori perché non possono più dare fuoco a locali che non hanno regolarmente pagato la sovratassa prevista dalla mafia?

Ho i brividi solo a pensarci.
Non sarebbe più Italia.
Ma tranquilli, dormite per altri cent’anni. Niente di tutto questo accadrà.
Cerchiamo di non sconvolgere nessuno. Nemmeno noi stessi. Restiamo fermi e saldi come ” canne al vento”. E intanto becchiamoci le sagge critiche, senza alcuna offesa di fronte alla lampante verità.

 
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Di Antonella Necci

Sono Antonella Necci nata a Roma vivo a Roma e insegno lingua e civiltà inglese in un liceo ad indirizzi classico e linguistico. Sono appassionata di storia e filosofia ma voglio provare ad iscrivermi nuovamente all'università. Ho intenzione di ricominciare a studiare per diventare medico, se mi riesce. È sempre stato il mio sogno ma per pigrizia non mi sono voluta misurare con il lavoro da affrontare con la facoltà di medicina.Cos'altro aggiungere? Non mi piace parlare di me!Ah una cosa però la voglio dire: il mio regista preferito è Ken Loach e spero tanto che vinca la Palma d'oro a Cannes visto che presenta un film di connotazione prometeutica!

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