di Antonella Necci – È inutile. Non si può fare a meno di parlarne. Tutti lo fanno, e in modo contrastante. Dunque, anche se l’idea di distaccarsi dai misteri anagnini, per esporre altri avvenimenti, è ancora forte, come si fa a non dibatterne?
Le notizie di questi ultimi due giorni, una riguardante la nuova udienza per il processo di peculato ai danni di Franco Fiorito, in data 17 gennaio 2017, dove si sta palesando l’innocenza di Fiorito, si va divinamente ad amalgamare con l’ abbandono della maggioranza del consiglio comunale anagnino da parte di Simone Ambrosetti, avvenuta in data 18 gennaio 2017, ma che sarà resa ufficiale solo questa sera, mentre insieme alla compagine della Rete dei cittadini andrà a festeggiare la ritrovata libertà di poter fare parte della minoranza. Che poi quella minoranza ha il suo stesso colore ideologico. E Ambrosetti si è sempre sentito un incompreso in questi due anni e mezzo sia nelle file della maggioranza che nelle mancate considerazioni da parte del sindaco Bassetta.
Rettificando quanto scritto dai giornali che Simone Ambrosetti fosse mai stato candidato a sindaco nelle comunali del 2014, vorrei ricordare che, invece, aveva cercato, lui e tutta la Rete, prima di inserirsi nella coalizione di Roberto Cicconi per poi spostarsi dalla parte di Fausto Bassetta, perché ad occhio e croce aveva qualche carta in più per vincere.
Dunque viene logico, e anche matematico pensare che l’abbandono della maggioranza sia un chiaro messaggio a chi sta per ritornare sulla scena politica. Quel Franco Fiorito che tanto bene aveva fatto al fondatore della Rete dei cittadini, quell’Enzo Colantoni che con Bassetta non è riuscito a cavare fuori nemmeno uno straccio di assessorato. Nemmeno l’assessorato più scadente. Niente.
Il rientro in pompa magna di tanti personaggi che hanno creato danni alla comunità è atteso da molti nella Città dei Papi. Del resto, come dare loro torto?
L’epoca di barbarie in cui viviamo fa vedere le persone oneste come degli emeriti farabutti, rei di scrivere “qualcun altro” con l’apostrofo, oltre che rei di non adeguarsi a determinate richieste sia da parte della servile compagine giornalistica che della cosiddetta classe politica frusinate.
Così mentre alcuni giornalisti, chiamati autorevoli, fingono di bacchettare Anagni e tutti gli anagnini per non aver staccato il cordone ombelicale da Franco Fiorito, colgono l’occasione, nel medesimo articolo, ma anche in altri, per “infastidire” con rimproveri e consigli politici il primo cittadino del medesimo paesino, dimenticando di aver detto in altri punti e in altri articoli che la stampa deve riportare i fatti, puri e semplici, senza esprimere giudizi personali.
Ma si sa, il passaggio del cervello dall’età adolescenziale a quella adulta è un mistero sul quale molti scienziati dibattono. Quando il cervello perde materia grigia a favore di quella bianca? Attorno ai 20 anni? Attorno ai 30?
In alcuni individui questo passaggio purtroppo è molto ritardato. Essi mantengono ancora intatti i comportamenti dell’età scolare.
Poco importa se la loro vita sociale li porta a dirigere qualche piccola emittente provinciale, qualche giornaletto di gossip politico, insomma li porta erroneamente a credersi importanti.
Nel loro intimo, nascosti nella loro stanzetta, continueranno a giocare con la stessa macchinina che avevano da bambini, pensando che Sigmund Freud aveva ragione, quando diceva che la ricerca della potenza e dell’affermazione sociale sono di origine fallica. Basta solo pensare a Napoleone Buonaparte.
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