MafaldaCangelmi AntonioAmbrosellidi Sandro Ambroselli – Il Maresciallo Maggiore Aiutante Antonio Ambroselli (a quei tempi non era contemplato il grado di Luogotenente), era nato il 12 marzo 1915 a Santi Cosma e Damiano in provincia di Latina. Dopo essere rientrato dall’Albania nel 1942 fu destinato al Comando Scalo Ferroviario di Roma Tiburtina, dove entrò a far parte della “Banda Fiamme Gialle”, nucleo partigiano aderente al Fronte Militare Clandestino di Resistenza, comandato da Giuseppe Cordero Lanza di Montezemolo, poi trucidato alle Fosse Ardeatine. Roma e la Stazione Tiburtina divennero un luogo dove sfollati della Provincia di Latina e Frosinone furono utilizzati nelle fabbriche tedesche e dove gli ebrei romani, ammassati come bestie, partivano per Auschwitz per non fare più ritorno.

E proprio qui iniziò la pericolosa azione umanitaria di Ambroselli che aiutato dal Tenente della Guardia di Finanza Alayddin Bajram Korça, di origine albanese e Michele Bolgia (ferroviere guardasala che forniva loro gli elenchi delle partenze dei treni, anch’esso poi ucciso alle Fosse Ardeatine ), fece scappare oltre un migliaio di giovani rastrellati a Roma, anche ebrei catturati e diretti nei campi di concentramento. Antonio Ambroselli venne poi a sapere che nell’ex Fabbrica Ernesto Breda Armi VII Roma, oggi nel quartiere Torre Gaia, era stato allestito un occulto vero e proprio Campo d’Internamento nazista.

Nel periodo di Città Aperta di Roma, tra l’autunno del 1943 e la primavera del 1944, aiutato dalla giovane moglie ventenne Mafalda Cangelmi, si resero protagonisti di una serie di azioni eroiche, salvando tantissime vite umane, trasformando quei prigionieri in dipendenti della Croce Rossa, altri vennero fatti fuggire dalla Breda e ospitati da parenti, amici o addirittura nella casa di Ambroselli. Nella primavera del 1944 fu anche arrestato dai Tedeschi al Campo d’Internamento Breda, ma nonostante fu torturato e minacciato di fucilazione, non denunciò nessuno e fu liberato. La memoria di Antonio Ambroselli, che ha ricevuto numerosi riconoscimenti, fra i quali la Medaglia d’Oro della Fondazione Carnegie per gli Atti d’Eroismo, la Medaglia di Bronzo al Merito Civile conferita dal Presidente della Repubblica Italiana , l’intitolazione di una Caserma a Gaeta , ecc, prosegue attraverso suo figlio Sandro che ha fondato un’associazione no profit dedicata al padre e ha condotto numerose ricerche storiografiche (durate 10 anni), questo perchè un popolo senza memoria non ha futuro.

Di Ambroselli

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