muratore2017 01 06 ingrandito

muratore2017 01 06 ingranditodi Antonella Necci – La politica parla di disoccupazione a fasi alterne. Il motivo è semplice e tutti lo sanno: servono consensi per continuare a fare teoria politica e il consenso più grande lo da sempre e solo il popolo.

Ma il consenso si può gestire. Si possono creare correnti di pensiero che “istighino” reazioni più o meno prevedibili. Tali “pensieri” uniti ai soldi degli industriali o imprenditori più influenti creano una corrente di pensiero capace di abbracciare le esigenze di molti. Vediamo tutto questo movimento di idee come se i demagoghi della politica investissero in Borsa. Se l’investimento va bene, ritornano in cassa proficui interessi. Se va male, in Borsa si perde e si perde di tasca propria, in Politica non si perde niente, perché “sono solo parole”.

Così, parlare di disoccupati, che comunque usufruiscono di un sussidio di disoccupazione perché posti in cassa integrazione dalle grandi aziende della Provincia, non equivale a parlare di disoccupati che, per dati anagrafici, quelle grandi aziende le hanno viste da adolescenti o in età matura, e ne hanno vissuto il preannunciato declino, ma che non hanno mai avuto il piacere di visitare come lavoratori, perché o troppo anziani per farne parte o troppo giovani per essere assunti a causa della crisi. Una crisi annunciata da ormai più di 20 anni. Prevedibile in ogni aspetto.

Questi disoccupati sono come “gli appestati” in epoca medioevale. Tutti li sfuggono. Sono dei “poveracci”, “falliti”, “buoni a nulla” che non servono alla politica perché onesti. Questi falliti della società non usano internet e non stanno su Facebook. Non fanno i consiglieri comunali o i sindaci di minuscoli ma agiati paesini di provincia dove le partecipazioni politiche e qualche buon appoggio imprenditoriale aiutano economicamente.

Demetrio chi?

Di questa gente non si sa niente perché il politico si finge amico di chi può avere un certo potere, ma all’atto pratico assume toni di superiorità davanti alle miserie umane.

Quindi narrare la storia di Demetrio, operaio frontaliero, lavoro saltuario e mal retribuito, datore di lavoro che assume o licenzia a suo piacimento e senza preavviso, a me sembra un atto dovuto, ma per il mondo politico o della stampa ad esso aggrovigliata, equivale a parlare della formica che tutti schiacciano se malauguratamente si trova a passare dove non deve.

Se di Demetrio vogliamo aggiungere che è pure un “ragazzo padre”, abbandonato dalla moglie, e con tre figli da mantenere, allora tutti i sapienti piantarelli che certi personaggi fanno a favore dei disoccupati e con il solo scopo di diventare assessori provinciali o regionali, si schiarisce come la fredda mattinata di questo 6 Gennaio di Epifania. (Demetrio, incontrato al supermercato, è un operaio di circa 40 anni che vive insieme ai suoi tre figli – due maschi e una femmina – in età scolare. Vivono in provincia di Frosinone, nel territorio tra Anagni e Frosinone. Area nord. È rimasto disoccupato alla fine del 2016 senza saperlo perché il datore di lavoro non glielo ha comunicato. Così l’altro giorno nel recarsi al lavoro si è sentito dire che era stato licenziato. ndr)

Di Demetrio tutti se ne infischiano, oggi più che mai, ma non è detta l’ultima. Se davvero la Befana porta carbone, allora auguriamoci che i progetti politici di chi manovra la disoccupazione non vadano in porto.
I buoni non vincono mai sui cattivi, ma qualche volta anche i cattivi piangono!

 
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Di Antonella Necci

Sono Antonella Necci nata a Roma vivo a Roma e insegno lingua e civiltà inglese in un liceo ad indirizzi classico e linguistico. Sono appassionata di storia e filosofia ma voglio provare ad iscrivermi nuovamente all'università. Ho intenzione di ricominciare a studiare per diventare medico, se mi riesce. È sempre stato il mio sogno ma per pigrizia non mi sono voluta misurare con il lavoro da affrontare con la facoltà di medicina.Cos'altro aggiungere? Non mi piace parlare di me!Ah una cosa però la voglio dire: il mio regista preferito è Ken Loach e spero tanto che vinca la Palma d'oro a Cannes visto che presenta un film di connotazione prometeutica!

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