Di Antonella Necci – Le elezioni per il Consiglio della Provincia di Frosinone avranno luogo domenica 8 Gennaio.
A queste elezioni i Grandi Comuni faranno la parte dell’asso pigliatutto. Non potrebbe essere altrimenti. Sono i Grandi Comuni quelli che hanno il peso specifico più elevato, poiché con maggior numero di abitanti.
Così per rispondere ad uno dei tanti articoli che circolano in questi giorni, l’area Nord della provincia di Frosinone la fa da padrona. I comuni più grandi, a parte Cassino, si trovano tutti a Nord di Frosinone, e la stessa Frosinone, ogni tanto, arranca a mantenere la supremazia su di essi, e la ottiene solo perché capoluogo di provincia.
Con tale premessa, risulta facile capire l’ambizione di alcuni consiglieri comunali che si sentono più sicuri di altri di ottenere un posto in prima fila come consigliere provinciale.
Di fatto, a meno che i consiglieri comunali di un Grande comune non impazziscano nottetempo, è ovvio che sosterranno il proprio “cavallo di razza”, piuttosto che un “ronzino” qualsiasi, proveniente, magari, da un piccolo comune.
La superbia mista all’orgoglio di appartenere ad un comune “che conta” esce fuori come una lancia o un giavellotto prima del portentoso lancio.
Senza gioco di squadra non c’è “cavallo di razza” che tenga
Perché mi vengano in mente immagini sportive non mi è dato capirlo. Forse lo potranno capire di più quei giornalisti che, raccogliendo gli sfoghi verbali di questo o di quel consigliere comunale, decidono pure di scriverci articoli.
Mi viene dunque naturale rispondere a simili articoli registrando le “confessioni verbali” che il mio personale “informatore segreto” mi ha appena rivelato, sia pure in modo titubante (evidentemente perché il mio è un informatore timido. Non uno di quelli che sa “piangere” con arte).
Dunque dal timido informatore ho saputo che tutta la “confusione” che tale Maurizio Bondatti, consigliere di Anagni per la maggioranza, nonché facente parte dell’area del PD a cui appartiene l’alto papavero di cui ho già parlato in un precedente articolo, sia dovuta esclusivamente a mettere “zizzania” all’interno della maggioranza anagnina.
Le minacce, poi, riguardanti una mancata elezione, sempre del suddetto Bondatti, e riferentesi a possibili problemi che potrebbero sorgere nell’amministrazione anagnina, non sono altro che un sottile mezzo che “l’alto papavero” ha per vendicarsi di quello che prima gli stava simpatico e che ora gli sta antipatico. Tale Fausto Bassetta, di professione Sindaco di Anagni.
Scusate se vi racconto vicende politiche così importanti come se narrassi una favola a dei bambini prima di andare a nanna. Ci manca solo che “l’informatore” mi dica che Bondatti fa i capricci pure lui per fare dispetto al sindaco e all’amministrazione, e dalla mia fantasia uscirebbe fuori non un articolo semi serio, come quello che sto cercando di scrivere, ma la favola del perfido pony-Bondatti: colui che credeva di essere un cavallo di razza.
Del resto, tanto per tornare seri, non credo che Bondatti possa arroccarsi alcun diritto su una elezione certa. Già a suo tempo, nel 2014, non fu eletto. Risultò, anzi, il primo dei non eletti. E solo a giugno di quest’anno (2016 ndr), quando il consigliere Velardocchia, consigliere dell’amministrazione Petrarcone di Cassino, non è stato rieletto alle comunali, ed è decaduto anche dal suo ruolo di consigliere provinciale, che Maurizio Bondatti ne ha preso il posto.
Sei mesi mi sembrano pochi per rivendicare diritti in quanto “consigliere uscente”.
E’ vero che Anagni ha tutto da guadagnare nel collocare un consigliere dell’area PD nel consiglio provinciale, a sostegno di Antonio Pompeo e contro una crescente forza proveniente dal centrodestra in appoggio all’area di Mario Abbruzzese, ma se mi posso permettere, simili “sfoghi minacciosi” non fanno altro che sminuire le possibili capacità di Bondatti come consigliere.
Insomma, un po’ di superiorità. Che sarebbe questo ultimatum “sparato” con superbia: o io o Cicconi Alfredo? Il mio informatore mi ha detto che militate entrambi nella maggioranza. Quindi? E poi, se il detto “Tra i due litiganti, il terzo gode” fosse vero, non lo sapete che il “terzo” è proprio uno dell’area del centrodestra, tale Natalia Daniele, già famoso all’epoca di Fiorito Franco?
Possibile che si debba assistere a parole e fatti non degni di persone di una certa età? Possibile che gli amici del Bar all’angolo non vi possano suggerire atteggiamenti più consoni all’incarico che ricoprite?
E allora, mancano solo pochi giorni alle elezioni: smettetela di bisticciare. E soprattutto smettetela di lagnarvi “segretamente“ ma sapientemente.
4 gennaio 2017
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