oratorio 350di Antonella Necci – Farsi venire un’idea originale per festeggiare il Capodanno. Se le idee mancano, si può sempre seguire il consiglio che i ragazzi dell’ Oratorio di Tufano hanno messo in scena ieri sera, ad Anagni , nella Sala della Ragione. Una rimpatriata di pochi giorni, proprio a ridosso della notte di San Silvestro e del Primo dell’anno.

Dopo gli inevitabili convenevoli e gli obbligatori amarcord che sono sempre alla base di queste impietose riunioni, tra cambiamenti esteriori ed interiori, si fa largo una storia d’amore rimasta in stand by dai tempi del liceo.
Riusciranno, Dario e Monica, entro la fine dello spettacolo, a dichiararsi il reciproco amore? E la coppia trash di ex-compagni di scuola, ora convolati a nozze, riuscirà a superare il capodanno attraversando le gelosie e le possibili voglie nei confronti di quella ex compagna, un tempo chiamata” la balena” e oggi assurta a livelli fisici da Top Model?

Tra balletti amarcord da parte dei ragazzi, che si “rimettono in gioco” ora come un tempo, le classiche manie della componente femminile, le ovvie imitazioni dei professori e gli stereotipi tipici di questo genere di riunioni, i Ragazzi dell’Oratorio di Tufano riescono, anche quest’anno a far passare, al pubblico in sala, un paio di ore di sana e “ruspante” allegria.
Una voce fuori dal coro dei ” composti” festeggiamenti natalizi della città di Anagni, i ragazzi dell’ Oratorio, che poco si preoccupano se in sala siano o no presenti i membri dell’ amministrazione comunale, (perché se ci sono, bene, ma se non ci sono noi andiamo avanti lo stesso), rimangono sempre simpatici, anche nella loro scomposta confusione, negli imperfetti cambiamenti di scena, nei tempi della regia non sempre sincronizzati.

Sono simpatici perché trasmettono sempre e comunque , quella sana voglia di divertirsi per poter divertire e quel desiderio di vita che li caratterizza insieme alla loro grande semplicità nel salire sul palco e recitare loro stessi, con i loro difetti e pregi.

È un peccato che siano snobbati. Ma spero di non essere l’unica che oggi scriverà su di loro, perché davvero meritano.
Per inciso la storia d’amore si risolverà in extremis. Non prima di essere passata attraverso un po’ di commedia degli errori, che non guasta mai.
Per concludere, come ha ben detto Federico, uno degli ex compagni di scuola, che ha vissuto la rimpatriata sul filo del rasoio, nel caso si optasse per questo genere di riunione nell’ultimo dell’anno, pensateci bene, perché ci sarà sempre qualcuno che, prima di andare via vi dira:” l’anno prossimo, semmai ti venisse in mente di chiamarci di nuovo, ….. fatti i cazzi tuoi!”

Di Antonella Necci

Sono Antonella Necci nata a Roma vivo a Roma e insegno lingua e civiltà inglese in un liceo ad indirizzi classico e linguistico. Sono appassionata di storia e filosofia ma voglio provare ad iscrivermi nuovamente all'università. Ho intenzione di ricominciare a studiare per diventare medico, se mi riesce. È sempre stato il mio sogno ma per pigrizia non mi sono voluta misurare con il lavoro da affrontare con la facoltà di medicina.Cos'altro aggiungere? Non mi piace parlare di me!Ah una cosa però la voglio dire: il mio regista preferito è Ken Loach e spero tanto che vinca la Palma d'oro a Cannes visto che presenta un film di connotazione prometeutica!

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